Tesser: «Esperienza e qualità dal mercato, ora serve coesione. Il Vado è da prendere con le molle»
Il tecnico della Reggiana alla vigilia della sfida con i liguri: «Crisetig e Cavion sono in forma ma devono inserirsi, Henry ha bisogno di circa un mese. Girma deve sentirsi parte del gruppo. Dobbiamo crescere, anche nella cattiveria difensiva»
Mercato finito, rosa definita e testa soltanto al campo. Alla vigilia di Reggiana-Vado, Attilio Tesser promuove le operazioni condivise con Bernardi e Marroccu e chiede alla sua squadra un ulteriore salto di qualità: nell’identità, nella tenuta difensiva e soprattutto nella coesione. L’avversario neopromosso, reduce da un avvio positivo e capace di eliminare l’Inter Under 23 dalla Coppa Italia, non va sottovalutato: «Fa un calcio propositivo, pressa alto e gioca in fiducia».
Mister, il mercato ha consegnato alla Reggiana una rosa più completa?
«Direi che abbiamo finito con un buon mercato, condiviso con i direttori. Abbiamo rincorso alcune situazioni, ma alla fine sono arrivati giocatori di esperienza e qualità, che possono dare tanto sia tecnicamente in campo sia dal punto di vista umano e caratteriale nello spogliatoio. Sono soddisfatto».
Non è arrivata la seconda punta di cui aveva parlato nelle settimane scorse.
«Era una delle possibilità, ma con la mancata uscita di Girma e l'arrivo di Henry si sono chiuse un po’ le porte: l’attacco ora è al completo. Quel lavoro dovrà farlo Rover, che è un giocatore di gamba e può attaccare maggiormente la profondità rispetto ad altri compagni con caratteristiche differenti».
Il centrocampo, invece, è stato rinforzato con Crisetig e Cavion.
«Crisetig è un giocatore importante: è arrivato per sostituire Castagnetti, che purtroppo per il problema che ha avuto resterà fuori per un periodo più lungo. Per personalità e interpretazione del ruolo sono giocatori abbastanza equivalenti, quindi è stata una scelta giusta e importante. Cavion viene a dare un’ulteriore mano in un reparto con ragazzi meno esperti: Basili, Jónsson e Vallarelli non hanno ancora una grandissima esperienza. Anche lui ha caratteristiche simili a loro».
E Marcon?
«Lo abbiamo tenuto. È un ragazzo che merita di essere osservato perché ha potenzialità in fase offensiva; deve migliorare qualcosa nella fase difensiva, ma nella rosa ci sta bene».
Ci sono state mancate uscite che hanno bloccato eventuali arrivi?
«Non credo. Chi è rimasto è convinto di continuare a vestire la maglia granata. Nessuno è stato bloccato controvoglia: chi ha avuto opportunità, le ha viste prese in considerazione. Non ci sono state richieste in uscita bloccate che abbiano condizionato le entrate. Girma sperava di andare via, lo abbiamo sempre detto, ma non c’è stato un grande mercato su di lui. Negli ultimi tempi si è messo a disposizione al cento per cento, con impegno e volontà, e per questo motivo l'ho ringraziato. Ha parlato con la società, i direttori e infine l'allenatore: deve sentirsi parte integrante e importante di un gruppo che deve essere coeso, per il bene dei ragazzi, della società e della comunità che vive per la Reggiana».
Il Vado può essere una classica buccia di banana?
«Sicuramente. Lo dicono la classifica, perché ha quattro punti come noi, e le prestazioni: ha eliminato l’Inter Under 23 in Coppa Italia e contro lo Spezia, pur cambiando diversi giocatori, per settanta minuti se l’è giocata molto bene. Nelle partite che abbiamo analizzato abbiamo visto una buona squadra, piena di entusiasmo da neopromossa, che fa un calcio molto propositivo. Va presa con le pinze, senza sottovalutarla. Ma questo non dobbiamo permettercelo mai, contro nessuno. Dobbiamo pensare soprattutto a fare bene noi, mettendo in pratica le nostre qualità e il nostro modo di giocare».
Che Vado si aspetta dal punto di vista tattico?
«Mi ha fatto una buonissima impressione. Gioca con il 3-4-2-1 di base, con qualche sfumatura, e fa molto possesso dal basso: costruisce anche dentro l’area di rigore per attirarti fuori e poi colpirti con le azioni di rimessa che prepara. Ha tre-quattro giocatori particolarmente interessanti, è pericoloso sui calci piazzati e pressa molto alto. È una squadra che gioca in fiducia e vuole dimostrare di meritare la categoria: va presa davvero con le molle. In questa fase in cui la condizione non è ottimale per tutti, bisogna stare molto attenti».
Dove deve crescere ancora la sua Reggiana?
«Dobbiamo migliorare, non è un modo di dire ma la realtà. Con tanti giocatori arrivati strada facendo c’è ancora tutto da mettere in moto. Cavion e Crisetig sono arrivati da poco, Henry speriamo rientri a breve e andrà rimesso in condizione. Girma ha un modo di giocare diverso rispetto a quello che pensavo e dobbiamo anche andare in funzione dei calciatori a disposizione. Vallarelli e Jónsson sono alla prima esperienza in una realtà importante come Reggio: tutti devono compiere ulteriori e doverosi passi in avanti».
Anche la fase difensiva, soprattutto sui calci piazzati, sembra un aspetto da sistemare.
«Non è tanto una questione di movimenti, quanto di convinzione personale: bisogna essere più determinati e cattivi. In quelle situazioni devi essere preparato, c’è una zona da coprire e si è uno attaccato all’altro. Oggi molte partite, dalla Serie A alla quarta serie, si decidono sui piazzati: noi ne abbiamo subiti, ma ne abbiamo anche segnati. Se ci sono giocatori che calciano bene diventano sempre un pericolo».
Ha parlato con Henry?
«Ci ho parlato. È stato operato ieri e oggi era già al campo: gli è stata fatta una pulizia al ginocchio. Non posso dare tempi precisi, ma ci vorrà un po’ di pazienza: direi nell’ordine dei 25-35 giorni, poi vedremo».
La chiusura del mercato permette di lavorare con maggiore serenità?
«Sì, soprattutto per il gruppo. Durante il mercato ci sono giocatori che pensano di poter andare via o possono ricevere una richiesta inaspettata. Pur lavorando sempre bene, già dopo la prima settimana di ritiro la squadra aveva iniziato a crescere e a prendere consapevolezza di dover formare un gruppo, che è la mia base lavorativa. Ora dobbiamo avere tutti la consapevolezza di avere un dovere verso la maglia, la proprietà, la società e una tifoseria alla quale dobbiamo grandissimo rispetto. Serve coesione per ottenere il massimo risultato possibile».
Ora ha dubbi di formazione?
«No. Cavion e Crisetig sono arrivati da pochi giorni e devono ancora integrarsi nella parte tecnica e tattica. Crisetig non ha fatto partite, si è allenato con un preparatore privato; Cavion ha lavorato con il Vicenza. La loro condizione è accettabile e spero di poterli inserire gradualmente per dare loro minutaggio. In allenamento, però, vanno forte e con grande intensità. Nel breve comunque ci saranno degli avvicendamenti: Libutti ora sta bene, è rientrato e dalle prossime partite sarà anche lui nelle rotazioni della prima squadra».
Il caldo può incidere anche a settembre?
«Vale per tutti, ma non è semplice giocare con queste temperature. La condizione atletica avrà il suo peso e avere cambi per ruotare i giocatori può essere importante. Allenarsi alle quattro del pomeriggio con 35-36 gradi, ininterrottamente da due mesi, alla lunga sfianca. Se fosse stato possibile, qualche partita in più in notturna sarebbe stata giusta, ma il calendario è questo e vale per tutti. Dobbiamo farci trovare pronti anche mentalmente».
Ha mai lavorato con un mentalista? E ha parlato con Pierpaolo Bisoli della Reggiana prima di venire a Reggio?
«Non ho mai lavorato con un mentalista e non intendo farlo. Bisoli lo conosco e lo stimo, ma non ho mai parlato con lui della Reggiana: è stato un cambiamento totale, non un passaggio di consegne».


