foto Silvia Casali
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Dopo la sconfitta beffarda contro il Padova, mister Pierpaolo Bisoli analizza la prova della sua Reggiana tra rammarico per il risultato, polemiche arbitrali e segnali incoraggianti in vista del finale di stagione.


Mister, è il momento di iniziare a guardare alla Serie C?
«No, assolutamente. Dobbiamo stare calmi e continuare a vendere cara la pelle come oggi. L’obiettivo sono i playout e la squadra non si siederà. Non abbiamo retto i 90 minuti, ma dopo tre settimane è normale. La cosa importante è che non siamo morti».

Quali sensazioni le ha lasciato questa partita?
«Abbiamo perso per l’unico nostro errore e il Padova è stato bravo a sfruttarlo su una palla non chiusa. Credo comunque che la squadra abbia fatto una gara importante e la gente lo ha capito. Dispiace non aver portato a casa i punti nonostante quattro palle gol incredibili. È chiaro che appena sbagli ti castigano, però siamo lì: a un punto dai playout. Dobbiamo continuare così, ripetendo questa prestazione anche col Palermo».

Cosa è mancato alla sua Reggiana?
«È mancata la cattiveria che avevamo con la Carrarese. Serve meno estetica e più sostanza. In tre settimane non si può sistemare tutto, ma ho rimesso in piedi una squadra che adesso è un gruppo importante. Mi dispiace non aver ottenuto nulla anche perché a fine gara ho visto i ragazzi molto giù».

Come spiega il rendimento calato di alcuni giocatori rispetto alla scorsa partita?
«Quando chiedi sempre il massimo, è normale che la benzina non basti per 90 minuti. A un certo punto il serbatoio va in riserva. Però ho avuto risposte da altri giocatori entrati bene: questo significa che siamo ancora lì. Dobbiamo arrivare ai playout e, se ci arriviamo, magari arriverà anche un pizzico di fortuna».

L’ha soddisfatta l’apporto dei subentrati?
«Non sono stati trascinatori, ma sono stati bravi. La partita di Tripaldelli è l’emblema della nostra stagione: ottima prestazione, due grandi giocate, ma un piccolo errore che paghi caro».

Reggiana penalizzata anche dalla direzione di gara?
«Sì, c’è stato un episodio clamoroso. Un gol così non lo puoi annullare. Rover era fermo ed è il portiere che gli è andato addosso. Mi chiedo a cosa serva il VAR. Ho protestato e sono stato espulso, ma per la mia squadra faccio di tutto. Siamo stati danneggiati».

Peccato per la sua espulsione…
«Io sono fatto così. Mi affeziono alle mie squadre e quando vedo un torto vado contro tutti. Non mi interessa se mi buttano fuori: la squadra sarà pronta comunque».

Possibile che il VAR non sia intervenuto?
«È quello che ho chiesto anch’io all’arbitro, e mi sono preso il rosso. Accetto la decisione, ma resta il fatto che abbiamo subìto un torto in un momento decisivo. Detto questo, fa parte del gioco e dobbiamo tirare su la testa».

È mancata lucidità negli ultimi metri?
«Quando giochi a ritmi alti senza avere ancora tutta la benzina, è normale arrivare un po’ svuotati. Le mezzali hanno retto 70 minuti poi sono calate, era preventivato. Abbiamo avuto occasioni con Bertagnoli, Fumagalli, Rover, ma ci è mancata decisione. È un aspetto su cui lavoreremo».

Come ha visto il Padova?
«Breda sta facendo bene, ha già fatto sei punti in due partite ed è un po’ più avanti. Credo che al Padova manchino pochi punti per salvarsi. Anche lo stadio ha dato una mano: una curva così può trascinare. Però sia con l’Empoli che con noi potevano essere due pareggi, e oggi per noi il pari sarebbe stato anche stretto».

Non è quindi tutto perso?
«No, anzi. Dopo una prestazione del genere non sono abbattuto. Abbiamo creato cinque occasioni e dimostrato di essere vivi. Abbiamo avuto solo venti minuti di difficoltà nel secondo tempo, ma senza rischiare. Se arriviamo così ai playout, sarà dura per tutti».

Come ci si rialza da una sconfitta così?
«Dobbiamo essere più cattivi. In alcune situazioni siamo stati troppo “bellini”: passaggi non fatti bene o tiri poco convinti. Dobbiamo trasformare la sfortuna in positività».

Ora deve ricaricare il gruppo…
«Non voglio teste basse. Dopo una sconfitta dovresti vedere tutto nero, invece i tifosi ci hanno applaudito e ci credono. Questo mi rende orgoglioso. Vuol dire che stiamo dando tutto per arrivare ai playout e, dopo una prestazione così, sono convinto che possiamo farcela».

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