Tesser: «Una vittoria che significa squadra, gruppo e spirito di sacrificio»
Il tecnico della Reggiana dopo l'1-0 al Latina: «Dopo un primo tempo di sofferenza siamo usciti fuori e nella ripresa siamo stati più intensi. Chiudere senza subire gol dà fiducia e serenità. Girma? Se hai una risorsa importante, devi farla giocare»

Una vittoria sofferta, costruita dopo un primo tempo complicato e decisa nella ripresa dal gol di Šipoš. Al termine di Reggiana-Latina, mister Attilio Tesser ha analizzato la prestazione della squadra, soffermandosi sulle scelte iniziali, sulla crescita della rosa e sull’importanza dei tre punti conquistati al “Città del Tricolore”.
Il risultato è stato soddisfacente, ma quali sono gli aspetti che non hanno permesso alla Reggiana di sbloccarla prima?
«Affrontavamo un Latina che sapevo bene fosse un’ottima squadra. Già a Ravenna aveva fatto più di quanto ha fatto oggi. Per un pezzo di partita si è dimostrata superiore a noi, soprattutto nei primi 30 minuti, in cui abbiamo sofferto. Dopo il cooling break siamo usciti fuori e abbiamo fatto decisamente meglio, e lo stesso si è visto nel secondo tempo. Abbiamo trovato il gol e avuto la possibilità di farne altri. Ad ogni modo, anche nel primo tempo, pur non facendo bene, dietro abbiamo tenuto, anche perché Furlan non ha fatto una parata. La sofferenza c’è stata, ma la fase difensiva ha retto e grossi pericoli non ce ne sono stati. Nella ripresa abbiamo sistemato qualcosa, aumentando intensità e propositività. È arrivato il gol e c’è stata anche la possibilità di trovare il raddoppio».
Ha avuto dubbi su Rover subito titolare al posto di Girma?
«Quando preparo la formazione penso sempre di schierare la squadra che ritengo più giusta. Quando loro sono calati nel secondo tempo, noi abbiamo fatto delle valutazioni sui cambi. Detto questo, se hai una risorsa importante devi farla giocare. Girma non ha la corsa e la profondità di Rover, ma è un giocatore che ha maggior palleggio sulla trequarti e so che può dare un maggior contributo offensivo».
La sostituzione di Cavion è dovuta al fatto che non ha ancora i 90 minuti nelle gambe?
«In quella parte di campo ha giocato Keita, che è un giocatore estremamente offensivo e andava attaccato su quella fascia. Perciò nel secondo tempo ho messo Basili, che è più offensivo rispetto a Cavion, che non è comunque al top della condizione. Ho pensato quindi a un maggior contributo fisico che Basili poteva dare nella ripresa».
Prima partita senza subire gol. Si può definire la Reggiana più matura?
«Ci sono partite in cui ci si esprime al meglio rispetto ad altre. Dietro, nella sofferenza, siamo comunque stati ordinati. Oggi, con un Latina molto forte, abbiamo tenuto bene, anche sui cross nel finale quando ci siamo abbassati. Siamo sempre riusciti a intercettare e aver chiuso la gara senza subire gol è importante a livello di classifica e di risultato, perché ci dà fiducia e serenità. È normale che stiamo avendo una crescita, ma dobbiamo ancora lavorare per migliorare ulteriormente».
Oggi i tiri da fermo li ha calciati non solo Portanova, ma anche Girma e Jónsson, che ha sfornato l’assist da calcio d’angolo per il gol di Šipoš.
«È un caso. A volte anche in allenamento capita che vadano a battere i calci piazzati altri giocatori, come Jónsson».
A volte non è meglio gestire un po’ di più la palla in alcuni momenti della partita?
«Sì, infatti ho messo Crisetig per questo. Con questo caldo subentra anche un po’ di stanchezza. Nel finale ho inserito Bertagnoli per avere un maggiore palleggio. Da fuori è molto più facile vederlo che da dentro, ma quando c’è agonismo e troppa voglia di vincere a volte può subentrare un po’ di stanchezza».
Chi è entrato ha dato anche il suo contributo. È una squadra che sta crescendo anche nei cambi?
«Rispetto alla prima partita col Ravenna è arrivata gente nuova e ad oggi siamo al completo: la rosa è ampia e ci permette di avere più opportunità. Mancano due giocatori importanti come Henry, che considero un colpo grosso per l’attacco, e lo sfortunato Castagnetti, che può dare qualità, esperienza e personalità. Detto questo, la Reggiana è una squadra che lotta e prova sempre a giocare, ma l’aspetto più importante è vedere un gruppo che vuole portare a casa il risultato».
La sua è una squadra che aumenta la sua pericolosità nelle ripartenze e nella profondità?
«Per me la profondità è un concetto molto importante. Con giocatori come Girma e Šipoš possiamo allungare la squadra con la loro fisicità, tener palla e sfruttare gli inserimenti sulle fasce con Tripaldelli e Libutti, che oggi ha fatto molto bene, in attesa che torni Ponsi. Al di là della profondità, avendo la fortuna di schierare Girma sulla trequarti, le sue qualità possono risultare molto importanti».
Una vittoria del genere cosa può significare?
«Vuol dire squadra, gruppo e spirito di sacrificio. Dobbiamo comunque rimanere consapevoli che non esistono partite facili, seppur alcune gare si possano incanalare nel modo giusto, come ci è successo a Pesaro. Dobbiamo continuare a volare basso, ma lo spirito che ho visto è quello di una squadra che ha voluto portare a casa i tre punti».



