foto Silvia Casali
foto Silvia Casali

Al termine della debacle sul campo del Bari, a prendere la parola e metterci la faccia non è mister Rubinacci - febbricitante - ma il ds Domenico Fracchiolla, che si sfoga ai microfoni della stampa raccontando il difficile momento che la squadra sta vivendo e richiamando tutto l'ambiente a stare vicino ai giocatori e alla squadra.


«È stata una partita inqualificabile - ha sottolineato il ds granata - Dal punto di vista fisico siamo in grossa difficoltà ma, al netto degli infortuni, oggi abbiamo sbagliato tutto. Dopo il primo gol siamo usciti mentalmente dalla partita. Ai giocatori non riuscivano nemmeno le cose più semplici e questa cosa è abbastanza inspiegabile. Dobbiamo però essere obiettivi: nel giro di un mese abbiamo perso quattro giocatori che hanno terminato in anticipo la stagione per infortuni traumatici: Paz, Bozzolan, Rozzio e l'ultimo è Sampirisi che cercavamo di recuperare da inizio stagione. Siamo corti, stanno giocando sempre gli stessi e in questo momento siamo in difficoltà dal punto di vista fisico ma dobbiamo ammettere che questo allenatore ha rianimato la squadra, almeno all'inizio. Ora anche lui è in difficoltà, quindi bisogna stare vicino a questo gruppo. È un appello non di una persona disperata, ma con gli attributi: se retrocediamo, retrocediamo tutti. Non io, non la Reggiana, ma tutta la città e tutto l'ambiente».

Che cosa non sta funzionando in questo momento?
«Continuare ad attaccare sempre l'allenatore che in questo momento ha una media punti superiore rispetto quella delle precedenti 14 partite, non serve a nulla. E questi sono numeri, piaccia o non piaccia: sono numeri che hanno portato la società a optare per l'esonero di Dionigi, ed io sono stato il primo ad aver pianto per questo. I tifosi della curva hanno fatto bene ad andarsene e protestare, potete anche dire che Fracchiolla è il direttore sportivo più scarso della storia della Reggiana ma ad ottobre non era così. Abbiamo commesso errori, abbiamo sbagliato con dei giocatori, a livello di comunicazione, ma quando si perde usiamo sempre il “noi”. Io non mi dimentico da dove siamo partiti. Sampirisi è un giocatore importante che non abbiamo mai avuto a disposizione, per non citarne altri. Non è uno sfogo, so che i tifosi ci supporteranno fino alla fine, ma tutto l'ambiente deve tenerci. Questa cosa degli infortuni è una cosa allucinante, mai vista».

Avanti con Rubinacci quindi?
«Noi dobbiamo aiutare questi ragazzi e questo gruppo altrimenti ci rimettiamo tutti. Dionigi è stato cambiato perché ha raccolto un punto in otto partite: andiamo avanti con Rubinacci che ha fatto bene nelle prime quattro partite. Abbiamo perso la gara con il Südtirol perché fisicamente, ora, non ce la facciamo a reggere due partite ravvicinate tra sabato e martedì. Rozzio ha giocato 40 minuti con un tendine rotto, oggi quattro ragazzi non erano al meglio ma hanno fatto di tutto per recuperare, il mister aveva la febbre. La condizione fisica precaria è una preoccupazione da due mesi: Gondo ad esempio non riesce a recuperare dal proprio problema fisico».

Rubinacci ha ancora la carica giusta da trasmettere ai giocatori per centrare la salvezza?
«L'ho visto sempre carico da quando è arrivato. Dopo un punto in otto partite la squadra ha reagito. chiaramente ora la situazione si è complicata, ma dobbiamo essere bravi ad aiutare lui e la squadra a tirare fuori le forze per questo finale di stagione. L'anno scorso il gruppo che si è salvato ha gettato il cuore oltre l'ostacolo, ma non ha giocato un grande calcio. Adesso contano solo i punti e io voglio fare punti che ci possono portare alla salvezza. Oggi è doveroso chiedere scusa a tutti, questo sicuramente».

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