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Tosi: «Alvini era il top. Ora serve un allenatore con le idee ben chiare»

«Mi occorrono dieci o quindici giorni di tempo per trovare il sostituto. Per lui non sarà facile, ma avrà a disposizione una squadra da primi posti»

Redazione TuttoReggiana
24.05.2021 17:30

Doriano Tosi sarà il direttore sportivo della Reggiana anche nella prossima stagione, quella del ritorno in C dopo appena 9 mesi passati in B. La conferma, scontata, è arrivata sabato mattina nella riunione dei soci che si è tenuta presso la sede di Immergas. Sulla scrivania del dirigente granata ora c'è subito da risolvere la questione relativa all'allenatore dopo la separazione con Alvini.

«Alvini è uno dei migliori allenatori con cui ho lavorato, uno dei più forti in assoluto - ha dichiarato Tosi alla Gazzetta di Reggio - E' sullo stesso livello di Prandelli, Pioli, Zaccheroni, Di Carlo, Tesser, De Biasi e Malesani. Dispiace averlo perso ma dobbiamo andare avanti». «L'unica colpa che gli do - ha poi aggiunto il ds al Resto del Carlino - è quella di non avermi detto subito che non se la sentiva di restare. Ha detto che non ha un'altra squadra e gli credo. Purtroppo il suo difetto è quello di farsi condizionare da quello che legge sui giornali o sui social. Mi ha detto che non se la sentiva poi mi ha chiesto altro tempo per pensarci, ma ho detto di no. Siamo a fine maggio ed è già tempo di lavorare per il futuro senza incertezze».

Tosi poi traccia l'identikit del successore di Alvini sulla panchina granata. «Dopo di lui non sarà facile per nessuno, ma di certo il nuovo allenatore non può essere uno che fa catenaccio - ha sottolineato alla Gazzetta - Bisogna far giocare a calcio la squadra visto che dobbiamo puntare ai primi cinque posti in classifica. Devo scegliere in poco tempo, parlare con gli allenatori ed essere sicuro che capiscano cosa possiamo garantire loro». Tempi ristretti dunque per giungere al nome del nuovo allenatore. «Serviranno dieci o quindici giorni - ha precisato Tosi al Carlino - La società metterà a disposizione dell'allenatore una squadra competitiva. Poi vedremo se riusciremo ad essere i più bravi. Un mio braccio destro sul mercato? Ci sarà qualcuno che va a vedere le partite, però arriverà ad agosto, a mercato finito».

Infine un passo indietro sulla stagione da poco terminata con la retrocessione. «Ora vedo con chiarezza che eravamo più deboli e fragili rispetto agli avversari che sotto pressione prevalevano. Abbiamo sofferto la grande fisicità, non era questione di testa o di impegno».

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