Il punto di vista

Contro il Fiorenzuola cosa non ha funzionato?

A centrocampo sarebbero tornate utili scelte diverse, davanti serviva Ponsat dall'inizio

Lorenzo Chierici
04.02.2019 18:30

La Reggiana non può più fare a meno di Alvitrez a centrocampo

Non era una partita da fallire. La prima considerazione che va fatta al termine della sfida fra Reggio Audace e Fiorenzuola è indubbiamente questa, anche perché, in questo modo, pur avendo mantenuto le distanze invariate dal Modena, abbiamo permesso alla fortissima Pergolettese, che a me la settimana scorsa ha fatto una grande impressione, di prendere il largo. Ora la rincorsa sarà ancora più ardua, ma la speranza è l'ultima a morire.

Visto che questa rubrica è di natura prettamente tattica, addentriamoci un po' nei meandri della partita, cercando di capire se fosse possibile o meno vincere la gara di ieri. Come si suol dire del senno di poi ne sono piene le fosse e infatti nessuno può dire che cambiando l'uno o l'altro giocatore il risultato finale sarebbe stato diverso, ma si possono fare però considerazioni che saranno più o meno condivisibili. Partiamo dalla scelta del portiere: Rossi ha giocato un'ottima gara e io stesso lo avrei confermato a pieni voti. Avanzando un po' niente da dire neppure sulla linea difensiva: Belfasti per me è insostituibile, anche se contro il Fiorenzuola magari ha spinto un po' meno del solito, così come lo è Masini, per forza e capacità di attaccare, oltre che di difendere; perfetti anche i due centrali, almeno finché in campo c'era Spanò. Non che Ungaro abbia fatto danni, ma il capitano, con tutto il rispetto, è un'altra cosa. Come ho scritto nelle pagelle di fine partita, il giovane centrale Cigagna per me è in costante crescita e quindi la sua conferma era sacrosanta. Stesso discorso, conferma sacrosanta, anche per il modulo tattico: il 4-3-1-2 a mio avviso è di gran lunga il modulo più adatto alle caratteristiche i questi giocatori, ad eccezione soltanto di quando dovesse rientrare Paolo Rozzio, che allora, con lui centrale e Cigagna e Spanò più esterni, potrebbe essere adottata una difesa a tre, magari con Belfasti pronto a pressare alto e dall'altra parte Masini o qualcuno ancor più offensivo di lui. Contro il Fiorenzuola, però, Paolo Rozzio non c'era, quindi il modulo era perfetto.

Il problema arriva ora: a centrocampo Cavagna è un buon giocatore, anche se non ha più di tanto illuminato, mentre, a mio modesto avviso, il migliore del centrocampo è stato indubbiamente il mancino Alvitrez, capace di dare soluzioni agli avanti e di rendersi pericoloso, non solo su calcio piazzato. Chi è sembrato un pesce fuor d'acqua è stato invece Staiti, che ha recuperato tanti palloni, facendo però fatica a livello di costruzione e di attacco degli spazi, uno dei suoi punti di forza quando è al top della forma. Ieri, il buon Staiti avrebbe potuto partire anche dalla panchina, visto che questa gara la si doveva vincere, inserendo magari al suo posto dal primo minuto Osuji, che ha corsa, dinamismo e maggiore capacità rispetto a Staiti di attaccare la profondità, ma sa anche andare a rincorrere gli avversari per mordergli le caviglie. Insomma, bisognava vincere ad ogni costo e un centrocampo più tecnico e più offensivo sarebbe stata una soluzione migliore. Andiamo avanti: in attacco, contro il Fiorenzuola, a sorpresa, al fianco del bomber Zamparo, assolutamente insostituibile malgrado i due gol mangiati, uno per tempo, c'era il giovane Dammacco, ancora un oggetto misterioso, un ragazzo dotato di buoni mezzi tecnici e di un fisico prestante, ma poco capace di incidere, almeno per ora, forse perché lontano dalla condizione migliore. Il problema è che il giovane fantasista è stato schierato nel ruolo di seconda punta, al posto di un Ponsat che si è presentato in ritiro con un po' di febbre, un giocatore che, influenza a parte, a me piace tantissimo, tant'è che mi ricorda il primo Paolo Rossi, non quello Mundial ovvamente, ma quello granata, che tra l'altro venne battezzato "Paolo" proprio in onore di Pablito, essendo nato nel 1982, ma questo non c'entra nulla. Ponsat, però, se fosse stato davvero così emaciato dalla febbre, non sarebbe neppure sceso in campo nel secondo tempo, quando invece, così come in altre gare, ha saputo dare più soluzioni ai centrocampisti granata, scaricato e gestito meglio il pallone di Dammacco, risultando, pur senza impensierire mai il portiere avversario, più incisivo.

A mio avviso, infatti, il tecnico, se vuole veramente cercare di fare il salto di categoria, non può rinunciare mai alla coppia Ponsat-Zamparo, anche se uno dei due ha una febbriciattola, anche perché, parliamoci chiaro: uno che corra a centrocampo e recuperi palloni alla fine lo si trova sempre, mentre uno che faccia gol difficilmente lo si estrae dal cilindro e Ponsat e Zamparo, assieme, hanno dimostrato di essere delle spine nei fianchi di ogni difesa. Quanto fossero veramente precarie le condizioni dell'ex Correggese non lo sapremo mai: io personalmente, se ho il mio miglior giocatore che mi dice "mister, ho ho un po' di febbre" e soprattutto non ho riserve all'altezza, se è in buone condizioni, lo mando in campo, poi magari lo tolgo dopo mezzora perché non ce la fa e gli consiglio una bella doccia calda per non rischiare di peggiorare la situazione. Dietro a loro due, comunque, tornando al ragionamento di prima come trequartista poteva essere utilizzato lo stesso Dammacco, che magari due partite nel suo ruolo naturale avrebbero potuto dargli maggiore fiducia e noi lo avremmo valutato certamente con meno severità, oppure avrebbe potuto ricoprire quel ruolo il giovane Pastore, che nel secondo tempo, quando è entrato, ha corso per dodici, cercando anche di trovare soluzioni interessante, pur non riuscendoci. Insomma, non avrò mai la riprova sul campo, ma a mio avviso, senza Staiti, con Osuji al suo posto e con Ponsat davanti la partita contro il Fiorenzuola avrebbe potuto avere un esito differente. Ma come ho detto prima, del senno di poi ne son piene le fosse.

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