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Tosi: «La Reggiana è pronta a ripartire. Il merito sportivo si misura sul campo»

Il ds granata, smaltita l'iniziale amarezza, non ha perso la speranza: «Deluso dall'assemblea della Lega Pro. FIGC e UEFA danno priorità al campo»

Gian Marco Regnani
12.05.2020 19:45

Doriano Tosi ha preso parte in prima persona all'assemblea di Lega che la scorsa settimana ha spiazzato in tanti mettendo in pole position il Carpi verso la quarta promozione in Serie B. Archiviato il primo round non senza amarezza, il direttore sportivo granata è ora in attesa del pronunciamento del Consiglio Federale che entro il 19 maggio potrà mettere una pietra sopra la stagione della Regia oppure rilanciare le ambizioni di Spanò e compagni.

«Questi sono giorni importanti - sottolinea il ds granata - Giovedi lo sarà per la Serie A, poi lunedi o martedi il Consiglio Federale si riunirà e vedremo cosa deciderà in base alle scelte fatte dalla Lega Pro. Noi ci stamo organizzando con chi ha la voglia e la possibilità di fare i playoff per soddisfare l'esigenza di FIGC e UEFA che è quella di tornare a giocare e non di determinare il merito sportivo con delle formule matematiche che privilegiano chi ha disputato meno partite. Solo il campo può determinare il merito sportivo».
 

Direttore, facciamo un passo indietro a giovedì quando si è tenuta l’assemblea dei club di Serie C…
«Il presidente dice che è stata una bella assemblea ma questa affermazione non mi trova d’accordo. Credo sia stata brutta e anche un po’ scocciata. Su 59 presidenti, in 40 pensavano solo a chiudere il campionato e bloccare le retrocessioni, in 10-15 pensavano ai playoff e in 3 che hanno dovuto seguire la formula della quale siamo venuti a conoscenza solamente all’ultimo minuto. Le assemblee, senza offendere nessuno, sono fatte per dare spazio e parola a tutti per parlare di problemi, criticare e fare delle proposte. Noi invece abbiamo ascoltato le parole del presidente per tre quarti del tempo e dopo due minuti ci siamo ritrovati a votare senza poter esprimere le nostre motivazioni...».

Può farlo ora.
«Abbiamo votato contro lo stop al campionato e contro la promozione delle prime tre in classifica perché pensavamo e pensiamo ancora di avere le carte in regola per puntare al primo posto e per lo stesso motivo abbiamo votato a favore dei playoff. Infine ci siamo astenuti sul blocco delle retrocessioni. Siamo entrati in assemblea pronti a difendere le nostre convinzioni e ne siamo usciti praticamente terzi in classifica. Chiaramente lo stato d’animo non era dei migliori. Se avessimo saputo che il Consiglio direttivo avrebbe proposto quella formula ci saremmo organizzati di conseguenza».

Se si fosse svolta in presenza, pensa che l’assemblea avrebbe potuto prendere un’altra piega?
«Secondo me sì. La conference call non aiuta certamente ad approfondire le questioni. Noi ci siamo collegati con l’intenzione di votare contro l’ipotesi del sorteggio invece ci siamo ritrovati questa norma del “merito sportivo” che non era stata preannunciata da nessuna parte. Bastava chiarire prima le proprie intenzioni...».

Quante sono le probabilità che il Consiglio Federale accolga il suggerimento della Lega Pro approvando il criterio che premia il Carpi?
«Penso siano poche, almeno in prima battuta. La linea dettata dalla UEFA è semplice: priorità al campionato, poi spazio ai playoff regolari, in seconda battuta ai playoff ridotti e infine, se non fossero applicabili le soluzioni precedenti, analisi a tavolino per determinare i meriti sportivi. Credo quindi che la FIGC non accetterà la soluzione proposta dalla Lega Pro, poi bisognerà capire se si riusciranno ad organizzare dei playoff accettabili».

Come vivrà questa settimana che ci separa dal Consiglio Federale?
«Un po’ nervosamente ma con grande attesa e fiducia. Alla fine credo che se la Serie A ripartirà, la B seguirà a ruota con i playoff della C. Ad ogni modo abbiamo un bravo avvocato (Chiacchio, ndr) che saprà trovare la strada giusta per difendere i nostri diritti».

Pare però che si potrà presentare ricorso solamente al Collegio di Garanzia del Coni e non agli altri organismi federali…
«Credo proprio che si andrà in questa direzione poiché si prevedono tantissimi ricorsi all’orizzonte. Ma la questione che va sottolineata è un’altra...».

Prego.
«Sento tanto parlare di merito sportivo: è un aggettivo che si spende bene se pensiamo, da osservatori esterni, a quanto ha dimostrato quest’anno la Reggiana sul campo andando ben oltre a quelli che erano gli obiettivi iniziali. Non lo si può certamente attribuire a chi ha giocato meno partite degli altri...».

Se dovesse passare la linea del ritorno in campo, la Reggiana si farà trovare pronta?
«Noi ci stiamo attrezzando. Martedì prossimo partiremo con gli allenamenti individuali e volontari e a seguire ci organizzeremo con quelli collettivi. Chi si sta occupando di organizzare tutto ha già fatto fare i preventivi e il posto per ospitarci ci sarà».

Il protocollo sanitario da rispettare sarà veramente alla portata di tutte le squadre?
«Il problema che sta facendo discutere è proprio questo. Sarebbe auspicabile fermare solamente chi è malato altrimenti qualcuno potrebbe approfittarne per bloccare tutto se le cose dovessero andare male. Detto questo, noi speriamo proprio che passi la linea dello stop al singolo giocatore trovato positivo e non a tutta la squadra».

Il mercato ai tempi del Coronavirus come sta cambiando?
«Preciso che noi come società in questo momento così delicato per le sorti della stagione cerchiamo di restare lontani dal mercato allo stesso modo in cui tutto il paese cerca di stare lontano dal Coronavirus. Una volta risolta questa questione ci dedicheremo alle consuete attività estive dopo aver stabilito budget e obiettivi con la società. Sarà un’annata difficile e dovremo decidere con attenzione cosa potremo fare».

I contratti in scadenza il 30 giugno quindi non vi preoccupano?
«Sostanzialmente abbiamo tre prestiti e pochi giocatori a fine contratto tra i quali Spanò, Espeche e Narduzzo. Il senso di appartenenza c’è, quindi direi che un accordo per proseguire assieme dovremmo trovarlo».

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