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Alvini: «La Reggiana è pronta a dare il massimo. Voglio vedere le bandiere sventolare»

«Dobbiamo provarci tutti insieme con umiltà, voglia ed entusiasmo. La differenza la fa chi si prepara davvero per vincere»

Gianluca Ferrari
25.06.2020 14:30

Dopo mesi di "astinenza", mister Massimiliano Alvini è tornato ad incontrare la stampa, faccia a faccia (ma a distanza di sicurezza), per un confronto diretto in vista dell'imminente inizio dei playoff che metteranno in palio la Serie B.

«Sono stati mesi lunghi e difficili per tutti - ha ammesso il tecnico di Fucecchio - Avevamo solo un desiderio, quello di tornare qua ed ora è bello rivederci tutti. Siamo sempre stato in contatto con i calciatori, il direttore e la società. C’è qualche atleta che si è presentato in buona forma e chi meno, ma sono rimasto abbastanza soddisfatto delle condizioni di tutti. Tengo a precisare che ci piacerebbe davvero molto riaprire lo stadio e ritrovare il nostro pubblico, anche agli allenamenti, ma le norme non ce lo consentono e ci atteniamo alle disposizioni del Governo. Ma è un grande dispiacere».

Mister, come vi state preparando in vista dei playoff?
«Abbiamo studiato un piano di lavoro per esser pronti per il 13 luglio. Sappiamo che è un appuntamento importante ma dobbiamo lavorare giorno per giorno. I primi allenamenti individuali non erano calcio, adesso finalmente sì comincia a fare sul serio».

I giocatori come stanno?
«Non nego che qualche problemino c’è stato. Abbiamo avuto paura per Rozzio, visto che all'inizio sembrava aver riportato una micro frattura ma l'emergenza è rientrata. Ci sono un paio di situazioni da monitorare, ma purtroppo è normale quando torni ad allenarti dopo così tanto tempo. Scappini sta bene ma dobbiamo ancora gestirlo al meglio. Stiamo curando tutti i dettagli».

Cosa potrà fare la differenza?
«Tutto farà la differenza. L’aspetto fisico, tattico, mentale ma anche quello dell’alimentazione e del riposo. Per riuscire ad ottenere un grande risultato tutte le componenti devono essere allenate con grande attenzione. Ovviamente la qualità tecnica è importante, più il gesto tecnico è fatto bene più la qualità del gioco si alza. In giornate calde con ritmi più bassi la componente tecnicà sarà determinante».

Ai playoff la prima avversaria che incontreremo arriverà con una o più partite sulle gambe...
«A me non interessa. Noi sappiamo cosa dobbiamo fare, siamo la migliore seconda, cercheremo di arrivare a quell’appuntamento nel miglior modo possibile. Giocare prima o dopo può essere uno svantaggio o un vantaggio, è una situazione strana, mai vissuta prima».

Giocare sempre nel nostro stadio ma senza pubblico sarà uno svantaggio?
«Può essere positivo non dover viaggiare ma se giocheremo senza pubblico non sarà un grande vantaggio, gli equilibri non cambiano tantissimo. Ma ripeto, è un evento straordinario e tutto può incidere. Il livello e lo spessore delle squadre è alto e la mancanza del pubblico è un fattore relativo. Oggi tutti dichiarano di voler vincere ma la differenza la fa chi si prepara davvero per vincere. La Reggiana vuole fare il massimo possibile: ci proveremo, daremo tutto come abbiamo sempre fatto. Sappiamo che giocheremo contro grandi squadre. Io non faccio differenza tra il Bari, l'Avellino e così via: metto tutti sullo stesso livello. La differenza la possiamo fare solo noi».

Le è dispiaciuto per il campionato vinto dal Vicenza?
«Ho scritto a Mimmo (Di Carlo, ndr) facendogli i complimenti per la promozione, che secondo me ha meritato. Erano primi meritatamente, sono stati una squadra vera anche se il campionato era ancora tutto da scrivere...».

Le modalità di conclusione della stagione individuata dalla FIGC crede che siano giuste?
«Secondo me il calcio doveva ripartire. Come sono ripartite Serie A e B doveva ripartire anche la Serie C. Si poteva finire il campionato terminando le partite il 20 agosto, così venivano emessi tutti i verdetti e forse oggi si evitavano i problemi che poi sono sorti. Questa situazione doveva essere gestita con meno fretta e valutendo meglio il da farsi, anche cambiando la formula dei playoff».

Quello post ripartenza è un altro calcio?
«I tifosi sono quelli più penalizzati. Sono tifoso anche io del Fucecchio e li capisco. Spero che chi ha il potere di decidere come i ministri Speranza e Spadafora cambi idea perché le condizioni per far rientrare anche solamente una parte di tifosi allo stadio secondo me ci sono».

Cosa sta facendo in questi giorni per tenersi impegnato oltre agli allenamenti?
«Guardo tutte le altre squadre di Serie C, non seguo A e B. Cerco di documentarmi. E confesso che vorrei avere più tempo per dormire...».

Si rende conto che siamo a tre sole partite dalla B?
«Certamente, lo sappiamo. Voglio raccontarvi un aneddoto: ogni sera quando torno a casa dall’allenamento, passo sempre davanti ad una casetta con una sorta di staffa alla quale è legata una bandiera della Reggiana. Ogni volta che la vedo si rafforza in me il senso d’appartenenza a questa comunità e voglio regalare ai nostri tifosi e a questa città il sogno che meritano. Prima del 13 luglio mi piacerebbe vedere tante bandiere sventolare in giro per la città, dai terrazzi della gente. Dobbiamo provarci tutti insieme con umiltà, voglia ed entusiasmo. Se ci riusicremo sarà bellissimo, se non ce la faremo ci avremo comunque provato mettendo in campo tutto quello che abbiamo dentro».

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