La Reggiana esce dal “Penzo” con una sconfitta che rispecchia fedelmente l’andamento della partita: il Venezia crea tanto, colpisce quattro pali e alla fine capitalizza due volte, mentre i granata faticano a rendersi davvero pericolosi. Le pagelle raccontano una gara di grande sofferenza difensiva, con pochi appigli individuali e una squadra spesso costretta a rincorrere le giocate della capolista. In mezzo al predominio lagunare emergono comunque alcune prestazioni di carattere e qualche tentativo di tenere viva la partita, ma nel complesso pesano gli errori nelle chiusure, la difficoltà a uscire con pulizia e una fase offensiva che produce troppo poco per impensierire davvero il Venezia. Il risultato finale è la fotografia di una serata complicata, in cui la Reggiana prova a resistere ma finisce schiacciata dalla qualità e dal ritmo della prima della classe.


Alessandro Micai 5 - Sul primo gol, la sensazione è che potesse tentare la parata anche se la responsabilità maggiore ce l’hanno i giocatori di movimento – Bertagnoli e Charlys non chiudono, i difensori centrali scappano indietro – che lasciano tirare troppo facilmente Haps. Sul secondo, va in “bagher” pallavolistico sul tiro di Yeboah, poi è veloce Doumbia a insaccare. Maldestro sul terzo gol non convalidato a Lauerbach. Salva altre situazioni, ma in quattro occasioni ad aiutarlo ci pensa il palo colpito dal Venezia.

Andrea Papetti 5,5 - Sarà perché ha più “gamba”, ma dei tre dietro è quello che convince di più non tanto nell’aspetto difensivo, quanto nell’appoggiare la manovra offensiva granata soprattutto nel primo tempo. Da una sua rimessa laterale in avvio per poco non arriva l'autorete dei lagunari, al 15' prova a chiudere su Haps quando vede che nessuno esce, ma arriva in ritardo. Si conferma uno degli ultimi, se non proprio l’ultimo, ad alzare bandiera bianca. 

Danilo Quaranta 5 - Seconda apparizione da perno della difesa a tre, dopo i 45’ concessi nella vittoria di La Spezia. Balla parecchio, anche perché l’avversario ha bocche da fuoco che spuntano da ogni dove. Non sfigura nel duello con Adorante, ma in occasione del gol di Haps, “scappa” troppo velocemente in area, con la complicità dei centrocampisti che non chiudono. 

Mateus Lusuardi 5 - Un fisico imponente, due quadricipiti imponenti, proprio per questo ne deriva uno stato di forma che all’occhio pare non sufficiente. Quando attaccato in velocità, soprattutto da Yeboah, tenta di metterci una pezza col mestiere, ma non sempre ci riesce (dal 28’st Mario Sampirisi 5,5: entra quando il risultato è già scritto e si limita a contenere le folate sulla destra del Venezia, non sempre riuscendoci).

Matteo Rover 5 - Haps e Doumbia dalla sua parte fanno un po’ quel che vogliono, purtroppo però il rovescio della medaglia di avere un giocatore più offensivo come l’ex Südtirol non si palesa in azioni pericolose. Si ricorda una botta a fine partita salvata da Stankovic in angolo e poco altro. Servito male, troppi palloni sui piedi e pochi lanci in profondità. La sensazione è il classico "vorrei ma non posso".

Massimo Bertagnoli 5 - Terza partita consecutiva dopo due mesi abbondanti in cui era stato fermo per una pubalgia. Intercetta qualche pallone, corre ancora di più, ma a differenza di Spezia lo fa maggiormente a vuoto, come accade sul mancato disturbo ad Haps che ha tutto il tempo per prendere la mira e segnare l’1-0. Il centrocampo del Venezia è straripante (dal 28’st Tobias Reinhart 5,5: il suo ingresso in campo non serve praticamente a nulla se non a sigillare un pensiero: se fosse partito dall’inizio, cosa sarebbe cambiato?).

Matheus Charlys 5 - Un primo tempo in cui si impegna in difesa e si propone per ripartire in contropiede, con risultati decisamente deludenti. Si ricordano un paio di palloni persi nella trequarti granata che potevano costare carissimo. Fuori posizione in occasione del gol di Haps. Un paio di squilli che terminano oltre la linea di fondo senza spaventare la squadra di Stroppa.

Manolo Portanova 5,5 - Uno dei meno peggio, che però in una partita così complicata affonda assieme a tutta la squadra. Ci mette la solita grinta e quando può è il primo a cercare la giocata nella metà campo arancioneroverde. Alla mezz'ora serve un buon pallone a Novakovich che l'americano non sfrutta nel migliore dei modi. Non impensierisce Stankovic, ma gli avversari di movimento non sempre riescono a tenerlo. Fisicamente regge l’urto con i giganti della capolista. Nella ripresa, chiude da esterno di sinistra.

Simone Bonetti 5,5 - Senza un quinto di ruolo a sinistra, Rubinacci lo sceglie per coprire la fascia mancina. Un po’ per caso, un po’ per bravura a seguire l’azione, si trova tra i piedi un gran bel pallone in area, servito improvvidamente da Novakovich, che il difensore di Campagnola cerca di calciare in porta mancando lo specchio. Dietro balla un po’, senza fare brutta figura con Hainaut (dal 16’st Mathis Lambourde 5: una conclusione alta poco dopo il suo ingresso, poi il Venezia raddoppia e il francese sparisce dai radar. Curioso l'episodio al suo ingresso, quando fa il "postino" consegnando un "pizzino" a Quaranta contenente indicazioni tattiche).

Natan Girma 5 - Le aspettative sul fantasista granata restano sempre altissime. Proprio per questo, ci si aspetta sempre una giocata, un guizzo che possa “risolvere” una situazione offensiva, all’interno di una partita complicata, in cui la Reggiana fatica a farsi vedere in avanti. Due o tre lampi dei suoi, col pallone attaccato al piede, una conclusione finita in curva e poco più: i lagunari lo braccano stretto. In fase di contenimento si abbassa sulla linea dei centrocampisti per aiutare la squadra.

Andrija Novakovich 5,5 - Un passo avanti rispetto al Südtirol, se non altro riesce a tenere qualche pallone e a smistarlo per i compagni, ingaggiando un bel duello con Svoboda. Rinuncia al tiro, scaricando a Bonetti al 14’, poco dopo la mezz'ora vince un rimpallo in area e si vede deviare il tiro in angolo. Nella ripresa ci riprova, centrando Stankovic di testa. Fare il centravanti della Reggiana, specialmente contro corazzate come il Venezia, non è affatto facile, ma quando ci sono i presupposti deve essere più incisivo (dal 47’st Tommaso Fumagalli sv).

Mister Lorenzo Rubinacci 5 - Partita a dir poco proibitiva, questo va detto. Quello che però non convince non è tanto la formazione iniziale, in cui inserisce Lusardi e Quaranta in difesa e lascia  Reinhart in panchina, quanto le sue spiegazioni nel post partita. Il tecnico dice che voleva un centrocampo più “muscolare”, come se l’argentino non avesse già dimostrato più e più volte di avere testa e gambe per giocare ruvido. Per lo meno lo ritroverà riposato nella sfida di Bari… Nel primo tempo la Reggiana riesce a costruire qualcosa, anche complice un Venezia che gioca con le marce basse e sembra interpretare il ruolo del gatto col topo. La malasorte lo accompagna nelle ultime uscite, visti gli otto giocatori indisponibili (Paz, Bozzolan, Bozhanaj, Tripaldelli, Vicari, Rozzio, Belardinelli, Gondo) che non permettono al tecnico marchigiano di aumentare le rotazioni dalla panchina. Nella ripresa, sale in cattedra il Venezia che la chiude definitivamente. Inspiegabile la gestione di Fumagalli, che per la terza volta viene fatto entrare nei minuti di recupero senza avere alcuna possibilità di incidere: che senso ha?

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