Settore Giovanile

Mezzina: «Il Torneo di Viareggio un grande riconoscimento per la Reggiana»

Il Coordinatore Tecnico del Settore Giovanile è entusiasta dell'invito ricevuto dalla società granata

13.02.2017 11:00

Sergio Mezzina ricopre la carica di Coordinatore Tecnico del Settore Giovanile dallo scorso luglio e in questo breve lasso di tempo l’Academy granata è riuscita a spopolare nei vari campionati nazionali giovanili e può vantare un nuovo importante fiore all’occhiello: la partecipazione, con la squadra Berretti allenata da Paolo Zanetti, all’edizione 2017 del Torneo di Viareggio.

Proponiamo di seguito un estratto dalla lunga intervista rilasciata al sito web granata.

Mezzina, com'è nata l’opportunità di partecipare al Torneo di Viareggio?
«La verità è che abbiamo ricevuto un invito dal comitato organizzatore del torneo. Se arriva un invito del genere significa che il nome "Reggiana” alletta e inizia a circolare nei “salotti buoni” del calcio italiano».

L’invito quando l’avete ricevuto?
«Prima di Natale. Ne abbiamo parlato con la proprietà, evidenziando le positività di una partecipazione al torneo ed essa stessa ha deciso di sostenere lo sforzo economico per poter iscrivere la squadra al torneo».

Che significato ha per la Reggiana la partecipazione al Torneo di Viareggio?
«A livello tecnico è molto importante, perché parliamo di ciò che rappresenta il fondamento tecnico della nostra attività e del nostro processo di crescita: il confronto. Con realtà di livello superiore e di prestigio. Sarà un momento importante per la crescita dei nostri ragazzi. Poi c’è un piano meno tecnico, ma più “corporativo” diciamo, ed è quello del prestigio del club sotto forma di grande visibilità, che sarà tale anche per i nostri ragazzi».

Da principale responsabile del Settore Giovanile, cosa vuol dire vedere la squadra Berretti al "Viareggio"? 
«Per me è una seconda volta al Torneo di Viareggio, perché ricordo con piacere una partecipazione con il Taranto. Anche in quella circostanza fu una “prima volta”, una bellissima esperienza. Io credo che la Reggiana sia stata invitata per tutto quello che è riuscita a creare come movimento attorno al Settore Giovanile, e non perché Sergio Mezzina è il Responsabile. Per me è un significato grandissimo, perché è un qualcosa che si vive con grande emozione. Ma ancora di più sono felicissimo per i ragazzi. Non dimenticherò mai i loro occhi, le loro espressioni quando gli abbiamo fatto la sorpresa di comunicargli che si andava al “Viareggio”. Quella per me è stata la vittoria più bella».

L’obiettivo qual è?
«Il primo è quello di mettere in evidenza qualche giocatore che riteniamo di prospettiva. Il secondo: quello di capire a che livello siamo arrivati, tramite il confronto con realtà di prestigio. Poi non vogliamo sfigurare: sono convinto che faremo bene grazie all’organizzazione di gioco che Zanetti ha dato a questo gruppo e alle qualità morali e temperamentali che i ragazzi dimostrano ad ogni partita».

Quanto è importante il risultato in una competizione del genere?
«È un discorso che può valere anche per il campionato cui stiamo partecipando: quello della Berretti è un torneo con ragazzi un gradino sotto la prima squadra, quindi il risultato in realtà ha un suo peso. Tuttavia quest’ultimo va sempre ottenuto attraverso una crescita costante a livello di collettivo e individuale dei singoli ragazzi. Ciò che definisce la struttura di un calciatore è l’aspetto caratteriale e il risultato in queste competizioni, così come le fasi finali del campionato, avendo ben presente un obiettivo preciso, aiuta a formare il carattere».

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