Thomas Henry: «Ora parliamo di playoff. Bisogna dare il 100% per farci trovare pronti»
L'attaccante della Reggiana, titolare per la prima volta e autore del gol del 3-2 con l'Atalanta U23: «Non possiamo avere tutti questi alti e bassi durante la partita. Reggio una scelta di vita, ho tanta voglia di lottare e di fare bene in granata»

Prima volta da titolare con la maglia della Reggiana e primo gol granata per Thomas Henry, protagonista della rimonta momentanea nella trasferta contro l'Atalanta U23. La rete del 3-2, arrivata nel finale del primo tempo, non è però bastata ai granata per evitare la sconfitta. Nel post partita l'attaccante francese ha parlato della prestazione della squadra, del proprio stato di forma e delle ambizioni per il finale di stagione.
Thomas, anche oggi partita dai due volti...
«Non è la prima volta che succede, purtroppo. È un peccato, perché secondo me ci sono due o tre partite in cui potevamo prenderci almeno il pareggio e invece siamo usciti senza nulla in mano, come oggi. Dobbiamo trovare il giusto equilibrio nella partita, non possiamo avere tutti questi alti e bassi durante il match. Ora dovrei rivederla, ma siamo troppo discontinui e dobbiamo trovare equilibrio in tutto.
L'arbitro non ti ha tutelato contro i difensori dell'Atalanta...
«Ho sempre avuto nella mia carriera qualche problema con gli arbitri. In Italia ci sono i difensori più forti del mondo, quindi ci sta il trattamento che mi riservano i difensori e nemmeno io sono troppo gentile con gli avversari. Certo, mi aspettavo qualche calcio di punizione in più a favore. Magari mi sbaglio, ma c'è troppo accanimento nei miei confronti. Anche la settimana scorsa, quando mi hanno «aperto» la testa, mi sono sentito dire che non c'era violenza. Io devo stare calmo, ma anche gli arbitri devono dialogare di più con i giocatori per quello che succede in campo. Non c'è mai dialogo».
Primo gol con la Reggiana e potevano anche essere due, su quel cross di Libutti?
«Purtroppo non ho avuto la lucidità necessaria. Non ci sono alibi per quel gol sbagliato, perché dovevo segnare. Non ho trovato il gesto giusto per farlo. A livello personale fa piacere mettere minuti nelle gambe, visto che era da gennaio che non partivo titolare. Ora sto meglio, il gol di certo aiuta e nelle prossime settimane arriverò al 100% fisicamente».
La scelta di Reggio è una scelta di vita? Cosa ti ha convinto a vestire la maglia granata?
«Ci sono tanti parametri, per essere onesto. Ho 32 anni e un figlio di tre che deve andare a scuola. Conosco bene il direttore Marroccu e non volevo andare in Turchia né a Dubai. Inoltre, il mio ex club, lo Standard Liegi, voleva vendermi lì per un po' di soldi e io mi sono opposto. È un quadro generale. Mia moglie è italiana e da Reggio Emilia non siamo troppo lontani da casa nostra, a Nizza. Quindi, come vedete, c'è un po' di tutto. Ho fatto questa scelta anche dopo aver visto il video dei tifosi granata contro il Ravenna. Siamo contenti di questa scelta».
Quasi 90 minuti in campo. Come stai?
«Io non mi tiro mai indietro, l'ho detto al mister. Se devo aiutare la squadra, io ci sono. Posso giocare anche in porta. Non sono al 100%, devo trovare il modo migliore per essere al meglio, ma quando sono con la squadra ho tanta voglia di lottare e di fare bene. In Francia ho giocato anche da terzino sinistro per aiutare la squadra. Ho ancora tanta fame e sono qui al servizio della Reggiana».
Momento delicato per la Regia. In classifica il primo posto è troppo lontano: da cosa deve ripartire la squadra?
«Siamo lontani dal primo posto e, in tutta onestà, non ne dobbiamo più parlare. Dobbiamo parlare in questo momento di playoff. Abbiamo la fortuna che la Serie C, dal secondo al decimo posto, ti qualifica agli spareggi. Dobbiamo fare il meglio possibile per farci trovare pronti per queste partite che valgono tanto. Dobbiamo continuare a lavorare, è un periodo difficile, ma vogliamo decisamente di più. Serve il 100%, con la consapevolezza che possiamo farlo, ma dobbiamo farlo davvero».


