foto Silvia Casali
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A cinque mesi di distanza dalla sfida d’andata, il Südtirol si presenta al "Città del Tricolore" con una fisionomia ben definita e una classifica che rispecchia fedelmente la filosofia di Fabrizio Castori. Il tecnico marchigiano (classe '54), primatista assoluto di panchine in Serie B e alla guida dei biancorossi dal dicembre 2024, ha saputo raddrizzare una stagione partita col freno a mano tirato. La vera svolta è arrivata all'alba del 2026: tra il 10 gennaio e il 15 febbraio, il Südtirol ha infilato 7 risultati utili consecutivi (con ben 5 vittorie), tirandosi fuori dalle sabbie mobili della bassa classifica e mettendo nel mirino i playoff, distanti appena quattro lunghezze. Nelle ultime uscite il cammino è stato più altalenante, ma comunque di spessore: spiccano il blitz esterno di Bari e i pareggi di personalità contro corazzate come Monza e Venezia, macchiati solo dal pesante 3-0 subito a Palermo. Attualmente al nono posto con 34 punti (media di 1,26 a partita), la compagine di Bolzano fa della tenuta difensiva il suo credo: 28 i gol subiti, nel pieno stile delle squadre di Castori, mentre l'attacco fatica di più con appena 27 centri. Se in casa il "Druso" sono arrivati 19 punti, lontano dal Trentino i biancorossi si sono dimostrati una squadra ostica da battere: appena 3 sconfitte a fronte di ben 9 pareggi e 2 affermazioni.


LA ROSA. Il Südtirol si conferma la squadra più "adulta" del campionato: con un'età media di 28 anni, vanta il gruppo più navigato della Serie B, una scelta precisa per gestire le pressioni della categoria. Tra i pali, il lituano Marius Adamonis ha recentemente ceduto il posto al 31enne Alessio Cragno (ex Sampdoria e Sassuolo), chiamato a vestire i panni del titolare fino al termine della stagione. Con le sue 40 primavere, Andrea Masiello resta il leader carismatico di una difesa dove il giovane talento fatto in casa Raphael Kofler (20 anni e 2 gol all'attivo) è ormai un punto fermo insieme al 27enne marocchino Hamza El Kaouakibi e al 20enne brasiliano Filipe Bordon, viste le assenze forzate di Frédéric Veseli e dell'infortunato Nicola Pietrangeli. Sulle corsie esterne, l'esperienza di Salvatore Molina (34 anni, 4 assist) e la spinta dei fratelli Davi (Simone e Federico) garantiscono i giri necessari al motore di Castori, con l'algerino Karim Zedadka tornato da poco a disposizione. In mezzo al campo i punti fermi restano capitan Fabian Tait, 33enne recordman di presenze in biancorosso, e il fantasista Daniele Casiraghi (2 reti e 4 assist), supportati dai muscoli di Simone Tronchin e dai nuovi innesti invernali: l’ex granata Domen Crnigoj e Marco Frigerio (ex Lecco), senza dimenticare il 20enne Jacopo Martini (2 gol), rientrato da poco. Fuori dal progetto Mamadou Coulibaly, a gennaio vicino proprio alla Reggiana. Il vero salto di qualità tecnico è però rappresentato dall'arrivo di Simone Verdi (ex Torino, Como e Sassuolo), pedina di estro inserita in un 3-5-2 solitamente molto fisico e lineare. In attacco, l'albanese Silvio Merkaj è diventato il principale terminale offensivo con 8 centri stagionali, davanti a Emanuele Pecorino (5 gol) e al 35enne Rafael Odogwu (3), quest'ultimo indisponibile per la sfida di martedì; a completare il reparto c'è l'ex Pescara Riccardo Tonin, arrivato sul gong del mercato di riparazione.


I PRECEDENTI. Nei 19 confronti ufficiali tra granata e biancorossi regna un equilibrio quasi perfetto, con 9 pareggi e 5 vittorie per parte. La storia recente, tuttavia, vede il Südtirol in netto vantaggio: all’andata finì con un amaro 3-1 (reti di Martini, Merkaj e Tronchin, con Portanova per i granata), bissando di fatto il doppio k.o. della passata stagione sotto la gestione Viali (3-1 al "Città del Tricolore" all'andata e sconfitta al ritorno firmata Pyyhtiä e Pietrangeli). Per ritrovare l'ultimo sorriso interno della Reggiana bisogna tornare alla Serie C 2019/20: un 1-0 di misura deciso da Zamparo su assist di Lunetta, successo fondamentale per la scalata della squadra allora guidata da Alvini.

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