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Goretti striglia la Reggiana: «Il pareggio con la Feralpi deve servire da lezione. Non siamo pronti per i playoff»

«Contro i gardesani ho visto un approccio sbagliato, e non è la prima volta: a Cremona occorre dare subito una risposta. È presto per guardare la classifica: siamo tutti lì, chi si ferma è perduto. Il mio futuro? È tutto nelle mani di Amadei»

05.02.2024 20:30

Il direttore sportivo Roberto Goretti, oltre a tracciare un bilancio delle operazioni di mercato concluse e mancate, ha parlato del beffardo pareggio con la FeralpiSalò, invitando tutto l'ambiente a restare concentrato sulla salvezza in quanto la squadra non ha ancora dimostrato di avere la continuità giusta per ambire a qualcosa di più. QUI la prima parte dell'intervista incentrata sulle operazioni di mercato.

Direttore, c’è una giustificazione per la partita di sabato con la FeralpiSalò?
«Una giustificazione non so se c’è, ma intanto abbiamo fatto un punto. Dobbiamo prendere questa partita come una grande lezione per farci capire quali sono i nostri limiti e mancanze e per avere uno spunto per lavorare su noi stessi, sulla squadra e su tutto. Non cercherei colpevoli, le responsabilità sono sempre un po’ di tutti: è stata una partita stranissima ed è difficile trovare le parole giuste. Di gare così in una carriera se ne vedono due o tre. I primi 23 minuti “normali” ci hanno detto che, come successo altre volte, è mancato l’approccio giusto dal punto di vista fisico, mentale, tecnico e tattico. Siamo andati in difficoltà, continuiamo ad avere alti e bassi».

Cosa ne pensa della polemica scaturita in seguito alla presunta offesa di stampo razzista venuta alla luce nel post-partita con la FeralpiSalò?
«Credo di non avere nulla da dire, per me è una non notizia nel senso che arbitro, guardalinee, quarto uomo e procura federale erano tutti lì vicino, così come i calciatori di entrambe le squadre, e nessuno ha riferito niente. La cosa è venuta fuori al termine della partita, ma il calciatore della Feralpi non ha riferito cosa gli è stato detto e da chi».

In vista della Cremonese ci potrebbero essere delle novità?
«Per Crnigoj dobbiamo valutare l’entità dell’infortunio, per il resto penso che saranno tutti a disposizione. Dobbiamo dare subito una risposta come atteggiamento e come energia alla giornata molto particolare vissuta con la Feralpi. Dobbiamo prendere le tante lezioni che ci può avere dato e sfruttarle, non abbatterci per quanto è stato buttato via».

Vergara e Vido quando potranno tornare a disposizione?
«Vido sabato farà un ultimo test e se andrà tutto bene tornerà ad allenarsi con noi dalla prossima settimana. Vergara invece è più indietro di circa un mese. Valuteremo come torneranno e si integreranno col gruppo, non possiamo avere certezze».

È ancora presto per guardare la classifica?
«Guardandola ora si rischia di cadere in una trappola: nella nostra zona di competenza ci sono tante squadre in pochi punti e se ci si ferma ora ci si perde. Per quella che è stata la nostra non continuità, non è realistico guardare ai playoff».

A Cremona lei tornerà in panchina dopo la squalifica?
«Non so, non credo. Da lì non si vede niente, Cosmi mi diceva che dalla panchina non si vede la partita ma la si respira. Vedere una gara dalla tribuna è tutta un’altra cosa».

Da calciatore quale tecnico le ha dato un qualcosa in più?
«Mazzone era fantastico, il contrario dell’immagine dipinta dai media perché era un grande insegnante di calcio. Ho avuto anche allenatori importanti come Conte, Sarri, Cadregari e Novellino ma forse quelli che mi hanno lasciato un qualcosa in più sono stati Galeone e Guidolin: la sintesi di loro due per me sarebbe il tecnico perfetto».

Nesta è uno dei migliori allenatori che ha mai preso?
«Potenzialmente è molto forte, ha un pensiero di calcio in fase di possesso importante ma come tutti noi deve aggiungere dei pezzi e migliorare delle parti. Se riuscirà a crescere e migliorare, potrà puntare ad alti livelli».

Goretti pensa già al suo futuro?
«Io ho un solo obiettivo che è la nostra salvezza, fare un buon campionato e costruire la Reggiana del futuro e quella che vive il Centro Sportivo quotidianamente».

È soddisfatto della nuova casa della Reggiana? 
«Ci sono sempre altri pezzi da aggiungere e cose da migliorare, c’è la necessita di completare i terreni di gioco con un campo sintetico. Dobbiamo crescere, migliorare e avere un’intelaiatura che ci permetta di stabilizzarci in Serie B e lavorare con serenità per crescere sempre più e col tempo diventare ambiziosi».

Sarebbe disposto a ricoprire altri ruoli oltre a quello di direttore sportivo?
«No, mi piace molto il mio lavoro come direttore sportivo, mi piacciono Reggio e la Reggiana e qui mi sento nel posto giusto. Reggio è fatta da gente per bene, mi sento simile ai reggiani e voglio costruire qualcosa di duraturo. Ma la decisione su cosa farò io in futuro la lascio nelle mani del nostro patron Amadei: sarà lui che metterà l’ultima parola sulla mia eventuale permanenza. Se avrò altre opportunità, ne parlerò con lui e con gli altri proprietari».

 

 

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