Fumagalli: «Fermarsi per Cragno è stato un gesto istintivo. Alla Reggiana ho trovato grandi valori»
Il "Puma" dal cuore d'oro: l’attaccante granata si racconta alla Gazzetta dello Sport dopo il gesto di fair play contro il Südtirol balzato agli onori delle cronache nazionali

Il "Puma" che sa quando non azzannare la preda: Tommaso Fumagalli è il protagonista granata della settimana per via del suo gesto di fair play nel match contro il Südtirol, e si racconta in una lunga intervista concessa alla Gazzetta dello Sport. L'attaccante granata, che ha rinunciato a un'occasione importante per segnare mettendo il pallone fuori dopo l'infortunio di Cragno, ha spiegato come la scelta sia stata dettata dal cuore e dal clima respirato nello spogliatoio di via Agosti. «Ero andato a pressare per recuperare palla, ma quando ho visto che Cragno s’era fatto male mi sono fermato. Per me l’avrebbero fatto in tanti: c’è chi mi dice di no, ma per me è stato così. Perché qui alla Reggiana ho riscontrato valori di questo tipo e quindi mi ci rivedo», ha dichiarato il “Puma” - questo il suo soprannome - ammettendo di non essersi reso subito conto della portata del gesto, con i paragoni che riportano a un precedente storico con protagonista Paolo Di Canio in Inghilterra. «Con l’adrenalina che c’è quando giochi non ci avevo fatto caso. Poi ci ho ripensato, sono venuti anche gli assistenti a dirmelo. Una bella cosa in una giornata triste per noi, vista la sconfitta».
L'intervista ha toccato anche temi più ampi, come il confine sottile tra la malizia agonistica e la correttezza, citando il recente "caso Bastoni" e la difesa di Fabregas nei confronti dell'interista. Fumagalli non si nasconde dietro la retorica, ammettendo che la voglia di vincere è la benzina di ogni calciatore, ma rivendicando la propria identità di uomo oltre che di atleta. «Mi aspettavo qualche gol in più, è vero, e questa può essere una rivincita, perché qualcuno in questi ultimi anni non mi ha capito, non sa che persona sono. Forse questo gesto ha fatto riflettere qualcuno. Adesso però spero di far parlare di me solo per i gol, anche se lo rifarei sempre». Un'integrità che affonda le radici in un percorso non scontato: Fumagalli ha infatti ricordato quando, ai tempi della Serie D con la Giana Erminio, fu a un passo dal mollare tutto per andare a lavorare nell'azienda di macchinari da stiro del padre. Solo l'esplosione realizzativa e la successiva chiamata del Como hanno cambiato il suo destino, portandolo fino alla Serie B con la maglia della Reggiana. Il pensiero finale, però, è tutto per Cragno, infortunatosi al tendine d'Achille per la seconda volta, con un augurio sincero: «Non ti arrendere».


