foto Silvia Casali
L'avversario

Guglielmotti: «Per la Reggiana non era facile giocare qui. Il Lecco? Siamo professionisti, lottiamo fino alla fine»

«Sul campo sintetico la palla non rimbalza bene, forse ai granata è mancata la cattiveria. Ora arrivano partite difficili, ma spero che per la Regia possa andare tutto per il meglio. Mando un abbraccio ai tifosi granata a un anno dalla promozione...»

14.04.2024 10:00

Protagonista solamente nel finale di gara, l'ex granata Davide Guglielmotti ha comunque partecipato alla festa dei blucelesti per il ritorno alla vittoria che mancava da quasi quattro mesi ma dopo il triplice fischio ha speso anche belle parole per la Reggiana, squadra che non ha mai dimenticato e mai dimenticherà…

«Nel girone d'andata per me non è andata benissimo visto che sono rimasto fermo a causa di una lesione sotto il tallone, ma ora va tutto bene - ha sottolineato l'esterno classe '94 - Qui a Lecco abbiamo cambiato tantissimo, la classifica è complicata ma siamo dei professionisti e la prima cosa da fare è far sì che la gente possa ancora venire a vederci e poi giudicarci. La matematica ancora non ci condanna, noi battaglieremo fino alla fine…».

Siete riusciti a non far giocare la Reggiana…
«Abbiamo disputato una buonissima partita e siamo contenti perché stiamo ritrovando la fiducia al termine di un campionato non semplice con tenta vicissitudini. Però devo dire che giocare in questo stadio non è facile per nessuno: il campo sintetico è stretto e la palla non rimbalza perfettamente quindi gli appoggi sono molto diversi rispetto a un terreno in erba, poi non dimentichiamoci del caldo. Questo stadio avrebbe dovuto essere la nostra forza ma in casa abbiamo fatto tanta fatica, ad ogni modo non darei colpe alla Reggiana per la partita sottotono che può capitare a tutti, poi aveva delle attenuanti».

Come si spiega una squadra stanca e senza idee?
«Mi sembrava una partita da 0-0, infatti è stata risolta da un episodio. Nel primo tempo le occasioni per i granata ci sono state e non mi pare di avere visto una squadra stanca, forse è venuta a mancare un po' di cattiveria. Ma se è capitato al Liverpool contro l'Atalante (3-0 dei nerazzurri ad Anfield in Europa League, ndr), allora può succedere a chiunque…».

Pensi che i tuoi ex compagni riusciranno a raggiungere la salvezza?
«Ora per la Reggiana arrivano delle partite complicate e non mi sbilancio più di tanto, ma spero vivamente che possa andare tutto per il meglio».

Prima e dopo la partita hai salutato tante persone…
«Sì, ho abbracciato il direttore (Cattani, ndr), il mister, il presidente Salerno, tanti compagni e il patron Amadei che vestito di rosso sembrava una fragola…».

Che messaggio vuoi lasciare ai tifosi granata?
«Mando a tutti un abbraccio. Sul telefono iniziano a comparire i ricordi di un anno fa, ora che siamo arrivati al primo anniversario della promozione in Serie B (15 aprile, ndr). Sfortunatamente sono andato via perché a inizio stagione la Reggiana giocava a quattro dietro, ora invece vedo che è a tre. Ma nel mondo del calcio si va e si viene, a me è andata così…».

 


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