foto AC Reggiana
foto AC Reggiana

La Reggiana esce sconfitta per 4-3 dalla trasferta di Caravaggio contro l'Atalanta U23, al termine di una gara incredibile e dai due volti. Dopo un primo tempo complicato, chiuso sotto di due reti e con tre giocatori costretti a lasciare il campo per infortunio, i granata hanno reagito fino a trovare il pareggio sul 3-3, prima di subire il gol decisivo a pochi minuti dal termine. Nel post partita, mister Attilio Tesser ha analizzato la prestazione, soffermandosi sulle difficoltà difensive e sulla mancanza di continuità della squadra.


Quali sono le prime sensazioni dopo questa sconfitta?
«Come un po' ci capita nelle ultime partite, la prestazione del primo tempo è stata estremamente negativa, mentre nel secondo c'è stata una bella reazione, in cui siamo riusciti a riprenderli sul 3-3 dopo un nostro calcio piazzato. Ad ogni modo, nel primo tempo siamo stati passivi, subendo l'iniziativa dei giocatori dell'Atalanta, e nel finale abbiamo praticamente regalato il terzo gol. Lì si poteva chiudere la gara, invece fortunatamente c'è stata una forte reazione caratteriale. Nella ripresa, infatti, credo siamo stati più in partita di loro, considerando la totalità dei 50 minuti di gara. Peccato però aver preso un gol dalla linea di fondo a pochi minuti dallo scadere.

Questi quattro gol subiti sono dovuti alla troppa distrazione o alla poca concentrazione?
«Non è una questione di linea difensiva a tre o a quattro: bisogna avere più cattiveria. Un pallone non può rimbalzare più volte in area in quella maniera. Questi sono errori che purtroppo ci portiamo dietro. Non so se sia una questione di insicurezza o di poca cattiveria, però personalmente quello che mi fa rabbia è vedere che ne abbiamo da dare: lo abbiamo dimostrato negli ultimi cinque minuti del primo tempo e in tutta la ripresa. Lì ho visto intensità e aggressività di gioco, però purtroppo non possiamo andare a momenti. L'abbiamo fatto anche venerdì scorso contro la Sambenedettese, in una situazione analoga. Peccato perché anche il vantaggio iniziale ci doveva dare forza, fiducia e maggiore aggressività, invece siamo stati lì a subire l'Atalanta, che ha dimostrato di essere una squadra di buona qualità. Nonostante il loro valore, siamo noi ad aver sbagliato».

Si può dire che la Reggiana ha giocato due partite diverse?
«Possiamo dirlo, come spesso purtroppo ci capita. Abbiamo giocato due partite. Nella prima si era messa subito bene per noi, ma con due infortuni in pochi minuti e con il loro gol abbiamo subìto le loro iniziative. Hanno preso in mano la gara, mentre noi siamo stati bassi e scollegati. Abbiamo cercato un paio di ripartenze, ma è stato troppo poco. Siamo stati poco cattivi e poco intensi in entrambe le fasi. Abbiamo preso il terzo gol, che abbiamo un po' regalato, ma da lì è scattata un'altra partita. Li abbiamo aggrediti e ci siamo messi con la difesa a quattro, aumentando l'intensità in mezzo al campo, e abbiamo trovato il 3-2 prima dell'intervallo. Nel secondo tempo abbiamo trovato il 3-3 e abbiamo cercato di segnare un altro gol. Loro hanno avuto una sola occasione con Diao, che ha tirato fuori sul primo palo, mentre noi abbiamo avuto una grossa opportunità con un tiro di piatto di Henry. La partita, comunque, l'abbiamo fatta noi. È purtroppo qualcosa che ci portiamo dietro e che chiaramente non va bene. Questa squadra dimostra di avere qualcosa di importante da proporre, ma non lo fa con continuità e ha dei momenti in cui si perde con troppa facilità».

Si è dato una spiegazione a tutte queste difficoltà della squadra?
«Purtroppo il 4-3 subìto a pochi minuti dalla fine ti fa vedere ancora più nero di quello che è stato. La partita è stata doppia, con un primo tempo decisamente non all'altezza. Detto questo, non riesco proprio a capire. Questi ragazzi lavorano molto bene e vengono da una settimana ad alto livello, in termini di allenamento, intensità e qualità. Forse, dopo aver trovato il gol all'inizio, avremmo dovuto anche trovare maggiori energie per giocare con personalità e fiducia, e questo purtroppo non l'abbiamo fatto, se non quando siamo rimasti in dieci e ci siamo messi con il 4-3-2. Da lì abbiamo giocato come se non ci fosse più nulla da perdere e abbiamo dimostrato di avere maggiore intensità, come è successo venerdì scorso con la Sambenedettese. Penso che abbiamo giocato un secondo tempo importante».

I quattro gol subiti pesano molto. Non è quindi un problema di difesa a tre o a quattro?
«Non è un problema di giocare dietro a tre o a quattro. Secondo me è mancata la giusta cattiveria. Siamo stati troppo rinunciatari e poco aggressivi, soprattutto nella prima parte della partita. Quando sei poco aggressivo in area di rigore può succedere quello che è successo. Quando la palla cade lì, devi essere più cattivo e noi non lo siamo stati, venendo puniti. L'essere piatti come squadra contribuisce a stare bassi, a non dare intensità e a subire l'avversario. Purtroppo non siamo stati capaci di arginare bene e questo è un fattore abbastanza inspiegabile. Se si trattasse di una squadra inesperta, lo potresti anche mettere in conto, ma qui in questo gruppo c'è tanta esperienza e personalità: questa squadra non può fare ogni volta due tempi diversi».

Come si può lavorare durante la settimana per migliorare nella cattiveria?
«Non c'è un lavoro specifico, se non quello di lavorare sulla fase difensiva, dando indicazioni e consigli. Tralasciando la tattica, la cattiveria è un fattore personale. Io posso dare letture tattiche, ma quando la palla cade lì in area la cattiveria la devi tirare fuori. Su come deve difendere la squadra, quello è compito mio e io sono il maggiore responsabile, visto che sono io che alleno e do loro indicazioni. Se, per esempio, parliamo di scalare male, oggi a cinque abbiamo fatto molta più fatica a scalare ed è giusto prendersi le proprie responsabilità. A quattro, invece, siamo stati molto più intensi e abbiamo coperto meglio il campo. Ad ogni modo, sul piano individuale, quando cade la palla in area bisogna essere più cattivi e reattivi».

Le vicende societarie non hanno inciso su questa prestazione?
«Assolutamente no. Non ci sono alibi: la squadra è serena e ha tutto per lavorare bene, anche perché non ci fanno mancare niente per fare bene il nostro lavoro. Le vicende societarie non possono entrare in queste situazioni. Mi spiace solo vedere tutti questi infortuni, soprattutto nei momenti in cui vorresti fare qualche cambio. In questo caso non sono alibi, ma letture reali. Si è fatto male Rover dopo un minuto e poco dopo si è fermato anche Ponsi, che è ancora all'ospedale sotto osservazione. In pochi minuti sei costretto a fare due cambi e da lì ti rimane uno slot per arrivare in fondo alla partita. Detto questo, non ci sono alibi».

Mal di trasferta senza fine: sette gol a Caravaggio, Reggiana beffata nel finale dall'Atalanta U23
Thomas Henry: «Ora parliamo di playoff. Bisogna dare il 100% per farci trovare pronti»

💬 Commenti