Le pagelle di Padova-Reggiana. Reinhart non molla mai, costa cara la disattenzione di Tripaldelli
Micai poco impegnato, Vicari e Lusuardi tengono per 80’, Libutti e Bonetti faticano a tratti. Bertagnoli di corsa, Portanova prezioso dietro ma spreca il gol. Lambourde imbrigliato, Bozhanaj occasione sciupata. Novakovich segna ma la rete non vale.
La Reggiana esce sconfitta dal campo del Padova al termine di una gara decisa da un episodio nel finale, che punisce oltremodo una prestazione comunque solida per lunghi tratti. I granata interpretano bene il primo tempo, restando compatti e creando anche le occasioni migliori con un centrocampo dinamico e un Reinhart ancora una volta ovunque, ma manca precisione negli ultimi metri per indirizzare la partita. Nella ripresa la squadra di Bisoli cala progressivamente, abbassa il baricentro e finisce per subire la pressione veneta, fino all’errore difensivo che costa caro nel finale. Restano le buone indicazioni di alcuni singoli e la sensazione di una squadra viva, ma anche la conferma di fragilità che nei momenti chiave continuano a pesare sul risultato.
Alessandro Micai 6 - Non deve compiere miracoli e si fa trovare pronto quando chiamato in causa. Respinge una conclusione di Fusi nel primo tempo, non si fida del cross di Capelli allontanandolo con i pugni. Non sempre pulito nelle respinte in uscita (e nei rinvii con i piedi), a 10' dal termine non può nulla sulla deviazione ravvicinata di Seghetti.
Lorenzo Libutti 5,5 - Perennemente in difficoltà nel far uscire la palla dalla metà campo granata. Quando attaccato ci mette una pezza, anche grazie all'aiuto dei raddoppi. Bisoli lo sprona a ripetizione, ma non si attacca mai con efficacia la trequarti padovana.
Francesco Vicari 6,5 - Il suo lo fa, anche discretamente. Quando un pallone gravita attorno alla sua zona di competenza lo respinge. A tratti sembra essere tornato il difensore roccioso che ha fatto la Serie A. Bene con Bortolussi, più fatica con attaccanti veloci e infatti al minuto 80' Seghetti sfugge alla sua marcatura depositando il pallone in fondo al sacco da due passi.
Mateus Lusuardi 6 - Rischia tantissimo sul colpo di testa che Pastina manda a lato dopo 10 minuti, poi ci mette il fisico e l'esperienza contro avversari forti. Vale il discorso fatto per Vicari: controlla bene alcune situazioni nel primo tempo, nella ripresa c'è un piccolo calo e lui ne soffre sulle azioni in velocità, ma si intravedono le motivazioni che hanno spinto il Pisa a investire sul brasiliano. Peccato non riesca a chiudere su Seghetti, ma non era facile.
Simone Bonetti 5,5 - Zanon della Carrarese e Capelli del Padova se li sognerà di notte. In entrambe le occasioni il difensore di Campagnola va in difficoltà, non sempre aiutato dai compagni di squadra. Spende un buon cartellino giallo per evitare un contropiede del Padova e viene sostituito a inizio ripresa (dall'11'st Alessandro Tripaldelli 5,5: sarebbe certamente un voto più alto se non fosse per quell'errore di marcatura che genera l'assist di Caprari in occasione del gol padovano. In verità, appena entrato, si comporta bene in fase di spinta, dialogando con Rover e regalando due ottimi palloni per Portanova e Bertagnoli, ma quell'errore dietro pesa tantissimo).
Massimo Bertagnoli 6 - Tornato a livelli "umani", ci mette gamba e volontà. Nella metà campo del Padova "ci sta" benissimo e si fa preferire in appoggio alla fase offensiva che in quella di rottura del gioco padovano. Calcia alle stelle un pallone giocato all'indietro da Gondo. Si "spreme" finché ne ha (dal 36'st Matheus Charlys sv).
Tobias Reinhart 7 - Per tre quarti di partita è ovunque: lotta, ruba palloni, ci mette la faccia (letteralmente, sul tiro di Varas), si fa male e si rialza, imposta e si concede anche una conclusione da oltre 30 metri che impegna Sorrentino in angolo. Cala nella ripresa, ma è l'ultimo ad alzare bandiera bianca.
Manolo Portanova 6 - Il capitano non può che avere altri pensieri per la testa, ma è bravo a scacciarli per 90 minuti, fornendo più in fase di non possesso che in attacco il suo contributo alla causa. Di testa, nella ripresa, non riesce da posizione ravvicinata a centrare lo specchio della porta in quella che è l'occasione migliore di marca granata.
Mathis Lambourde 5,5 - Di espressioni per descrivere la sua partita ce ne sarebbero a volontà: dal "vorrei ma non posso" al centesimo che manca per fare un euro. Il senso è quello: l'introduzione è buona, ma lo svolgimento del tema lascia a desiderare, per frenesia di esecuzione e per la non sempre perfetta pulizia del gesto tecnico. Senza dimenticare l'ottimo lavoro fatto su di lui dall'ex Favale. Della sua partita rimane il cross al bacio che Bozhanaj spreca malamente. Mai realmente pericoloso per il portiere biancoscudato (dal 36'st Tommaso Fumagalli sv: uno spunto sulla sinistra al 91' sventato da Pastina in area piccola, tutto qua).
Cedric Gondo 5,5 - Troppo lontano dai compagni di squadra, anche se il copione è lo stesso visto con la Carrarese, senza però riuscire ad essere incisivo anche nella sua consueta lotta. Un tiro in porta, debole, tanto lavoro per i compagni, ma mai realmente assecondato (dal 28'st Andrija Novakovich 5,5: segna un gol in mischia a porta sguarnita dopo che Sorrentino va a sbattere addosso a Rover, ma della sua partita non si ricorda altro se non un timido colpo di testa).
Kleis Bozhanaj 5,5 - Spreca malamente un assist al bacio di Lambourde poco prima dell'intervallo, mandando la palla a lato in tuffo di testa. Peccato non averlo visto nel secondo tempo, perché sembra sempre avere nei piedi la giocata che può aprire la partita in favore della Reggiana (dal 1’st Matteo Rover 5,5: largo a sinistra, quindi fuori ruolo, riesce a produrre un paio di sgroppate interessanti che mettono un po' di apprensione alla difesa veneta. Ha la “colpa” di essere sulla traiettoria di caduta di Sorrentino nell'occasione del pareggio di Novakovich, portando l'arbitro Mucera a non convalidare la rete…).
Mister Pierpaolo Bisoli 5 - Squadra che vince non si cambia e infatti la Reggiana risponde presente con un primo tempo positivo e propositivo, nel quale manca solamente la giusta cattiveria sotto porta. Affrettata la staffetta tra Bozhanaj e Rover all'intervallo, perché nella ripresa l'ex Sudtirol non combina molto di più rispetto all'albanese. Non ha colpe per il gol subito: è una lettura sbagliata da parte della difesa, in particolare di Tripaldelli. Decisamente evitabile il cartellino rosso per proteste dopo il triplice fischio, che lo costringerà alla tribuna nella sfida decisiva con il Palermo, anche se è comprensibile la rabbia per quell'episodio…


