Mister Mandorlini - Ravenna FC
Mister Mandorlini - Ravenna FC

Alla vigilia dell'esordio in campionato al “Città del Tricolore”, Andrea Mandorlini presenta una sfida che il Ravenna avrebbe voluto affrontare con qualche problema in meno. «Avremmo preferito arrivare meno incerottati, ma è inutile piangersi addosso», spiega il tecnico giallorosso, che può contare sull'innesto dell'ultimo arrivato Zaro: «Per noi il suo innesto è vitale. Non sapevamo cosa fare in difesa con Bianconi ed Esposito squalificati. È un bravo ragazzo, ha esperienza e sicuramente sarà importante già da domani per dare certezze a un reparto che è stato dilaniato dal finale dello scorso anno». Mandorlini ricorda anche l'infortunio di Donati, che ha ulteriormente ridotto le alternative in difesa. Il tecnico ravennate riconosce le difficoltà della sfida contro una squadra che «fino a pochi mesi fa era in Serie B» e che, dopo la sconfitta di Livorno in Coppa Italia, si aspetta possa presentarsi in campo con un atteggiamento diverso. «La gara è difficile, al di là della pretattica che ogni allenatore cerca di fare. Noi dobbiamo guardare in casa nostra. Credo che vedremo un'altra Reggiana, ma ho fiducia: la squadra ha lavorato bene e sta bene. Sarà una partita difficile, ma sono convinto che riusciremo a renderla difficile anche a loro». Il mercato ancora aperto non deve diventare un alibi. «Noi siamo questi, con le nostre problematiche, e la Reggiana ne avrà delle altre. Il campionato parte con il mercato aperto e tutti non sono completi, ma è inutile parlarne. Quello che conta è la partita: dobbiamo farci trovare pronti, ci siamo preparati bene e ce la giocheremo a Reggio».

 A spingere il Ravenna ci saranno circa 800 tifosi romagnoli. «È importante avere così tanta gente con noi. Abbiamo bisogno dei nostri tifosi e siamo contenti dell'entusiasmo che c'è, al di là dell'evento di Ronaldinho. La gente ha capito quello che vuole fare la società e ci segue. Anche per questo dovremo dare tutto quello che abbiamo». Il brasiliano non sarà presente al “Città del Tricolore: «Ha altri programmi, ma mentalmente sarà collegato con noi». Parole di grande stima anche per Ariedo Braida, figura di riferimento del nuovo Ravenna: «Il rapporto è stupendo. È sempre stato una figura di riferimento per il calcio italiano e internazionale. L'esperienza che ci dà è importante, abbiamo dei confronti belli e mi auguro che possa continuare nel tempo. È un'enciclopedia vivente». Infine, Mandorlini si sofferma sul significato personale del ritorno a Ravenna, città nella quale iniziò nel 1994 la sua esperienza da allenatore in seconda. «Allenare nella propria città è speciale. Spero di riportare la squadra in Serie B». Il tecnico sottolinea poi il lavoro della famiglia Cipriani, che ha riportato entusiasmo nell'ambiente giallorosso: «Non era facile, ma in poco tempo ci sono riusciti. Siamo solo all'inizio, però senza queste persone il calcio a Ravenna avrebbe preso una brutta piega».

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