Ciao Ercole. Il ricordo di una penna che ha scritto gli anni più belli della Reggiana

A 79 anni è scomparso il decano del giornalismo reggiano, Ercole Spallanzani. Il racconto della sua vita firmato da Lorenzo Chierici

Lorenzo Chierici
20.05.2021 09:00

Ercole Spallanzani (a destra) assieme all'allenatore granata Giovan Battista Fabbri

Una parte di me se n'è andata per sempre: abbiamo lavorato insieme per una vita e abbiamo condiviso tantissimo. Assieme a William Giberti e a Wainer Magnani sei stato tra i miei primi maestri nel mio decennio alla Gazzetta di Reggio, poi abbiamo condiviso altri 7-8 anni al Giornale di Reggio e infine mi hai chiamato come tuo vice a Prima Pagina Reggio. Confesso che non sia stato sempre facile lavorare con te, ma è stato certamente intenso e arricchente. La passione per il calcio e per la Reggiana era tanta, soprattutto negli anni d'oro '80 e '90: ricordo che fu Ercole il primo a scrivere del passaggio di consegne da Dal Cin a Cimurri e il primo a intravedere un'orizzonte buio con Foglia.

Spesso chiudevamo il giornale io e te per poi ripartire l'indomani... "Paginificio". Sì il giorale era a volte un "paginificio", perché se gli altri facevano 5 pagine di sport, tu ne volevi fare 8, perché tu eri così e io sono crescuto professionalmente al tuo fianco e ne vado fiero. A volte ci siamo scontrati, ma ci siamo sempre capiti e ci siamo voluti molto bene. Qualche volta mi hai definito "il terzio figlio" e per questo nostro rapporto abbiamo continuato a sentirci fino a poche settimane fa, quanto ti dissi: "Ercolino, tin bota". E tu mi hai risposto "Fag col che pos. Me eg prov...". Mi mancheranno le nostre chiacchierate su politica, giornalismo, calcio, la nostra comune passione e sul nostro futuro... perché la tua voglia di vivere era tale che vedevi al di là della malattia. Sono fiero e felice di aver scritto due pagine intere su di te, suo tuo passato ricco di eventi e di successi, due pagine per le quali mi facesti i complimenti che poi tua figlia Gaia, che abbraccio con grande intensità e tanto affetto, così come mi stringo a Ruggero, ha poi voluto in pdf per fartene dono. Il tuo carattere era indomito, ma il tuo cuore è sempre stato buono ed è per questo che ti ho sempre voluto molto bene. L'anno scorso, dopo due o tre mesi che non ci si sentiva, mi hai chiamato dicendomi: "E alora, degli amici non ci si dimentica... T'um ciam mai". Avevi ragione, come sempre, ma ricordatelo, io non mi dimenticherò mai di te. Mi mancherai moltissimo amico mio. Ti voglio bene.


QUI il racconto della vita di Ercole Spallanzani pubblicato dal Giornale di Reggio nel 2016

 

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