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Goretti: «Possiamo gettare le basi e guardare avanti. Portanova? Non giudico, per me è un calciatore. Diamo e pretendiamo rispetto»

«In attacco cerchiamo due giocatori, ma c'è una speculazione al rialzo. Pellegrini? Non ci sono le condizioni. Luciani, Arrighini, Montalto e Vallocchia non fanno parte del progetto. Incedibili? Solo Rozzio e Cigarini, proporrò loro il rinnovo»

03.08.2023 18:00


A un mese e mezzo di distanza dall’ultima volta, in occasione della presentazione di mister Nesta, il direttore sportivo Roberto Goretti torna a prendere la parola in conferenza stampa per tracciare un bilancio della prima parte di calciomercato e rispondere a diversi quesiti che interessano i tifosi granata e non solo.

Direttore, quali sono state le ultime operazioni che ha portato a compimento?
«Tra ieri e oggi abbiamo depositato i contratti di Portanova e Vido. Portanova si allenava con noi da un po’ e ora è ufficialmente nostro: sapevamo che aveva in ballo un ricorso con il CONI e d’accordo col Genoa abbiamo aspettato che prendessero una decisione. Il suo contratto è molto articolato e ci preserva da tutte le cose che potrebbero accadere… (se il giocatore dovesse essere sospeso, ndr)».

L’idea di tesserare Portanova com’è nata?
«Innanzitutto preciso che la società non intende, in questa fase, entrare nel merito della vicenda giudiziaria riguardante il calciatore, nel rispetto di tutte le parti processuali e ritenendo che questo importante e oneroso compito debba spettare esclusivamente agli organi competenti. La trattativa è nata quando ero a Cosenza e avevo quasi raggiunto l’accordo per portarlo in rossoblù, ma la settimana successiva lui fece una buona impressione in Serie A e alla fine rimase lì. Conosco il ragazzo da tempo e avevo parlato con lui a Genova, quindi è rimasta questa conoscenza: lo ritengo un buon calciatore e una buona opportunità per il club. Il mio pensiero personale è che lui non sia un santo o criminale, io non ho alcun elemento per dirlo ma credo che debbano essere i giudici ad esprimere il loro pensiero e un verdetto. Quando si saranno espressi in maniera definitiva, il mio pensiero sarà quello dei giudici. Per me, e per la Reggiana, ora lui è un calciatore».

Prendere questa decisione è stata una scelta facile o difficile a livello societario?
«Sono stati valutati alcuni aspetti che a livello mediatico potevano essere rilevanti, ma in sostanza credo che la Reggiana abbia rispetto per tutti: giornali, televisioni, politici e manifestanti. Ma credo che sia necessario che tutte queste componenti rispettino la proprietà della Reggiana. In società ci sono due bravi imprenditori come Fico e Salerno e un gigante come Amadei, persona di spessore morale incredibile. Il modus operandi e la passione per il territorio di queste persone è indiscutibile, vedendo il loro impegno credo che tutti quelli che vivono la Reggiana e la amano debbano rispettarli in questa situazione e in generale per tutto quello che fanno. Devono avere la possibilità di lavorare in maniera serena come la città di Reggio ha sempre permesso a chi aveva nelle proprie mani le sorti del club».

Il ragazzo è sereno dal punto di vista mentale?
«Per noi è un giocatore come tutti quanti gli altri, della sua situazione personale se ne occupa lui: noi non siamo assistenti sociali o carnefici. Ci occupiamo di calcio e rispettiamo le regole».

Cosa ci può dire invece di Vido?
«Si tratta di un tesseramento a titolo definitivo per due anni con opzione di rinnovo: ritengo che possa essere un’opportunità per la Reggiana. Ha sicuramente talento, offre soluzioni offensive importanti che in carriera ha fatto vedere non con continuità; pertanto, mi auguro che legandosi a una società possa maturare definitivamente e raggiungere livello che in tanti si aspettavano anni fa».

In attacco ora cosa manca?
«Ancora due giocatori, ma nel percorso del calciomercato ci possono sempre essere evoluzioni e cambiamenti quindi alla fine ne potrebbero arrivare tre o solamente uno…».

Quali sono le caratteristiche delle punte che sta cercando?
«Vorrei non anticiparle perché magari alla fine cambio idea, ma fondamentalmente le caratteristiche predominanti che servono sono tre: essere uomini d’area, dare profondità e avere qualità tecnica. Noi prenderemo due rinforzi e trovare queste caratteristiche in due giocatori non è facile…».

L’innesto di Vido la può aiutare?
«Sì, lui ha tante caratteristiche e può essere di raccordo tra centrocampo e attacco ma anche fare il finalizzatore. Ma deve alzare il livello…».

Per Moncini del Benevento l’ostacolo è di tipo economico?
«Negli ultimi anni il mercato di Serie B è cambiato notevolmente e l’arrivo di fondi di proprietà straniera ha portato liquidità, inoltre le liste dei giocatori di Serie A sono diminuite quindi il numero di giocatori in circolo è calato: ciò comporta costi dei cartellini elevati e su ogni calciatore c’è quasi sempre speculazione al rialzo. È una questione generale…».

Questo discorso vale anche per Novakovich?
«Vale per tutti: in ogni calciomercato ci sono 2-3 ruoli che mancano a ogni società e si crea competizione. Oggi la competizione è a livello economico».

È ancora in contatto con il ds del Venezia, Antonelli?
«È da diversi giorni che non lo sento, ora è impegnato con la tournee in Olanda».

Coda è veramente un’opzione al vaglio?
«È importante capire dove siamo collocati nel mercato di Serie B e caprie che arriviamo in questa categoria dopo anni di assenza. Bisogna essere bravi a costruire una propria identità, far vedere che abbiamo un buon modello per consolidarci e col tempo ambire a qualcosa. Nei casi come quello di Coda, di solito è il giocatore che decide dove andare».

Il ritorno di Pellegrini è ancora possibile?
«Premetto che abbiamo un ottimo rapporto con il Sassuolo, è stata fatta un’operazione importante ma chiaramente ognuno guarda ai suoi interessi e gli affari si concludono se questi coincidono. La mia richiesta su Jacopo, dopo un anno in prestito, è la necessità che diventi al 50% della Reggiana (ottenere quindi una percentuale sulla possibile rivendita, ndr): questa cosa non è possibile, quindi non lo prendiamo».

Potrebbe valutare una pista estera per l’attacco?
«Sì, ma su tutti i ruoli non solo sul reparto avanzato».

Ci può dire cos’è successo esattamente con Rohdén?
«Avrebbe portato esperienza internazionale in un reparto dove, a parte Cigarini, non ci sono tanti giocatori navigati. Avevamo provato a chiudere un accordo con lui e la domenica erano arrivate tutte le conferme che servivano: quella del procuratore italiano e del procuratore svedese. Ci è stato chiesto di aspettare mercoledì mattina per le visite mediche e io ho dato l’ok. Martedì sera, prima di cena, ho ricevuto a Toano una chiamata del suo agente italiano che mi ha comunicato con rammarico l’arrivo di un’offerta irrinunciabile dalla Turchia, presentata al procuratore svedese. Sono cose che succedono, diciamo che l’ho presa con filosofia. Avremmo fatto un investimento importante su un giocatore di 32 anni…».

Besaggio del Genoa potrebbe essere il prossimo rinforzo a centrocampo?
«Non parlo di giocatori non definiti, ma lui lo escludo».

All’orizzonte sono previste partenze dolorose?
«Ho parlato con alcuni ragazzi, in particolare con Luciani, Arrighini, Montalto e Vallocchia, dicendo loro che sono fuori dal progetto tecnico. Valuteremo le varie situazioni che si presenteranno per un’uscita dalla Reggiana».

Montalto come ha preso questa decisione?
«Confesso che a me sta simpatico, ha uno spirito e un atteggiamento che mi piacciono e nei primi 15 giorni si è allenato benissimo. Quando gli ho detto che l’intenzione è mandarlo via era dispiaciuto: mi ha fatto male dirglielo e confermo che è un giocatore importante al quale devo qualcosa io ma anche la società. È stato un trascinatore nel nostro momento più difficile segnando 9 gol, poi abbiamo commesso un errore nel suo percorso di recupero dopo l’infortunio ma lui ha cercato in tutti i modi di tornare a disposizione».

Ci sono degli incedibili in questa Reggiana?
«Per me ci sono due incedibili: Rozzio e Cigarini. Sono intoccabili, che giochino o meno. A febbraio mi siederò con loro per allungargli il contratto perché rappresentano la Reggiana, tirano il gruppo, parlano con gli altri e danno l'esempio. Ho avuto modo di conoscerli bene nell’ultimo anno e so che amano la maglia e hanno un grande senso di identità e lo possano trasmettere negli anni e questo per me è importante. Per tutti gli altri invece le decisioni possono essere prese anche il 30 agosto…».

Il tesseramento di Mbaye verrà completato?
«Per il momento lo abbiamo invitato ad allenarsi con noi: essendo extracomunitario non può essere tesserato ma sta sbrigando le pratiche burocratiche per ottenere la cittadinanza italiana, ma ancora non conosciamo le tempistiche. Nelle prossime settimane valuteremo la situazione e prenderemo una decisione. Ad oggi non lo conto tra i giocatori a disposizione».

Il portiere Sposito invece? 
«Nel suo caso c’è solo un rallentamento di tipo burocratico. Sarà tesserato».

Nesta ha detto che di lei si fida ciecamente…
«Abbiamo vissuto assieme un’esperienza complessa a Perugia: è arrivato quando il presidente aveva dato l’input di cambiare completamente la rosa che aveva raggiunto i playoff. Con me ha vissuto un’estate rivoluzionaria, a una settimana dall’inizio del campionato c’erano tante mancanze e problemi. Diciamo che vuole tranquillizzarsi…».

E lei è convinto di aver puntato sull’allenatore giusto?
«Assolutamente. Ho ritrovato un allenatore sicuro, con energia e tanta voglia di dimostrare il suo valore. Sono doti importanti per lui ma anche per la Reggiana perché è ciò che cerchiamo nei nostri giocatori».

La rivoluzione nello staff medico come si spiega?
«Avevo deciso, con l’arrivo della nuova stagione, di cambiare molte componenti della parte sportiva compreso lo staff medico. Col tempo si deve costruire, evolvere e ricostruire…».

Le è concesso un potere “assoluto” come direttore sportivo?
«Io faccio proposte, poi chiaramente c’è una proprietà che valuta e dà l’ultima parola».

Nesta ha detto che lei sa fare scelte coraggiose…
«Dico sempre che serve coraggio nelle scelte e anche nell’ammettere quando si è sbagliato, riconoscendo i propri errori. Questa squadra avrà potenzialità e verranno fuori tanti giocatori interessanti. Sinceramente ho buone sensazioni però mancano ancora dei giocatori strutturali che possano aiutare i giovani con talento ad esprimersi e fare bene. Non so se prenderemo quelli giusti, intanto dobbiamo lavorare bene e non sbagliare le persone e le caratteristiche tra i potenziali rinforzi».

Il mister l’ha definita anche uno scopritore di talenti…
«Devo dire che fino a qualche anno fa dal Perugia sono usciti tanti giocatori che hanno avuto un percorso in Nazionale. Magari ho sbagliato i 37-40enni, ma vedremo cosa succederà nei prossimi 28 giorni di mercato…».

Come si è giunti al tesseramento di Girma?
«Mi era stato segnalato da un procuratore, così ho avuto modo di seguirlo in video poi è stato invitato a inizio gennaio a fare una settimana di allenamento con la squadra. Nella prima partitella, finita 5-1, ha segnato tutti i gol… Dopo il primo giorno ho subito cercato di capire come tesserarlo assieme al suo procuratore. In questi mesi il prof. Spaggiari l’ha aiutato a recuperare da un infortunio abbastanza importante agli adduttori: a livello fisico è stato ricostruito e ha messo su 4-5 kg di muscoli. Ora gli è stata concessa questa opportunità…».

Si può riassumere che le esigenze principali riguardano un terzino sinistro, uno o due centrocampisti e due attaccanti?
«Sì, direi che è così».

Per Dickmann della Spal potrebbe aprirsi un derby col Parma?
«Per me lui è un terzino destro e in quel ruolo siamo al completo, quindi direi di no».

A sinistra il reggiano Di Chiara, ora alla Reggina, è più di una suggestione?
«Lo conosco bene, la prima volta che ha giocato in Serie B era Perugia quando ero io ds. Al momento ci sono 4-5 squadre molto importanti che devono ancora trovare il proprio terzino sinistro, quindi bisogna caprie bene dove si colloca la Reggiana e caprie quale sia il migliore terzino disponibile».

Il budget che ha a disposizione è sufficiente per raggiungere la salvezza?
«Lo vedremo alla fine, ma per me assolutamente sì. In questa stagione possiamo costruire qualcosa e gettare i primi mattoni per guardare avanti con un nuovo ciclo».

Ho già ipotizzato di quanti giocatori sarà composta la squadra?
«Ancora no perché le uscite saranno un aspetto importante da valutare».

È soddisfatto del nuovo centro sportivo?
«Sì, vivere lì ogni giorno è bellissimo. Mi ricollego a quanto detto prima: anche questo è una grande passo avanti per la società e deve essere motivo di orgoglio per tutti. Parliamo di un ritorno al passato ma con uno sguardo a qualcosa di più importante per il futuro».

Pensa che il livello della Serie B si sia alzato?
«Non sarà una A2 come a qualcuno piace definirla, ma sicuramente ci sono almeno 4 squadre molto forti che investono da anni in maniera continuativa e hanno un qualcosa in più rispetto alle altre. Ma non faccio nomi…».

Il Lecco intanto è stato riammesso…
«Non ci penso, mi concentro sul 19 agosto e sulla fine del calciomercato. Vedremo quel che accadrà e ci adegueremo».

 

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