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Nesta: «La sfida con la Ternana è fondamentale. Dobbiamo fare il salto di qualità che ancora manca»

«Vietato sbagliare approccio, abbiamo una ghiotta occasione. Il pareggio di Cremona ha portato serenità e fiducia, ora bisogna sfruttare a nostro favore le partite casalinghe. I playoff? Io continuo a guardare sotto, salvarsi non è scontato...»

16.02.2024 16:00

La buona prestazione con la Cremonese ha certamente rincuorato mister Alessandro Nesta, ma il tecnico granata è consapevole che per poter agguantare l'obiettivo salvezza il prima possibile - traguardo che l'ex Lazio e Milan fissa a quota 43 punti - bisogna ancora fare un salto di qualità che passa anche dall'eguagliare il rendimento tra casa e trasferta. Domani al ”Città del Tricolore" arriva la Ternana in quello che può essere ancora definito uno “scontro-salvezza”, quindi è vietato commettere passi falsi.

Mister, che settimana è stata quella dopo Cremona?
«Non abbiamo avuto alcun intoppo, è filato tutto liscio. La partita di Cremona oltre al buon risultato ha portato la serenità e la fiducia che servivano. Ora occorre trovare quel salto di qualità che tutti noi richiediamo e questa sfida in casa con la Ternana per noi è fondamentale. Io continuo a guardare verso chi sta sotto a noi, se dovessimo vincere sarebbe una bella botta…».

Il presidente Salerno contro la Ternana pretende una vittoria: le sue parole vi hanno messo pressione?
«Dobbiamo arrivare sul terreno di gioco con la testa giusta, sempre». 

Perché la Reggiana spesso alterna approcci buoni ad altri meno buoni?
«Posso dire che quando c’è un problema lavoriamo tutti insieme per risolverlo e migliorare. Dobbiamo ridurre i nostri giri a vuoto ma ce li hanno anche le altre squadre quando giochiamo contro di loro. L’asticella per la Reggiana deve sempre essere messa alla giusta altezza, altrimenti si rischia di rimanere delusi».

Guardare ai playoff non sarebbero uno stimolo in più per la squadra?
«Prima mi salvo, poi penso al resto. I playoff si possono cercare con leggerezza o spavalderia per un club come il nostro, ma per salvarsi serve una mentalità diversa».

I playoff sarebbero quindi la classica ciliegina sulla torta?
«Se ci dovessimo rendere conto di potercela fare, ben venga. Ma io e i ragazzi sappiamo che è innanzitutto necessario salvarsi e non è così scontato farlo. Se perdi due partite di fila sei quasi con l’acqua alla gola…».

Intanto però è a un passo dall’uguagliare il record in granata di Carlo Ancelotti con 8 risultati utili consecutivi…
«Non ci penso proprio. Sono contento del percorso fatto con la Reggiana, nonostante le difficoltà avute ci siamo rimessi in gioco. Questa stagione è servita da lezione per la mia crescita».

Ha dimostrato di sapersi adattare in corso d’opera, cambiando modo di giocare…
«In estate abbiamo cercato tante ali ma non sono arrivate, quindi abbiamo cercato di rendere la squadra il più efficace possibile con i giocatori a disposizione».

La quota salvezza a quanto l’ha fissata?
«La mia valutazione, un po’ pessimistica, è 43 punti. Ma nel calcio non si può mai sapere...».

Com'è lo stato di forma della squadra dopo le fatiche dello “Zini”?
«C’è chi ha qualche acciacco come Girma, ma ora ci avviciniamo a un tour de force con le gare infrasettimanali quindi dobbiamo fare in modo di arrivarci con tanti giocatori in forma».

Girma è in grado di giocare solo uno spezzone di gara o potrebbe partire dall’inizio?
«Non so, ha questa pubalgia che stiamo gestendo. A Cremona quando è entrato non stava benissimo, ora sta meglio dopo alcune cure con uno specialista perciò devo valutare se poterlo utilizzare dall’inizio o dopo. Ma rispetto a una settimana fa è cresciuto di condizione».

Portanova sulla trequarti è un’opzione che riproporrebbe?
«Fiamozzi a destra sta facendo bene, quindi cerchiamo di portarlo più vicino alla porta per metterlo nelle migliori condizioni possibili. Vogliamo dargli fiducia, quindi ha questa alternativa per provare a tornare vivace».

Gondo in attacco si è dimostrato ancora una volta determinante per l’equilibrio della squadra…
«È importantissimo, da solo fa salire la squadra. Poi con Pettinari e Varela ci sono comunque delle alternative».

Pettinari potrebbe tornare in campo?
«È pronto, non per 90 minuti ma può entrare. Ora tutti devono stare in allarme perché c’è bisogno di sfruttare l’intera rosa».

Blanco è già pronto?
«Sì, lo è».

Romagna e Crnigoj quando pensa di riaverli a disposizione?
«Romagna piano piano vediamo come recupera, speriamo di rivederlo a fine mese. Crigoj invece più in là».

Che impressione le ha fatto il nuovo centrocampista in prova, lo svizzero Leorat Bega?
«Ha bisogno di allenarsi perché è arrivato fuori condizione, non è pronto per farsi vedere al massimo. Resterà qui per il tempo che servirà».

Cosa si aspetta di vedere domani dalla sua Reggiana?
«Vorrei vedere una Reggiana subito pronta e con la voglia di giocare una gara importante coinvolgendo la sua gente. Finora abbiamo giocato meglio in trasferta, quindi diventa importante riuscire a sfruttare lo stadio di casa. Bisogna farlo diventare più complicato possibile per i nostri avversari».

Il rendimento della Ternana lontano dal “Liberati” è inferiore rispetto a quello casalingo…
«Ogni partita ha la sua storia: credo che la Cremonese per la classifica che ha e tutto il resto avrebbe dovuto farci a pezzi invece è andata diversamente. Sappiamo che dipende tutto da noi, non da loro. Se abbiamo l’approccio giusto ce la possiamo giocare bene contro tutti, se invece lo sbagliamo possiamo perdere contro qualunque avversaria».

Raimondo sarà l’osservato speciale da parte della difesa granata?
«Sì, è un giocatore di qualità che avevamo valutato in estate. Devo dire che si sta facendo valere, attacca bene le linee si vede che è un ragazzo sveglio».

Perché riuscite a giocare meglio con chi sta davanti a voi in classifica?
«Me lo domando ogni settimana ma non ho una risposta. Forse abbiamo bisogno di pressione e di un impatto importante che si prova con un avversario forte, non saprei…». 

Quando gli avversari vengono a pressarvi, il “piano B” di solito qual è?
«Se vengono forte dobbiamo fare altre scelte che prendiamo in base alla pressione che portano, all’occupazione dello spazio avversario e così via. In avanti dobbiamo velocizzare il gioco e servono idee chiare, la soluzione deve essere trovato subito». 

Cosa ne pensa dell'attuale formula di playoff e playout?
«Penso che in Serie B con promozioni e retrocessioni abbiano un senso, in Serie A invece no».

 

 

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