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Carlini: «A San Benedetto per vincere, ma non dovremo avere fretta di attaccare»

«Non mi aspettavo un rendimento così positivo da centrocampista. Il nostro segreto? La forza del gruppo»

Gian Marco Regnani
08.02.2018 18:00

Nella stagione 2006/07 Massimiliano Carlini collezionò 29 presenze e 7 reti in Serie C1 con la maglia rossoblù della Sambenedettese e ora dopo undici anni si appresta a fare ritorno da avversario allo stadio "Riviera delle Palme" con un ruolo diverso rispetto agli esordi della sua carriera.

«Non mi aspettavo di fare così bene da centrocampista perché la fase difensiva non era il mio forte - ha ammesso il calciatore classe '86 nativo di Terracina in conferenza stampa - L'anno scorso per una serie di circostanze mister Menichini mi chiese di ricoprire quel ruolo e ancora oggi mi sto trovando bene: gioco di più la palla, sono al centro dell'azione e poi ho imparato a difendere meglio».

Durante la sosta hai trascorso diverso tempo a riposo, ora invece come stai?
«Nella gara contro il Ravenna dello scorso novembre accusai una distorisione alla caviglia destra che comportò un leggero stiramento muscolare. Da lì in poi ho cominciato a correre male ma ho stretto i denti e con l'aiuto degli antidolorifici ho giocato fino al termine del 2017. Nella pausa invernale ho fatto qualche settimana in più di terapie d'accordo con la società e ora ho ripreso regolarmente ad allenarmi assieme ai miei compagni».

Nel mese di sosta è arrivato anche il matrimonio...
«Quello era già programmato da tempo. È stata una delle emozioni più belle della mia vita».

Oltre ad una crescita generale del gioco messo in mostra dalla squadra, c'è stata anche una crescita dell'affiatamento nello spogliatoio?
«In tutte le squadre dove sono stato, quando le cose non andavano bene all'esterno passava il messaggio che ci fosse un problema interno alla squadra, invece noi siamo sempre stati un gruppo bellissimo senza grossi problemi con nessuno. Abbiamo attraversato un periodo dove non riuscivamo ad esprimerci bene come facciamo ora, giocando palla a terra sin dal portiere e puntando tutto sul piano tecnico».

La sfida a distanza col Padova è appunto giocata su queste differenze: loro sono molto fisici, voi fate la differenza con il gioco e la tecnica...
«La maggior parte delle squadre di questo girone sono più strutturate della nostra: se dovessimo battagliare tutte le volte usciremmo sconfitti quasi sempre ma sul piano tecnico, come ampiamente dimostrato a Padova in casa della capolista, possiamo mettere in difficoltà chiunque pertanto dobbiamo continuare su questa strada».

Siete un esempio unico in tutto il girone e forse in tutta la Serie C...
«Sì, però se sbagliamo un passaggio o salta qualche meccanismo c'è sempre il rischio di subire azioni pericolose degli avversari. Da parte nostra c'è grande fiducia in tutti i compagni e nei nostri mezzi: anche i più giovani come Crocchianti giocano palla a terra con grande personalità, sintomo che stiamo crescendo partita dopo partita».

Ti aspettavi che Crocchianti potesse diventare la rivelazione della stagione?
«Le sue prestazioni mi hanno sorpreso molto, l'ho citato come esempio perché è uno dei più giovani ma tutta la linea difensiva, da Panizzi a Lombardo, sta facendo molto bene. Proprio Lombardo è uno che si allena sempre al massimo e quando è chiamato in causa si fa trovare pronto come in occasione del gol segnato al Fano che ci ha permesso di iniziare la scalata alla classifica».

Pensi che la difesa, come dimostrano i soli 16 gol subiti, sia il reparto più forte della Reggiana?
«Faccio fatica a rispondere. Secondo me siamo tutti competitivi, anche presi singolarmente non riesco a trovare squadre con una rosa più forte della nostra».

Sabato affronterete la Sambenedettese: la linea di centrocampo dei marchigiani è il loro punto di forza e voi avete sempre faticato contro avversari con quelle caratteristiche...
«Stiamo provando in allenamento diverse soluzioni per cercare di riuscire a superare le loro linee di pressing. I rossoblù si compattano molto nella propria metà campo e sfruttano ogni errore avversario per ripartire in velocità. Secondo me assisteremo ad una partita come quelle in casa contro Triestina e Renate che ci aspettavano strette: non dovremo avere la foga di arrivare subito al tiro ma dovremo far girare la palla il più possibile e colpire al momento giusto».

Si scende in riva all'Adriatico per vincere o andrebbe bene anche un pareggio?
«Ogni partita va giocata per i tre punti, ma se ci si rende conto durante i 90 minuti che vincere non è possibile allora anche un pareggio può andare bene».

Sei stato premiato dai nostri lettori come migliore in campo nel match col Renate e non è stata la prima volta: come vivi il rapporto con la tifoseria?
«Mi fa molto piacere e li ringrazio. Con i tifosi ho un ottimo rapporto, fa piacere quando si viene apprezzati dalla gente: se un giocatore si sente appagato dal lavoro che fa, riesce sempre a dare un qualcosa in più sul rettangolo verde».

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