La prima partita ufficiale della stagione è alle porte. Domani sera, nel giorno di Ferragosto, la Reggiana sarà impegnata al “Picchi” contro il Livorno nel primo turno della Coppa Italia di Serie C. Una gara che Attilio Tesser considera soprattutto una verifica del lavoro svolto nelle ultime settimane, ma anche un’occasione per mettere minuti nelle gambe in vista dell’esordio in campionato contro il Ravenna. Alla vigilia della trasferta toscana, il tecnico granata ha fatto il punto sulle condizioni della squadra, sugli ultimi giorni di lavoro, sulle assenze e su una rosa che attende ancora alcuni innesti.


Mister, che partita si aspetta a Livorno?
«È una partita che ci darà indicazioni sullo stato di salute generale e su come sta andando il lavoro. È la prima gara ufficiale dove i risultati contano, sarà un test molto bello e il primo veramente impegnativo. Non abbiamo video da analizzare e quindi giochiamo un po’ al buio, così come loro. Abbiamo cercato di preparare alcune situazioni tattiche sul loro 4-2-3-1 e sulle due fasi di gioco, ma anche il Livorno è in una fase di continuo arrivo di giocatori. Dobbiamo pensare a fare bene il nostro, sia tatticamente che tecnicamente. Soprattutto, però, voglio vedere atteggiamento, concentrazione e consapevolezza del fatto che siamo alla vigilia del campionato, che è la cosa principale».

Sarà anche una gara tosta da 90 minuti per capire come sta fisicamente la Reggiana?
«Sicuramente. Ci darà indicazioni anche dal punto di vista fisico e soprattutto ci permetterà di mettere 90 minuti nelle gambe prima dell'avvio del campionato. Quando parlo di verifica intendo tecnica, tattica, ma anche fisica, per vedere qual è la nostra condizione generale».

Portanova è recuperato?
«Sì, sta bene. Era solo un affaticamento muscolare. Anche Suarez sta bene e non c’è nessun tipo di problema. Gli unici che non verranno con noi sono Libutti e Rover, oltre a Quaranta che è lungodegente dall’inizio. Per il resto sono tutti a disposizione».

Come pensa di utilizzare l'ultimo arrivato Ponsi?
«Fabio è destro come piede naturale. Viene dalla Primavera della Fiorentina e poi è arrivato a Modena, dove ha giocato prevalentemente a sinistra, ma è un destro. Può giocare da entrambe le parti, a seconda delle necessità e della lettura situazionale. Domani, non essendoci Libutti, partirà sicuramente a destra. Dall’altra parte Tripaldelli sta facendo bene, quindi in questo momento non è un problema».

Girma è tra i convocati?
«È un giocatore a disposizione: se ritengo di doverlo inserire, lo inserisco. Al momento non ho altre risposte né da lui né dalla società e per me, quando un calciatore è convocato, può giocare. Ha perso una settimana, dieci giorni circa, fuori con la squadra. La condizione per giocare c’è, anche se ha giocato meno rispetto agli altri e quindi può avere un minutaggio minore».

Il mercato influenzerà le scelte dell'undici iniziale al “Picchi”?
«Non penso proprio al mercato. In questo momento siamo abbastanza condizionati soprattutto dalla disponibilità numerica. A destra c’è un solo terzino, a sinistra non ho dubbi. In mezzo ci può essere qualche scelta tra i centrali. Bertagnoli è avanti di 10-15 giorni sul programma di riabilitazione, ma deve ancora lavorare molto prima di essere nella migliore condizione. È già tanto che oggi sia con noi e si alleni: sarà al 50%. Abbiamo anche la squalifica di Basili, quindi a centrocampo siamo veramente corti. Ci sono Jónsson e Vallarelli e non ce ne sono più. Bertagnoli potrà darci una mano per un pezzo di partita».

Anche davanti le alternative non sono molte.
«Senza Rover ci sono Šipoš, Banse e Cavaliere, che stiamo valutando. Poi c’è Girma che sarà in panchina e, se la partita lo richiederà, entrerà».

Cosa dirà ai suoi ragazzi prima di scendere in campo?
«Di non pensare a nulla, solo a giocare concentrati. Questa è una partita importante perché la prima di Coppa Italia ci porta verso la prima di campionato. Dobbiamo dare il massimo impegno e il meglio di quello che possiamo dare in questo momento, cercando sempre di sviluppare le tematiche che stiamo mettendo dentro da circa un mese».

A Ferragosto ci saranno comunque almeno un centinaio di tifosi granata al vostro fianco.
«Li ringrazio anticipatamente, perché venire a Livorno a Ferragosto non è scontato. So che c’è grande passione: l’abbiamo vista anche in ritiro, sono venuti a tutte le amichevoli e non sono mai mancati. Li ringrazio e speriamo di fare una buona partita anche per loro».

Dopo una carriera così lunga, prova ancora emozione alla vigilia di una partita ufficiale?
«Un po’ di emozione c’è sempre. C’era il giorno della presentazione, c’era quando abbiamo iniziato a conoscere i calciatori: è sempre emozionante perché ti responsabilizzi su situazioni nuove. Durerà il tempo di un secondo, quello in cui inizia la partita. Poi ci sarà anche prima della prima di campionato e diventerà tutto naturale. Per come ragiono io, dove vado a lavorare c’è la consapevolezza di avere una responsabilità addosso come allenatore e su una maglia che bisogna rispettare. Spesso viene confuso il rispetto con il risultato. C’è sempre un po’ di apprensione, cercando di dare il massimo e il meglio per ottenere i migliori risultati possibili».

Quanto ha assimilato la squadra il suo calcio?
«Ho avuto una buona risposta nell’ultima amichevole con l’Alcione, che mi ha soddisfatto abbastanza. È chiaro che si tratta di un passaggio importante rispetto a come la squadra era mediamente abituata negli ultimi anni, però vedo che c'è applicazione e volontà di ascoltare e di eseguire quello che viene richiesto. Non dico che sarò soddisfatto al 100%, ma impegno e volontà ci sono e la strada per far bene, secondo me, è quella giusta».

A livello di ruoli, dove servono sicuramente dei rinforzi?
«Il mercato è abbastanza chiacchierato nella quotidianità. È andato via Reinhart e c’è uno spazio importante da occupare a centrocampo. Suarez sta facendo bene la sua parte, considerando che lo scorso anno non aveva mai fatto nemmeno una panchina: è un ragazzo che stiamo valutando e, al momento, sarà lui a partire e a coprire quel ruolo. Lì sicuramente serve un giocatore e la società sta lavorando su alcuni nomi. Davanti Šipoš è arrivato da una decina di giorni, Rover è fuori e c’è Cavaliere che sta facendo bene, ma uno o due attaccanti sicuramente ci mancano per dare l’impronta finale al reparto offensivo».

I giovani stanno rispondendo positivamente?
«Sono rimasto sorpreso da tutti perché non li conoscevo. Ci sono ragazzi giovani che si stanno mettendo in mostra e mi sembra che la società abbia anche allungato loro il contratto. Sono giocatori che possono avere delle prospettive. Chiaramente devono crescere, chi nella parte fisica e chi in quella tecnica o tattica, ma sono ragazzi su cui si può lavorare e che potrebbero rappresentare il futuro della Reggiana».

Come stanno Libutti e Rover in vista del campionato?
«Sono due giocatori che hanno dei problemi muscolari. Libutti si è allenato non stando benissimo e giorno dopo giorno ha aumentato i carichi, finché si è dovuto fermare. Si sta allenando a parte, sta andando bene ed è completamente asintomatico, però bisogna stare attenti. Le risonanze della prossima settimana ci daranno una conferma sui tempi: i dottori dicono che è difficile per la prima di campionato, ma quasi sicuramente potrebbe essere disponibile per la seconda. È un giocatore che non sente dolore, ma dobbiamo verificare. Per Rover voglio essere fiducioso anche per la prima di campionato: sembra un problema più leggero, ma anche in questo caso vanno fatte le verifiche con la risonanza. Spero che vada bene perché anche lui è asintomatico e non ha dolori. Le verifiche mediche saranno effettuate tra martedì e mercoledì e da lì vedremo».

L’avversario – Livorno, una rosa profondamente rinnovata al debutto con la Reggiana

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