Deluso dal risultato ma non dalla prova. Davide Dionigi analizza la sconfitta del “Ceravolo” sottolineando la personalità mostrata dalla Reggiana, le occasioni create e la difficoltà nel concretizzare. Ora lo sguardo è già rivolto al derby di martedì contro il Mantova.


Che sensazioni lascia questa sconfitta?
«Nel primo tempo c’è stata solo una squadra in campo, e non parlo solamente delle palle gol avute, ma anche di gioco, intensità e manovra. Abbiamo preso gol al primo tiro da fuori area del Catanzaro, ma abbiamo continuato a giocare. Abbiamo pressato tanto e provato a ricreare altre occasioni, tant’è che c’è stato anche un loro salvataggio sulla linea. Nel secondo tempo siamo entrati bene, ma su quel contropiede siamo stati poco fortunati e abbiamo comunque commesso l’errore di non fare prima la diagonale. Da lì la situazione è cambiata e sul 2-0 siamo diventati meno lucidi. Già chiudere il primo tempo sull’1-0 per loro, dopo una prestazione del genere, mi sembrava inspiegabile, anche perché potevamo andare a riposo con un risultato più ampio per noi».

Le colpe di chi sono?
«Purtroppo la situazione è questa e la colpa è nostra, ed è anche mia. La partita è stata comunque interpretata bene: abbiamo affrontato un Catanzaro molto forte e siamo riusciti a metterlo sotto per 60 minuti. Senza nulla togliere agli avversari, credo che la Reggiana sia venuta a giocare qui con grande personalità. Penso che siamo la squadra che ha messo più in difficoltà il Catanzaro nelle partite casalinghe. La Reggiana è questa: crea tante palle gol ma non le finalizza. Sono parole che lasciano il tempo che trovano, perché alla fine torniamo a casa con un’altra sconfitta. Posso solo continuare a dare fiducia ai ragazzi, perché per come si impegnano non posso dire niente. Per la mole di gioco che la squadra crea, è davvero un peccato concretizzare così poco».

Come spiega le scelte iniziali di schierare Paz, Bozhanaj e Lambourde?
«Paz l’avevo visto bene, si è sempre allenato ed è arrivato fresco. Bozhanaj è da venti giorni con noi e credo che oggi fosse il momento giusto per farlo partire dal primo minuto. Per quanto riguarda Lambourde, parliamo di un ragazzo classe 2006 che sta maturando e sta capendo come si gioca in Italia. Volevo giocatori tra le linee per poter attrarre fuori i braccetti del Catanzaro e ci siamo riusciti molto bene per 60 minuti. In mezzo al campo ho alternato Charlys e Belardinelli anche perché Luca veniva dai 90 minuti della partita precedente e ho preferito preservarlo per la gara di martedì».

Come valuta l’esordio di Paz in maglia granata?
«È un giocatore che si può sposare bene con il nostro 3-4-2-1 o con il 3-4-3, così come Lambourde e Bozhanaj, che oggi hanno provato a dare qualità tra le linee. Paz ha fatto molto bene, ma è dovuto uscire perché il ginocchio gli è rimasto sotto: potrebbe trattarsi di una distorsione, quindi verranno fatti tutti gli accertamenti del caso».

Continua a mancare cattiveria davanti alla porta…
«Abbiamo vissuto tante situazioni del genere e potrei tornare indietro a molti momenti in cui abbiamo colpito pali, traverse o subito salvataggi sulla linea. Oggi c’è stato anche un tiro di Papetti che sarebbe andato dentro se non ci fosse stata una deviazione di schiena da parte di un avversario. Non mi sento di buttare la croce addosso ai ragazzi, perché per quello che mi stanno dando in allenamento e per come stanno lavorando sono da encomiare. Detto questo, è una situazione che comincia a pesare, perché la mole di gioco è davvero impressionante e non riusciamo a finalizzare per quanto meriteremmo».

Può essere un problema mentale?
«Sarebbe banale dire che basta buttare la palla dentro. Quando non vinci giocando bene, come contro Frosinone, Venezia o Cesena, la situazione ti pesa un po’. Anche oggi, senza togliere nulla al Catanzaro che ha fatto la sua partita, subire gol dopo esserti trovato quattro o cinque volte davanti al portiere è normale che tu lo vada ad accusare».

Cosa può servire per uscire da questa brutta situazione?
«Ho poco da chiedere ai miei giocatori per come hanno giocato. Penso che anche per il pubblico di Catanzaro sia stato un piacere vedere questa partita. Quello che posso chiedere alla squadra è di continuare a produrre questa mole di gioco, che sta crescendo in modo esponenziale. A volte il calcio è strano, ma è una situazione che va accettata: loro sono stati più bravi e più cinici di noi. Mi spiace portare a casa un’altra sconfitta che ritengo immeritata».

Che clima si aspetta martedì contro il Mantova?
«Credo che i tifosi siano dispiaciuti del risultato, ma non della prestazione. La contestazione è legittima e ce la aspettiamo. Martedì sarà un derby e spero che il nostro pubblico ci stia vicino, perché ne avremo bisogno. Dovremo cercare di fare una prestazione come questa, ma portando a casa il risultato».

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