Lutto nel mondo granata: è morto Pippo Marchioro, il tecnico della storica Serie A
Aveva 90 anni. Guidò la Reggiana per sei stagioni, dalla promozione in Serie B del 1989 alla prima storica salita in A nel 1993, conquistando anche la miracolosa salvezza a San Siro il 1° maggio 1994.

È venuto a mancare Giuseppe “Pippo” Marchioro, uno degli allenatori più importanti nella storia della Reggiana: aveva da poco compiuto 90 anni. A darne notizia è il Corriere di Romagna, precisando che i funerali si terranno sabato 8 agosto alle ore 10:00 nella chiesa di Madonna delle Rose a Cesena, dove viveva con la famiglia.
Per la Reggiana, però, Marchioro non è stato semplicemente un allenatore. È stato l'uomo che ha accompagnato i granata nella scalata più importante della loro storia, quella che nel giro di pochi anni li portò dalla Serie C alla massima categoria. La sua avventura a Reggio Emilia iniziò nell'estate del 1988, quando la Reggiana militava in Serie C1. Al primo tentativo arrivò subito la promozione in Serie B: il 4 giugno 1989 i granata superarono il Prato nell'ultima giornata di campionato, dando il via a un ciclo destinato a entrare nella storia del club. Marchioro rimase sulla panchina granata per sei stagioni. Dopo alcuni campionati di assestamento in Serie B, arrivò il capolavoro. Nella stagione 1992/93, con una squadra costruita senza grandi nomi ma capace di esprimere un calcio organizzato e redditizio, la Regia conquistò la prima storica promozione in Serie A. Il traguardo diventò matematico il 16 maggio 1993, al Manuzzi di Cesena: l'1-1 contro i bianconeri, firmato da Paolo Sacchetti per i granata, sancì il ritorno della Reggiana in massima serie dopo 74 anni di attesa. Marchioro guidò poi la squadra anche nella sua prima, storica stagione in Serie A. Un campionato sofferto, nel quale la Reggiana riuscì a compiere un'altra impresa: il 1° maggio 1994, all'ultima giornata, la rete di Massimiliano Esposito a San Siro contro il Milan regalò ai granata la salvezza. Un risultato che resta ancora oggi l'unica permanenza della Reggiana in Serie A conquistata sul campo. La stagione successiva non riuscì a ripetersi il miracolo e Marchioro venne esonerato dopo poche giornate. Ma la sua storia in granata era ormai scritta: una promozione dalla Serie C alla Serie B, la prima storica Serie A e una salvezza rimasta nella memoria di generazioni di tifosi. A Reggio Emilia aveva lasciato un ricordo profondo anche fuori dal campo. Prima della lunga parentesi granata, Marchioro aveva già costruito una carriera importante su altre panchine italiane: dopo gli inizi al Monza, guidò Verbania, Alessandria, Como, Cesena e Milan, tornando poi a Como e Cesena e passando anche per Avellino, Ancona, Prato, Barletta e Foggia. Dopo gli anni trascorsi nella città del Tricolore, chiuse la carriera tra Genoa, Venezia, nuovamente Cesena e infine Triestina. Tra i suoi principali successi va ricordato il sesto posto conquistato con il Cesena nella massima serie, risultato che valse ai bianconeri la qualificazione alla Coppa UEFA.
Addio, Pippo. E grazie per aver portato la Reggiana in paradiso.


