La sconfitta di Catanzaro pesa più di quanto dica il risultato, perché arriva dopo un primo tempo in cui la Reggiana costruisce, tiene il campo e sembra avere il controllo della partita. I granata pagano carissimo il primo tiro in porta subito e si sciolgono nella ripresa, lasciando spazio a frustrazione e nervosismo. I voti raccontano una squadra viva per almeno un tempo, poi incapace di reagire al colpo incassato, con buone risposte individuali soprattutto in difesa e nel lavoro senza palla, ma troppe difficoltà nel trasformare la mole di gioco in vere occasioni. Una sconfitta che alimenta il senso di incompiutezza e allunga una fase sempre più complicata della stagione.


Andrea Seculin 5 - In un primo tempo in cui la Reggiana mostra una delle sue versioni migliori, prendere gol sul proprio palo, al primo tiro in porta degli avversari, è una colpa grave del portiere, che probabilmente vede partire il pallone anche in ritardo. Sul secondo gol, forse ha meno responsabilità. Titolare per la terza gara di fila, ora molto probabilmente cederà il posto a Micai.

Andrea Papetti 5,5 - Uno degli ultimi a mollare, se non uno dei pochi a non farlo mai. Simbolo di una Reggiana ancora viva, nonostante abbia imboccato un tunnel all’apparenza senza uscita. Quando attaccato soffre un po’ e nella splendida azione in velocità del Catanzaro, sul raddoppio, arriva tardi su Iemmello. Nel primo tempo un suo tiro a botta sicura viene deviato provvidenzialmente in angolo da Antonini.

Paolo Rozzio 6 - Non perde un duello con quella volpe d’area di rigore che è Iemmello, e soprattutto quando è chiamato a colpire di testa sono tutte sue. Non entra attivamente nelle dinamiche dei gol subiti. Dopo qualche fisiologico passaggio a vuoto iniziale, il capitano sembra proprio essere tornato ai suoi livelli.

Lorenzo Libutti 6 - In difficoltà quando attaccato dalla sua parte da uno scatenato Favasuli, soprattutto per colpa di una copertura insufficiente che gli offre Bozzolan su quel lato del campo, però nel complesso se la cava bene. Gioca una buona partita anche nella metà campo avversaria.

Yeferson Paz 6 - Interessante il suo debutto in maglia granata: non giocava una partita dal maggio scorso con il Sassuolo in Serie B. Da certi movimenti, ma anche dalle caratteristiche fisiche e tecniche, si capisce che è un giocatore che ha del potenziale importante da esprimere. Ci riesce in parte, mettendoci cattiveria in difesa e spinta sulla fascia in appoggio alla manovra offensiva. In apertura di ripresa, leggermente in ritardo sul gol di D’Alessandro, si fa male al ginocchio tentando una scivolata per recuperare l’errore (sospetta distorsione), quindi deve abbandonare il campo zoppicando vistosamente (dal 11’st Matteo Rover 5: giusto un paio di palloni e di sgroppate sulla destra, senza conseguenze, quando ormai la Reggiana è sotto 2-0 ed è rimasto ben poco della spinta iniziale).

Matheus Charlys 5,5 - Per alcuni momenti della partita, verrebbe da chiedersi se il brasiliano sia effettivamente in campo. Non gioca una brutta partita, però non si rende mai protagonista di una giocata, di uno strappo, di un tiro pericoloso verso la porta calabrese (dal 21’st Luca Belardinelli 5: di lui si ricorda veramente poco se non l’opportunità di servire Lambourde in area, ma lo fa solo quando il Catanzaro è rientrato in difesa. Non entra mai nel vivo del match).

Tobias Reinhart 6 - Di rientro dalla squalifica, offre la solita direzione d’orchestra: cerca di dare ritmo alle manovre offensive della Reggiana riuscendovi bene, almeno nel primo tempo. Non si ricordano particolari squilli o giocate di classe, ma resta imprescindibile per l’aiuto che dà al centrocampo granata.

Andrea Bozzolan 5 - Un altro passo indietro rispetto alle prestazioni che avevano entusiasmato a inizio stagione. Soffre tantissimo le corse di Favasuli e Liberali sulla sua fascia, mentre davanti non incide mai: i cross dalla bandierina sono quasi sempre preda della difesa giallorossa, poi spreca calciando contro la barriera la punizione dal limite prima dell’intervallo (dal 1’st Alessandro Tripaldelli 6: l’ex Bari è tornato a fare “davvero” il calciatore, giocando con più continuità rispetto al passato. Qualche bella discesa sulla sinistra, senza tuttavia graffiare, dietro tiene bene e al 93' impegna pure la retroguardia giallorossa pescato in area da Girma. Insomma, si propone come valida alternativa a Bozzolan – perché no – anche dal primo minuto).

Mathis Lambourde 6 - Meriterebbe mezzo punto in più, se non fosse per quell’azione dopo 8 minuti che più la si riguarda e più ci si domanda se sia un gol sbagliato o un miracoloso salvataggio di D’Alessandro. Con strappi sulla fascia sui quali il Catanzaro fatica, rincorse agli avversari e movimenti senza palla in attacco, in più di un’ora di gioco, episodio iniziale a parte, cancella lo scetticismo (meritato) di addetti ai lavori e tifosi dopo gli ultimi, impalpabili spezzoni di partita concessi da Dionigi al francese (dal 28’st Andrija Novakovich 5: venti minuti di “doppia punta” come tante volte è stato chiesto allo staff tecnico, ma il centravanti serbo-americano non si vede mai e anzi “litiga” con l’arbitro per il tempo che resta in campo. Va detto che ormai era calato il sipario sul match).

Kleis Bozhanaj 5 - La prima da titolare non è andata come ci si aspettava. Forse subisce il fallo in occasione del gol di Liberali, ma col pallone tra i piedi non combina granché pur cercando più di una volta il tiro. La palla gol di Lambourde a inizio partita parte dai suoi piedi, ma col vento a favore e con la difesa del Catanzaro che si apre come il mar Rosso, uno come lui deve tentare la conclusione in porta da quella posizione (dal 11’st Natan Girma 6: sembra tornato il numero 80 dei tempi migliori, con idee, guizzi, giocate per la squadra che però non asseconda il talento svizzero-eritreo).

Cedric Gondo 6 - La sufficienza se la guadagna solo perché gioca in maniera commovente, andando a recuperare palloni, giocando veramente con la squadra e perché assieme a pochi altri è l’ultimo ad arrendersi. La qualità in area di rigore è però davvero bassa: non impegna mai il portiere anche quando Girma lo manda in porta nella ripresa. Suo l’assist per la palla gol sprecata/salvata di Lambourde.

Mister Davide Dionigi 5,5 - Viene accusato di non cambiare niente e lui rinuncia coraggiosamente a Girma, schierando Lambourde, Bozhanaj e Paz dal primo minuto con risultati sotto gli occhi di tutti: una Reggiana dominante nel primo tempo, che guadagna nove (9) calci d’angolo (va detto, anche favorita dal vento) e arriva anche bene in porta quando attacca. Purtroppo però la squadra viene colpita e affondata al primo tiro in porta del Catanzaro. Nel secondo tempo gioca anche con le famose due punte, tanto chieste dai tifosi, ma i risultati – anche qui – sono sotto gli occhi di tutti: zero occasioni, zero pericolosità. La squadra si scioglie dopo il 2-0 e da un certo punto di vista è comprensibile, anche se inaccettabile. Purtroppo questo è un tunnel che sembra senza uscita. La sfortuna non è l’unica componente di questi due mesi terribili, ma una buona fetta di colpa è anche della malasorte, che si accanisce sullo staff tecnico andando a togliere dalla contesa (e dal campionato, non si sa per quanto) un Paz che aveva debuttato bene. Qualcuno, all’aeroporto, di ritorno dalla trasferta, commentava così: non ci serve un allenatore bravo, ma un allenatore fortunato. Difficile dargli torto. Martedì nel derby contro il Mantova il redde rationem per Dionigi.


🗳️ Vota il migliore granata in campo

Granata Live Car di Catanzaro-Reggiana 2-0

💬 Commenti