Il k.o. di Frosinone lascia meno scorie rispetto ad altre sconfitte recenti, perché arriva al termine di una prestazione nel complesso ordinata e competitiva sul campo della capolista. La Reggiana tiene testa al miglior attacco del campionato, soffre a tratti ma resta sempre in partita, pagando a caro prezzo un episodio e alcune situazioni offensive non sfruttate con la necessaria lucidità. I voti dipingono una squadra viva e organizzata, capace di dare segnali incoraggianti nonostante il risultato finale. Sugli scudi le prove del reparto difensivo, mentre pesa la serata opaca del fronte offensivo, da cui ci si attendeva qualcosa in più.


Andrea Seculin 6,5 - Non giocava una partita da quasi un anno intero, ma non è per niente arrugginito, anzi. Poteva fare qualcosa sul tiro vincente di Kvernadze? Difficile, col campo così scivoloso il pallone gli rimbalza un metro davanti ingannandolo nell’intervento. Il resto è repertorio di sicurezza a chi guarda e a chi gioca davanti a lui, si percepisce “a pelle” che i difensori vivano più serenamente le situazioni che riguardano il portiere, tra parate, uscite alte e rilanci di piede. Con lui e Saro a disposizione, ha davvero senso investire in un altro estremo difensore?

Andrea Papetti 6 - Non commette particolari sbavature, quando di fronte gioca la capolista che ha il migliore attacco del campionato. Ordinato e grintoso in ogni intervento: Kvernadze è un cliente scomodo, ma tutto sommato riesce a contenerlo abbastanza bene. Nella metà campo giallazzurra si vede poco.

Paolo Rozzio 6,5 - Stavolta il capitano bada al sodo, rischiando poco o nulla e non dando modo al Frosinone di approfittare di strafalcioni che non arrivano. Porta a casa la battaglia fisica con Zilli e “annusa” il profumo di gol in più di un’occasione, specialmente con quell'incornata sull'angolo di Bozzolan a inizio ripresa che spaventa non poco la squadra di Alvini.

Lorenzo Libutti 6,5 - Dionigi lo ributta nella mischia come braccetto di sinistra, per contenere le scorribande di Ghedjemis. Il lavoro viene svolto in maniera egregia, perché il francese è pericoloso solo quando punta Bozzolan. Spesso e volentieri il Frosinone sceglie di attaccare dalla parte destra della difesa granata, dove gioca Kvernadze.

Matteo Rover 6 - Una piccola sbavatura che costa caro: l’ex Südtirol lascia lì il pallone che viene recuperato dal Frosinone e giocato su Kvernadze, che punta proprio il numero 23 granata che non lo marca adeguatamente quando calcia in porta. Il resto è grande applicazione difensiva e solidità mentale. Meglio dietro rispetto all’apporto offensivo, dove comunque impegna Palmisani al salvataggio in angolo dopo un suo traversone.

Matheus Charlys 5,5 - Tante scelte, troppe, sbagliate, soprattutto in fase offensiva quando c’è da mostrare i denti e farsi vedere “cattivi” nell’area di rigore frusinate. In difesa regge, ma si complica la vita in mezzo al campo quando c’è da uscire da situazioni complicate. Un solo tiro in porta, uscito debole mentre scivolava (dal 30’st Luca Belardinelli 6: una bella fetta di partita, entra nel momento di maggiore pressione granata, dando una grande mano. Altra benzina nelle gambe).

Tobias Reinhart 6 - Partita complicata, dove non riesce sempre a esprimere il suo calcio, anche se alcune belle “caramelle” da scartare riesce a consegnarle in area: quando Girma calcia alto in avvio e nel finale sul tentativo di testa di Novakovich. Palmisani gli nega il gol alzando in corner la punizione calciata a tempo scaduto. Era in diffida: ammonito, salterà la Juve Stabia.

Andrea Bozzolan 6 - Tanta sofferenza dalla sua parte: Ghedjemis lo punta con continuità, lasciandolo sul posto in più di un’occasione. La Reggiana, però, si salva. Così come lo stesso numero 3 granata nega il gol all'attaccante francese grazie a un intervento “kamikaze” che gli costa l’uscita in anticipo dal campo per un problema alla caviglia, che però non sembra preoccupare lo staff medico (dal 20’st Alessandro Tripaldelli 6: la sua parte la fa, scendendo spesso e volentieri sulla corsia mancina e scodellando alcuni cross che meriterebbero migliore seguito da parte degli attaccanti).

Natan Girma 4,5 - Sembra giocare con le ballerine su un campo che richiederebbe i cingolati per restare in piedi. Quando ha l’opportunità di calciare in porta, manca lo specchio (13’) o ritarda la giocata, anche se un paio di assist riesce comunque a smazzarli. Infastidisce l’atteggiamento generale con cui si muove per il rettangolo verde, forse condizionato anche da una collocazione tattica particolare impostagli da Dionigi. Si dirà: Girma è questo giocatore, prendere o lasciare. Ma per i mezzi tecnici di cui dispone, da lui ci si aspetta sempre molto di più negli ultimi venti metri (dal 30’st Mathis Lambourde 5: se si mette in discussione l’atteggiamento di Natan, quello del francese non è certamente migliore. È un classe 2006, ma forse proprio per questo ci si aspetterebbe più voglia di emergere, di lasciare un segno, anche come “sburla”. Invece, ancora una volta, passa inosservato).

Manolo Portanova 5,5 - Non si discute l’impegno e la dedizione alla causa di Highlander, ma questa volta incide meno negli episodi importanti che portano la firma dei giocatori granata. Si ricordano a malapena una conclusione centrale e una punizione finita alta. Come Girma, cambia raggio d'azione per cercare di arginare le folate giallazzurre ma così facendo perde di efficacia in avanti. Detto questo, non andrebbe mai tolto dal campo, probabilmente sacrificato per evitare di subire l’ammonizione che gli avrebbe fatto saltare la Juve Stabia (dal 35’st Kleis Bozhanaj 6: punta l'uomo, lo salta e se ha lo spazio per farlo, va anche al tiro. Merita qualche minuto in più, sembra avere sempre il colpo in canna).

Cedric Gondo 5,5 - Lavora una quantità di palloni esorbitante, risultando prezioso per il gioco generale della Reggiana, oltre a un paio di scorribande importanti a campo aperto nella trequarti ciociara. Tuttavia, ha sulla coscienza quel tiro al 12’st, quando vince un rimpallo con un difensore, entra in area e scarica un destro potente che non centra nemmeno lo specchio. E sulla ripartenza ciociara arriva la doccia fredda (dal 35’st Andrija Novakovich 6: pochi minuti, ma stavolta entra con la “faccia” giusta e quel colpo di testa sul traversone di Reinhart meritava miglior sorte).

Mister Davide Dionigi 6 - Schiera una Reggiana ordinata e con un atteggiamento positivo, capace di mostrare una buona faccia sul campo della capolista. Il miglior attacco del campionato costringe Rozzio e compagni a un primo tempo di grande sofferenza ma crea pericoli solo a sprazzi dalle parti di Seculin, mentre la Regia resta viva e competitiva fino alla fine. Il rammarico è per alcune situazioni offensive non sfruttate a dovere, che avrebbero potuto cambiare l’inerzia della gara. I segnali sono comunque incoraggianti in vista delle prossime uscite: non si butta via il bambino con l’acqua sporca. Qualche dubbio sui tempi dei cambi: forse Girma poteva essere richiamato prima in panchina e nel finale si poteva provare a lasciare Gondo in coppia con Novakovich, anche se l’ingresso di Bozhanaj a supporto dell’americano qualcosa ha comunque prodotto.


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