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Tosi guarda avanti: «Campionato o playoff, noi ci siamo»

«Aspettiamo un input da FIGC e Governo per organizzare al meglio gli allenamenti. Mister Alvini è carico, non vede l'ora di ripartire»

Gian Marco Regnani
22.05.2020 18:00

Dopo avere raccolto il parere a caldo del presidente Quintavalli sul verdetto del Consiglio Federale, i nostri microfoni hanno raggiunto anche il direttore sportivo Doriano Tosi, di nuovo al lavoro a grandi ritmi in vista della sempre più probabile ripartenza.

«Passata l’euforia iniziale siamo tornati subito al lavoro – sottolinea il ds granata – So che stamattina c’è stato il Consiglio Direttivo della Lega Pro, la quale sta facendo di tutto per sospendere il campionato ma questo ce lo potevamo aspettare anche se spero non sia così perché con 11 partite da giocare e lo scontro diretto col Vicenza in casa avremmo potuto puntare al primo posto. Credo però che saremo costretti ad aspettare ancora un po’ prima di tornare in campo…».

In casa granata finalmente si respira un clima più sereno.
«Sì, ma in questo momento dobbiamo pensare a come organizzarci e come lavorare per farci trovare pronti quando si tornerà a giocare. La maggioranza dei club di Serie C che aveva votato per la sospensione del campionato sta cercando di trovare delle motivazioni da presentare alla FIGC per non proseguire con il campionato e a quel punto credo proprio che la Federazione prenderà in esame la disputa dei playoff completi oppure in forma ridotta».

Non dimentichi che c’è ancora l’ipotesi di ricorrere alla calcolatrice per stabilire promozioni e retrocessioni…
«Spero che non si arrivi mai a questa soluzione. Per noi l’ipotesi migliore è quella di tornare in campo: chiaramente la vittoria va conquistata gara dopo gara ma è sempre meglio giocarci così la stagione piuttosto che uscirne sconfitti a tavolino. Ad ogni modo non so quali formule potrebbe applicare la FIGC, ce ne sono di differenti utilizzate in altri paesi. Per ora sono contento che sia stata annullata la proposta della Lega Pro e che sia stata data la priorità al campo».

A che epilogo si potrebbe arrivare secondo lei?
«Prima c'era tutta una linea politica rivolta allo stop del campionato, mentre adesso abbiamo un organo deputato a scegliere cosa c'è da fare (la FIGC, ndr) che protegge chi come noi vuole giocare. Se la Federazione dovesse riuscire a trovare 10 o 12 squadre disposte a fare i playoff, in grado di rispettare il protocollo, saremmo a buon punto. Ora che non c’è più l’obbligo del ritiro, le cifre da spendere sono scese anche se resta il problema dei tanti tamponi e test sierologici da fare senza rubare tempo e spazio al resto degli italiani».

La Reggiana come si sta organizzando?
«Questa mattina ho fatto una riunione di lavoro con mister Alvini. Se ripartirà il campionato dovremo allenarci per tutto il mese di giungo, nel caso in cui ci dovessero essere i playoff giocheremmo presumo da fine luglio fino al 20 agosto quindi potremo valutare se fare delle pause. Al momento però ci mancano delle date precise e dei riferimenti pratici. Per quanto riguarda l’applicazione delle norme sanitarie abbiamo fatto due conti e guardato gli aspetti organizzativi: non sarà facile ma con l’aiuto del nostro staff sanitario ci faremo trovare pronti».

Una data per la ripresa degli allenamenti quindi non è ancora stata programmata.
«Vorremmo aspettare il 28 maggio per vedere se dall’incontro tra Federazione e Governo può uscire qualche data precisa».

Il mister cosa le ha detto?
«Non vede l’ora di ricominciare. Dopo qualche settimana difficile, adesso è più carico e molto concentrato sul lavoro: sta già pensando al ritorno in campo e ai playoff perché ha poca fiducia nella ripresa del campionato, quella che per noi sarebbe l’ipotesi migliore».

Ha già parlato con i giocatori?
«No abbiamo solo mandato loro un messaggio nel quale li abbiamo allertati che entro giovedì riceveranno nuove comunicazioni. La prospettiva è quella riprendere a giocare dopo Serie A e Serie B, quindi non prima di luglio presumo».

Le discrepanze tra i club che compongono la Lega Pro potrebbe non aiutare a trovare una linea comune…
«Il problema della Serie C è che ci sono società completamente diverse tra loro con obiettivi e impegni economici ben differenti. Però voglio fare una considerazione…».

Prego.
«Le votazioni presentate nell’assemblea di Lega Pro del 7 maggio scorso possono trarre in inganno ora, perché chi aveva votato per il blocco delle retrocessioni non aveva certamente votato per proseguire la stagione ma adesso che la FIGC ha cambiato le carte in tavola sarebbe interessante tornare a fare una conta. Il Carpi, per esempio, non si era espresso a favore dei playoff mentre ora presumo che difficilmente voterebbe contro questa soluzione».

Un’ultima considerazione: terminare la stagione a fine agosto non potrebbe presentare dei problemi dal punto di vista contrattuale per i tesserati?
«Difficile dare una risposta perché questo è un terreno molto complesso. Non esiste una normativa sulle carte NOIF per una situazione del genere, abbiamo solamente delle disposizioni FIFA ma riguardano i tesseramenti internazionali. Le varie federazioni stanno iniziando ad affrontare il problema perché sanno che tra luglio e agosto saremo ancora in campo. In pratica la stagione 2019/20 sarà composta da 14 mesi mentre quella 2020/21 solamente da 10».

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