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Spanò è tornato: «Dimentichiamo il passato, io sono carico e ho grande voglia di riscatto»

«Questa città ha bisogno di rialzare la testa e ritrovare la gioia perduta, sono qui per questo motivo»

Gian Marco Regnani
12.09.2018 20:45

 

Cinque mesi dopo l'intervento al ginocchio, Alessandro Spanò può tornare a sorridere: da oggi è infatti un nuovo giocatore della Reggio Audace e ben presto tornerà a vestire quella maglia granata che ha indossato in più di 100 partite ufficiali, collezionando 10 gol in quattro anni.

«Essere di nuovo qui è un' emozione bellissima, come tornare a casa ogni anno - le prime parole del difensore classe '94 giunte pochi minuti dopo aver firmato il contratto (nella foto) - Questa volta c'è una voglia di rivalsa diversa, a livello personale ho una carica in più rispetto al solito perché vengo da un infortunio e la società ha passato mesi duri che non meritava. Questa città ha bisogno di un grande riscatto e gioia: io sono qui per questo».

«Faccio i complimenti a Spanò perché praticamente non c'è stato nulla da discutere, ha fatto una scelta ben determinata e non legata ad aspetti economici - ha poi aggiunto il vicepresidente Marco Arturo Romano - Ho incontrato il suo procuratore nel mio ufficio a Milano e in cinque minuti abbiamo definito i dettagli perché il ragazzo voleva tornare ad essere un giocatore della Reggiana».

Alessandro, la tua estate non deve essere stata delle più semplici...
«È stata molto impegnativa ma sono contento perché ora sto bene. Nei prossimi giorni avrò a fare una visita da chi mi ha operato per fare il punto della situazione sul ginocchio, ma la riabilitazione svolta a Milano ha fornito esiti positivi, quindi sono fiducioso di rientrare il prima possibile».

Raccontaci come si è svolta la trattativa che ti ha riportato a Reggio...
«È stata piuttosto semplice: la volontà di raggiungere un accordo c'era da entrambe le parti poi i tempi si sono allungati solo perché la mia condizione da infortunato non imponeva alcuna fretta. Visto che oramai sono pronto abbiamo fissato pochi giorni fa la data dell'incontro e deciso tutto in pochissimo tempo, senza problemi».

Hai già un'idea di quando potresti tornare?
«Tra fine settembre e i primi giorni di ottobre. Chiaramente valutiamo ogni giorno come risponde la gamba, però a livello di programma se non ci saranno complicazioni la data del rientro è quella».

Rozzio e Narduzzo li hai sentiti? Sei pronto a ricomporre il pachetto difensivo delle ultime due stagioni?
«Siamo rimasti in contatto durante tutta l'estate. Sono contento che siano rimasti entrambi e loro che io sia tornato: quando c'è un gruppo sano alla base si possono raggiungere obiettivi importanti. Io non vedo l'ora di rientrare, poi quello che accadrà dopo non l'ho neanche immaginato. Sicuramente dovremo ritrovare i meccanismi ma non penso che ci vorrà molto visto che c'è sempre stata coesione tra noi».

Il mister ha detto che ti darà la fascia da capitano?
«Ci siamo solo aggioranti brevemente sull'infortunio e su come procedevano gli allenamenti della squadra nelle ultime settimane. Il mister farà le sue scelte, io sono sempre a disposizione del gruppo e anche negli anni passati ho dimostrato che avere o meno la fascia al braccio non cambierà la mia posizione nello spogliaotio ma sarei ben contento di dare una mano ai compagni anche dal punto di vista umano. Conosco benissimo Paolo (Rozzio, ndr), tra di noi c'è stima reciproca quindi quel discorso sarà l'ultimo dei problemi...».

Sembri veramente determinato a riportare la Reggiana tra i professionisti...
«È l'obiettivo che mi sono prefissato, senza però fare proclami o pronostici che non mi appartengono. Posso solo dire che sono qui e sono carico, pronto per cominciare. I risutlati che arriverano li vedremo più avanti». 

Quanto ti ha aiutato ad andare avanti l'affetto del pubblico reggiano negli ultimi mesi?
«Tantissimo. Devo un grandissimo ringraziamento ai tifosi che mi sono stati vicini già nei primi giorni dopo l'infortunio e devo dire che mi hanno aiutato molto a superare le difficoltà dal punto di vista mentale. Chiaramente finché le posizioni non erano ben definite con la nuova società io non ho potuto parlare apertamente con loro, ma gli dico che da ora in poi ci sono e per qualsiasi cosa potranno contare su di me».

Ti sei dato una spiegazione sull'amaro epilogo della società dei Piazza?
«Al Mirabello dopo i saluti finali ci aspettavamo di tutto tranne quello che è successo. Non devo dare io delle risposte ma ci tengo a dire una cosa: ho completamene voltato pagina e non voglio più parlare di chi ha fatto del male, ma mettere in risalto i grandi sforzi fatti dalla nuova società per ripartire. Adesso dobbiamo concentrarci sul campionato, ci sono ancora tante cose importanti da fare ma siamo sulla buona strada nonostante la partenza in ritardo».

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