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Menichini: «Lavoro continuo ed entusiasmo, solo così cureremo i nostri mali»

Il tecnico granata presenta la sfida di giovedì sera contro il Pordenone

29.03.2017 17:30

 «Ultimamente ci sono stati tanti problemi di ordine fisico e carenze di giocatori in certi reparti - ha sottolineato Leonardo Menichini nell'intervista rilasciata alla vigilia del match col Pordenone - Domenica a San Benedetto eravamo in 18, e molte volte abbiamo fatti ricorso ai giovani della Berretti. Siamo in un momento di difficoltà e dovremo lottare per superare questa situazione. In settimana ho visto una reazione dei giocatori parlando con loro: se scenderemo in campo con la mente sgombra potremo offrire una buona prestazione e ambire ad un risultato importante».

Mister, quali saranno i giocatori assenti domani?
«Bovo ha un problema al flessore e non è stato convocato così come Maltese e Lombardo. Perilli clinicamente è guarito ma non ha la condizione per dare un contributo importante alla squadra. Marchi e Sbaffo hanno invece qualche acciacco e la loro condizione sarà valutata nelle ore che precedono la partita».

Prevede delle novità di modulo?
«Sto valutando tante situazioni: il 3-5-2 e il 4-3-1-2 sono i moduli provati in settimana. Abbiamo avuto poco tempo per preparare la partita e domani sera opterò per uno schema che ci possa fare esprimere al meglio e che possa mettere in difficoltà gli avversari».

Una vittoria riaprirebbe la corsa al quarto posto, altrimenti non resterebbe che difendersi dalle inseguitrici...
«Il nostro obiettivo nelle rimanenti sette gare deve essere quello di esprimerci al meglio, fare belle partite e possibilmente vincerle. Concentriamoci domenica dopo domenica, poi sarà il campo a dire quello che succederà...».

Teme un esonero in caso di risultato negativo?
«Io sono molto tranquillo, questa è una domanda da rivolgere alla società. Il fatto che siano state vinte tante gare all'inizio della mia gestione forse ha messo ancora più in risalto gli ultimi risultati negativi».

In base alla sua esperienza, come si esce da una situazione così travagliata?
«L'unica medicina è il lavoro. Bisogna scendere in campo con entusiasmo, cercando di sfruttare tutte le qualità del gruppo a disposizione. Gli episodi sono determinanti e serve anche la fortuna ma la cura più efficace che conoscono è il lavoro, assieme alla serietà e all'applicazione».

Che partita si aspetta contro il Pordenone?
«Sarà una gara difficile, affrontiamo un avversario capace di segnare 60 gol. Quella neroverde è una squadra dotata di ottimi giocatori, ma dobbiamo principalmente pensare a noi stessi: serve uno spirito di rivalsa per dimostrare che la Reggiana c'è ancora e vuole lottare e ambire a una posizione migliore».  

Come giudica i gesti di stizza di alcuni giocatori, per ultimo Sbaffo, durante gli allenamenti?
«Non condivido tutto questo allarmismo, sono cose che rientrano nella normalità di una squadra di calcio. Sbaffo viene da un periodo difficile costellato da tanti problemi fisici e si lamenta perché non riesce a rendere come potrebbe. Con lui parlo spesso e sa che da parte mia e del gruppo c'è grande stima. Aspettiamo che torni a dare il suo contributo».

Continua a far discutere la posizione in campo di Marchi domenica scorsa...
«Nel secondo tempo schierati col 4-3-3 ho lasciato Cesarini centrale perché vicino alla porta può trovare dei numeri interessanti e dare fastidio all'avversario; Marchi si è allargato a destra con Carlini a sinistra, ma avevano entrambi la possibilità di accentrarsi. Con l'ingresso di Guidone siamo passati al 4-3-1-2, quindi è sbagliato affermare che Marchi abbia giocato esclusivamente sulla destra».

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