Il punto di vista

La marcia verso i playoff: incognite e punti di forza della Reggiana

Fattore campo, condizione fisica, motivazione e qualità della rosa: questi i punti chiave che decideranno gli spareggi per la B

24.06.2020 19:30

Manca poco meno di un mese all’esordio dei granata negli attesissimi spareggi promozione per accedere alla Serie B, previsto il prossimo 13 luglio. La società, forse anche per volere di mister Alvini, continua a tenere un profilo basso, senza dichiarazioni altisonanti o grandi proclami. Lavorare, tanto. Parlare, poco. Questa è la linea di tutto l’ambiente granata tracciata dal ds Tosi che vuole tenere concentrati e sul pezzo i propri giocatori, chiamati a svolgere un ruolo da protagonisti in questi playoff. 

Non sarà un compito facile. Questa nuova formula con gare secche e giocate dopo un periodo lunghissimo lontani dai campi azzera quasi totalmente i divari tecnici tra le squadre e le insidie, per la cosiddette “favorite”, sono dietro l’angolo. Proviamo a capire, nel dettaglio, i pericoli - ma anche i vantaggi - che la squadra di Alvini potrà incontrare nel suo cammino verso la B.

 

LE INSIDIE

Forma fisica. È la prima, grande incognita attorno alla quale gira l'esito dei playoff. In passato, mai si era verificata una situazione del genere con le squadre in grado di riprendere gli allenamenti collettivi dopo circa 3 mesi di stop. Vincerà i playoff la squadra che si presenterà alla competizione nella migliore - o comunque meno peggiore - condizione fisica. E, in questo senso, le squadre che entreranno in gioco nei primi turni saranno favorite. Lo stiamo vedendo in Serie A: chi ha nelle gambe anche solo 90’ minuti giocati è risultato più brillante dal punto di vista fisico. Non a caso, la partita più delicata per Spanò e compagni sarà proprio la prima, dove potrebbe incontrare addirittura una squadra con già tre partite alle spalle e dove sarà importantissimo l’approccio iniziale.

Fattore casa. Sembra strano inserirlo nelle insidie ma la Reggiana giocherà tutte le partite nel suo stadio priva della spinta del proprio pubblico (a meno di auspicati ripensamenti da parte del Governo). Soprattutto, troverà un calcio diverso da quello che aveva lasciato. Come reagiranno i giocatori? Chi subirà più di altri la mancanza dei propri tifosi e dell’atmosfera della partita? L'aspetto psicologico, in tal senso, non è affatto da trascurare. 

 

I VANTAGGI

Fattore casa. Giocare in uno stadio deserto, come già detto, avrà i suoi svantaggi ma il fatto di giocare su un manto erboso che i granata hanno imparato a conoscere benissimo durante la regular season avrà certamente i suoi vantaggi, seppur piccoli. E non dimentichiamoci che, giocando in casa, nel primo turno - quello forse più delicato - basterà un pareggio per conquistare l'accesso alla semifinale.

Rosa. Alvini può contare su una delle rose più competitive di questi playoff. La lunga pausa ha permesso allo staff tecnico di recuperare tutti gli infortunati e il tecnico di Fucecchio potrà gestire nel migliore dei modi anche giocatori importanti che in campionato hanno faticato a trovare la forma giusta come Scappini. Il bomber granata ha una delle migliori medie gol per minuti giocati di tutta la Serie C e la sua integrità fisica sarà decisiva per la Reggiana. Poi c’è l’esperienza: la rosa granata è dotata di giocatori che sanno come giocare sfide così delicate (Rozzio, Spanò, Costa, Varone, Rossi e Marchi solo per citare alcuni nomi) e il loro sangue freddo sarà importante soprattutto nei minuti finali delle partite. I cinque cambi a disposizione, infine, consentiranno ad Alvini di gestire le energie durante i momenti più delicati, attingendo da una rosa profonda e costituita da ottime alternative. Le avversarie di qualità non mancano - Bari, Carpi, Padova, Catanzaro e così via - ma in una gara secca la Reggiana ha già dimostrato di non temere nessuno.

Motivazione. I granata sono carichi. Chi in questi giorni è passato dalle parti di Cavazzoli può essersene reso conto anche solo ascoltando da fuori le urla di mister Alvini. La squadra ha una voglia matta di dimostrare di meritare questa promozione e vuole chiudere nel migliore dei modi la straordinaria stagione del Centenario. I granata sanno benissimo che, senza lo stop dei campionati, avrebbero potuto contendere al Vicenza il primo posto del girone. Se c’è una cosa che questa pandemia non ha portato via è lo spirito e la forza del gruppo guidato da mister Alvini.

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