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Nesta: «Il derby è speciale, andiamo a Parma per provare a fare un'impresa. Io ho coraggio, spero anche i miei ragazzi»

«Affronteremo uno squadrone, ma possiamo metterlo in difficoltà e vogliamo regalare una gioia ai tifosi. Commettiamo tanti errori perché siamo giovani, ma a loro va dato il tempo di crescere: diventeranno fortissimi. Mercato? Ci pensa Goretti»

01.09.2023 15:45


La partita delle partite: si può descrivere così la sfida tra Reggiana e Parma, derby a lungo atteso e sentitissimo dalle tifoserie. Forse un po' meno dai tanti (e nuovi) protagonisti in campo, compreso mister Alessandro Nesta. Ma la tensione prima di scendere sul rettangolo verde del “Tardini” non mancherà sicuramente al tecnico romano e a tutta la squadra granata…


Mister, che settimana corta è stata quella che porta al derby?
«Per fortuna non abbiamo avuto altri problemi. In questi giorni abbiamo gestito l’affaticamento di chi ha giocato la seconda partita consecutiva, cercando di portare tutti allo stesso livello».

Gli ultimi innesti si possono considerare pronti?
«Sampirisi sta un po’ meglio ed è a disposizione, Pajac viene da qualche infortunio ed è in ritardo di condizione. Gondo l’ho visto oggi per la prima volta, ha giocato mezza partitella. Szymiński è pronto. Tutti sono convocati».

Vido ne avrà per 4-5 mesi?
«Una volta forse era così, adesso credo occorra un po’ più di pazienza. Ci dispiace molto per il ragazzo, avremmo voluto dedicargli subito una vittoria. Poteva darci grandi soluzioni in avanti, è un peccato perché lui aveva capito di essere arrivato ad un momento di svolta della carriera. Adesso deve invece ritirarsi fuori da un brutto infortunio».

La prima in casa martedì sera che emozioni le ha regalato?
«È stato bellissimo vedere lo stadio e il pubblico. Anzi, forse tutto quell’entusiasmo un po’ ci ha fregati perché dopo il pareggio abbiamo continuato a spingere. Queste situazioni vanno sfruttate, ma con la testa. I tifosi sono sempre stati al nostro fianco, ora tocca a noi dare loro una gioia e trasportare la gente con i risultati».

In squadra, a partire da lei, ci sono tanti volti nuovi: come fate ad avvertire subito il clima del derby?
«Fin da primo giorno in cui sono arrivato mi hanno parlato del Parma. Quando ho detto che Buffon è mio amico mi hanno fatto capire che non ci sono amici a Parma. I tifosi ci tengono e sono venuti ai campi per ricordarci che questa è una gara importante alla quale daremo sicuramente un peso particolare».

Cosa vi hanno detto di preciso?
«Sono venuti soprattutto per spiegarci il significato del derby e perché non è una partita come le altre».

Vivere un derby da allenatore quanto è diverso?
«Per me, rispetto a quando ero calciatore, aumentano sicuramente le responsabilità».

Dirà qualcosa di particolare ai suoi ragazzi prima di scendere in campo?
«Probabilmente sì».

Il Parma fin qui ha sempre vinto e preso pochi gol: come si affronta?
«Con fiducia. Possiamo metterli in difficoltà, come fatto a tratti contro il Palermo. Il Parma è uno squadrone e ha dei super cambi in panchina, loro devono vincere noi invece dobbiamo provare a fare un’impresa che a volte può dare più gusto».

Del Parma quale reparto teme e quale no?
«Credo che davanti siano molto forti e anche nei cambi che hanno, stesso discorso a centrocampo. In difesa li vedo un po’ meno forti, forse lì possiamo dare fastidio».

Coraggio è sempre la parola d’ordine?
«Sempre. Lo mostro ai ragazzi ogni giorno, anche quando a volte dovrei coprirmi ma il primo pensiero è quello di fare male all’avversario. Ho coraggio e spero anche i miei giocatori».

Il 4-2-3-1 utilizzato martedì sera l’ha convinta?
«Lo sviluppo davanti e i tiri in porta nelle prime gare non erano andati bene, quindi abbiamo cambiato quando siamo in possesso e sono rimasto soddisfatto da quanto visto. In futuro dovremo saper fare più cose, continuiamo su questa strada».

Perché ha optato per questa variazione?
«Iniziare con tre offensivi negli ultimi metri è un vantaggio che possiamo avere e aiuta a creare pericoli, poi ci sistemiamo in base al movimento degli avversari».

Non le dà fastidio non passare mai in vantaggio per primo?
«Sarebbe bello. Nei primi dieci minuti ci succede sempre qualcosa poi corriamo dietro l’avversario e quando capita spesso vuol dire che c’è un problema. I giovani secondo me soffrono ancora la partita, ma a loro deve essere concessa la possibilità di sbagliare e crescere: tra qualche mese saranno fortissimi. Adesso ci sono errori di lettura e impatto alla partita, un aspetto in cui dobbiamo lavorare molto».

La sosta tanto attesa ora è vicina…
«Teniamo duro, poi riusciremo a mettere dentro i giocatori nuovi, qualcuno in condizione e qualcuno no. Altri arriveranno domani. Dopo il derby potremo tirare una riga e avremo due settimane per riportare in condizione chi non è al top e capire che Reggiana ci sarà. Arriveranno partite un po’ più abbordabili e noi saremo cresciuti e dovremo iniziare a fare punti».

Chi arriva domani?
«Non lo so, ho parlato con Goretti e abbiamo condiviso le caratteristiche che servono ma io resto concentrato sul campionato. Gli ultimi giorni di trattative possono essere caotici, a volte serve un piano ‘B’».

È l’attacco o il centrocampo il reparto che necessita maggiori interventi?
«Numericamente il centrocampo ha bisogno di qualcuno, poi davanti vediamo…».

Il reintegro di chi è fuori rosa è una strada percorribile?
«Vediamo. Una volta finito faremo i conti».

La polemica della settimana riguarda la capienza ridottissima della curva ospiti al “Tardini”…
«Sicuramente ci dispiace ma poi c’è chi deve gestire la situazione: sappiamo che è una gara calda, bisogna vedere se è stata la scelta giusta o sbagliata. Dal punto di vista emotivo qualcosa ci toglie, ma io oltre non mi esprimo. Vediamo chi viene comunque a Parma…».

Nella sua carriera c’è qualche episodio particolare legato ai crociati?
«Ho giocato tante gare contro il Parma di Tanzi, andare al “Tardini” è sempre stata dura ma non ricordo avvenimenti particolari».

 

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