Il punto di vista

L'analisi tattica - Troppi errori in fase di non possesso, anche Menichini dietro la lavagna

Analizziamo gli errori che hanno portato i granata al secondo k.o. in quattro partite

Lorenzo Chierici
26.09.2017 13:00

Dire che la Reggiana che ha affrontato il Renate non mi sia piaciuta rasenta l’eufemismo, ma di peggio non posso dire. Questa volta non mi sono piaciute neppure alcune scelte dell’amico Leonardo Menichini. La gara di domenica dei granata contro la squadra dell’ex Roberto Cevoli è stata una partita nella quale la Reggiana ha commesso davvero troppi errori in fase di possesso palla, così come ne ha commessi altrettanti, se non di più in fase di non possesso.

Basti pensare al gol partita: sul rinvio di testa da parte del giovane Crocchianti, un giocatore del Renate riceve la sfera, l’appoggia a Lunetta sul quale escono sia Crocchianti che Spanò, quando sarebbe dovuto uscire solo Crocchianti, con Spanò fermo un metro e mezzo dietro per arginare l’eventuale dribbling del giocatore, o il passaggio, che poi c’è stato, su Palma. Sullo stesso Palma, coi due centrali fuori, ripiega ovviamente il povero Panizzi, che, ovviamente, per chi non ha osservato bene l’azione, si prende pure le colpe del gol, quando l’errore più grave è stato di Spanò. Panizzi, arrivando da sinistra, cerca di tagliare in diagonale davanti a Lunetta, in scivolata, ma il giocatore del Renate è bravo a difendere la propria posizione col corpo, per poi segnare di piatto sinistra ossia col piede più lontano all’intervento di Panizzi, che infatti non c’è arrivato. A parte questo la difesa ha bucato anche in altre occasioni, come la voragine lasciata per il colpo di testa di Piscopo, poco prima del gol. Stesso discorso in altre occasioni del secondo tempo, sia con giocatori che non hanno aggredito i portatori di palla avversari, vedi il tiro di Piscopo ad inizio ripresa, quando, da sinistra, avanza palla al piede con Ghiringhelli che arretra e arretra fino ad entrare nella propria area, senza mai attaccare il portatore, forse confuso anche da Spanò che, non vedendo il compagno attaccare l’avversario ha cercato giustamente di chiudere il tiro: sta di fatto che si è creato un buco tale da permettere a Piscopo di mettersi a posto il pallone sul destro e cercare il secondo palo, dove Facchin, impeccabile a mio avviso, è arrivato con sicurezza. Con l’ingresso di Rozzio, la Reggiana ha rischiato di meno e infatti non capisco perché Menichini non lo abbia fatto giocare dal primo minuto.

Anche in attacco le cose non sono andate bene e i problemi sono i soliti: Altinier non vede la porta, pur avendola vista per tutta la vita e Napoli non è il giocatore che ci si aspettava. In questo caso sono d’accordo con Menichini ad aver lanciato dal primo minuto l’ex esterno del Renate in una partita dove la motivazione poteva fare la differenza, che purtroppo non c’è stata. Sono certo che al prossimo appuntamento dei granata Napoli tornerà a sedersi di nuovo in panchina, mentre Rosso, che ha dimostrato tempismo, senso tattico, voglia, cattiveria agonistica e velocità, tornerà titolare dal primo minuto. Tornando ad Altinier io non riesco a capire cosa possa avere quel ragazzo, anche perché, in tutta franchezza, domenica di palloni giocabili ne ha avuti. Si è infatti mangiato un gol nel primo tempo, ma ci può stare; non ci possono stare invece i due errori nel secondo, il primo di testa, tutto solo davanti al portiere, quando c’era solo da infilare la palla sul primo palo, su corner di Genevier e poco dopo, quando da una palla laterale la sfera gli rimbalza quasi addosso a un centimetro dalla porta. Era distratto? Va beh, non scherziamo: è come se un macellaio fosse distratto col coltello in mano mentre affetta della carne… Altinier non si farà del male, mentre il macellaio sì, ma di certo, con un centravanti non attento su quei palloni, la Reggiana farà fatica a vincere.

Insomma, la coperta, se non è corta, visto che abbiamo recuperato un po’ tutti, non ha comunque una gran qualità e la Reggiana, così facendo, con l’inverno alle porte, rischia di prendersi brutti raffreddori difficili da guarire.

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