La sconfitta nel derby con il Cesena brucia, perché arriva al termine di una partita che la Reggiana gioca con intensità e buone idee, senza però riuscire a capitalizzare quanto prodotto. I granata creano, vanno in vantaggio, colpiscono legni e restano a lungo dentro la gara, ma vengono puniti ancora una volta da errori individuali che spostano l’inerzia del match, in questo caso di Charlys e Motta. Piovono voti attorno alla sufficienza, che raccontano una squadra viva ma incapace, al momento, di reggere l’urto nei momenti chiave. Le note migliori arrivano da Portanova e Reinhart, mentre restano interrogativi sulla gestione di alcune situazioni decisive, dentro e fuori dal campo.


Edoardo Motta 4,5 - Completamente fuori posizione in occasione del raddoppio di Shpendi, che insacca sul primo palo lasciato scoperto. Prima aveva murato il bomber bianconero sullo svarione di Rozzio, ripetendosi qualche minuto più tardi su Blesa. Però quell’errore di “grammatica” pesa come un macigno nell’economia della partita. Un errore, probabilmente, figlio anche del momento negativo della squadra che porta anche a qualche malinteso con i compagni di reparto. E dietro di lui la Curva Sud rumoreggia.

Andrea Papetti 6 - Resta uno dei migliori della retroguardia granata, ruvido quando c’è da recuperare palla e propositivo quando c’è da occupare la metà campo avversaria. Difficile capire perché sia stato richiamato in panchina per essere sostituito da un altro difensore centrale (dal 34’st Mario Sampirisi sv: troppi pochi minuti per essere valutato, ma abbastanza per accusare un problema muscolare che si spera possa rivelarsi un nulla di fatto. Perderlo di nuovo, proprio ora, sarebbe deleterio).

Paolo Rozzio 5,5 - Tutto sommato non gioca nemmeno una brutta partita, con buoni interventi e preventive. Poi cerca di scrivere il suo nome nella lista degli errori individuali che costano caro alla Reggiana, con quel tentativo folle di scartare Shpendi al quarto d’ora della ripresa, ma per fortuna Motta ci mette una pezza. Mantiene in gioco il numero 9 bianconero in occasione del raddoppio ospite, ma da quel lancio di Castagnetti in principio non doveva nascere un'azione da gol. Serve che il capitano tenga forte il timone in questo mare in tempesta.

Danilo Quaranta 5 - Si fa trovare impreparato sul lancio di Castagnetti che apre il campo per Shpendi: la velocità non è il suo forte, e lo si sapeva, e nel tentativo di prendere l’anticipo aereo perde forse l’attimo giusto. Tuttavia, se Motta resta tra i pali la Reggiana non prende gol in quel frangente. Fino a lì si era comportato bene, con interventi decisi e uscite nella metà campo romagnola. Nel finale incorna di testa un pallone che sembra destinato al fondo del sacco, ma Portanova glielo toglie involontariamente sulla linea di porta: segno che non è proprio “aria”. Eppure il tribunale del popolo ha già decretato: con la partenza di Tavsan è lui il nuovo capro espiatorio…

Matteo Rover 6 - Chiamato a non far rimpiangere Marras, dalla metà campo in su fa il suo dovere, mostrando con un paio di conclusioni e qualche cross interessante dietro la linea difensiva bianconera che il numero 23 granata può fare la differenza. Dietro non commette sbavature, Frabotta prima e Ciervo poi non pungono dalla sua parte (dal 34’st Kleis Bozhanaj sv: carbura i primi minuti in granata mostrando di avere spunti interessanti, specialmente nell'uno contro uno).

Matheus Charlys 4,5 - È suo l’assist per il vantaggio granata. In generale gioca forse una delle migliori partite da quando è a Reggio. Poi, visto il periodo, la ruota dell’errore che rovina tutto si ferma sul suo nome, quando due minuti dopo gol di Portanova sceglie di andare in scivolata su Berti in area quando ormai la palla sembrava destinata al fondo del campo. Un errore sciocco che si fatica a metabolizzare. Rigore solare: da lì cambia la partita e il Cesena prende coraggio (dal 14’st Luca Belardinelli 5,5: il suo ingresso in campo non cambia gli equilibri. La Reggiana subisce poco dopo il 2-1 e nel forcing finale non incide).

Tobias Reinhart 7 - Esce da situazioni complicate con la disinvoltura di chi non sembra subire il contraccolpo psicologico di un momento delicatissimo. La sua direzione d’orchestra è lucida, al netto di qualche passaggio a vuoto. Cerca anche fortuna con un tiro dalla distanza terminato alto. Parte dal suo piede destro il traversone per il colpo di testa che Portanova manda contro il legno. Il regista argentino è una delle poche certezze da cui ripartire. 

Manolo Portanova 7,5 - Continua la saga dell’Highlander granata, stavolta capace di trovare la rete del momentaneo vantaggio (5° gol stagionale), ben servito da Charlys. Colpisce anche un palo clamoroso al 31’ della ripresa con un colpo di testa che sembrava destinato in rete. Non lesina il solito impegno a tutto campo - lo si trova ovunque - e molla la presa solo al triplice fischio. Peccato che in un paio di frangenti perda l'attimo giusto per calciare in porta e che “pari” - seppur involontariamente - l'inzuccata di Quaranta che era indirizzata nello specchio.

Andrea Bozzolan 6 - Colpisce la parte alta della traversa con uno dei suoi tanti cross. Sgomma sulla sinistra piuttosto agevolmente e dalla sua parte Ciervo non fa mai paura, tenendo bene il campo contro avversari quotati. Prestazione in crescita rispetto alle precedenti uscite.

Natan Girma 5,5 - Stavolta si fa apprezzare molto di più in fase difensiva, pressando gli avversari e rubando anche qualche pallone, fatto piuttosto insolito. Ancor più che quando il pallone invece ce l’ha tra i piedi, stavolta, non nascono azioni pericolose e il Cesena se la cava raddoppiando sistematicamente il fantasista granata (dal 28’st Mathis Lambourde 5: si nota che è in campo solo quando salta un avversario per vie centrali, poi affonda con tutta la ciurma granata).

Cedric Gondo 6 - Tira in porta una sola volta, va detto, ma quando “Cedro” è in campo è tutta un’altra musica rispetto a quando gioca il compagno di reparto americano. Il gioco di squadra è il suo pane, scende a centrocampo, dialoga coi compagni, gioca di sponda. Se fosse più cattivo sotto porta, quando ne ha l’occasione… (dal 34’st Andrija Novakovich sv: in un quarto d'ora scarso non arrivano palloni buoni per incidere).

Mister Davide Dionigi 5 - La Reggiana nel suo complesso non gioca una cattiva partita. È opportuno far notare come la squadra osservi i dettami tattici del suo allenatore e produca anche azioni da gol importanti (18 tiri totali, 5 nello specchio), per poi cadere, tuttavia, alla prima disattenzione difensiva, che sia una scivolata senza criterio di Charlys o un errore marchiano di Motta. A proposito di Motta: che sia arrivato il momento, per lo staff tecnico, di fare delle valutazioni sul portiere, mettendosi il cuore in pace sulla valorizzazione del ragazzo? Le alternative non mancano: Seculin è a disposizione e in teoria anche Saro, sebbene sia stato escluso dalla lista dei convocati nelle ultime due gare. Tornando al derby, ancora una volta le sostituzioni non cambiano il volto della partita, anzi. Qui, però, sorgono spontanee due domande: perché togliere Gondo? Perché, sotto nel punteggio, non provare la doppia punta sacrificando un difensore invece di togliere Papetti per inserire Sampirisi? La speranza è che il mercato intervenga alla veloce per dare a Dionigi, fiero comandante di una nave in mezzo alla burrasca, i calciatori in grado di rimettere in acque tranquille la Reggiana. 


🗳️ Vota il migliore granata in campo

Serie B, 20ª giornata. Pari tra Monza e Frosinone, il Venezia è inarrestabile
La Reggiana non riesce a ripartire: al “Città del Tricolore” passa anche il Cesena nel derby

💬 Commenti