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Il pagellone di fine stagione | Difesa

Gian Marco Regnani
19.06.2017 13:06

Il reparto arretrato della Reggiana ancora una volta è stato uno dei punti di forza della formazione granata nella stagione da poco conclusa, con 50 gol subiti in 48 partite (coppe e playoff compresi, 36 solo in campionato). La conferma di Spanò e Sabotic assieme all'arrivo di due atleti di spessore come Rozzio e Trevisan ha fatto sì che il pacchetto di centrali fosse tra i più completi in circolazione, mentre la batteria degli esterni non ha garantito lo stesso rendimento.

(Qui la seconda parte, il centrocampo)


PERILLI (34 presenze, 3090 minuti giocati, 38 gol subiti) L'inizio di stagione sembra di buon auspicio, sugli alti livelli del campionato precedente, ma con il passare delle partite emergono i suoi difetti e le sue insicurezze sulle palle alte e in uscita che non giovano all'intero reparto e costano caro (vedi Bolzano). Dopo la lunga pausa per l'infortunio alla schiena, riprende il posto da titolare ma denota gli stessi problemi come il fatale errore nel derby di Parma. Dal secondo turno dei playoff perde definitivamente il posto da titolare, esclusa la gara di Livorno. VOTO 5,5

NARDUZZO (14 presenze, 1275 minuti giocati, 12 gol subiti) Pescato tra gli svincolati di Coverciano dal ds Grammatica, matura all'ombra di Perilli e nel finale di campionato, complice l'infortunio del numero 1 granata, guadagna con merito la maglia da titolare che gli viene riconsegnata anche nella fase decisiva dei playoff. Non esente da difetti ma sicuro di sé e senza paura, può essere un punto di partenza per il futuro. VOTO 6,5

SPANÒ (34 presenze, 3099 minuti giocati) Con mister Colucci non è più la prima scelta al centro della difesa, ma quando è chiamato in causa si fa sempre trovare pronto anche da terzino destro, ruolo in cui è spesso dirottato negli ultimi mesi di campionato. Stecca poche gare, compresa purtroppo quella decisiva contro l'Alessandria dove è oscurato dalla classe di Gonzalez. Chiude la stagione con zero gol all'attivo per la prima volta in tre anni. VOTO 6,5

GHIRINGHELLI (35 presenze, 2912 minuti giocati, 2 gol, 3 assist) Grande corsa, abnegazione e spiccato senso della posizione sono le qualità che mette in mostra nella sua prima stagione in maglia granata. Spesso dirottato sulla fascia mancina, solamente dopo la partenza di Mogos torna stabilmente a calcare la corsia destra dove dimostra di essere tra i migliori terzini della categoria pennellando cross invitanti al centro dell'area. Nel finale di stagione gioca anche come mezzala e attaccante esterno con risultati alterni senza però sacrificare l'impegno. VOTO 7

ROZZIO (32 presenze, 2760 minuti giocati, 4 gol) Promosso in B come capitano del Pisa l'anno precedente, sceglie di rilanciarsi a Reggio Emilia e non a caso risulta il valore aggiunto di un pacchetto arretrato che per troppi anni ha deficitato in centimetri e chili. Padrone delle palle alte, fa valere tutta la sua intelligenzia tattica nel gioco aereo ed è spesso decisivo in zona gol. La rottura del menisco il 14 maggio lo costringe a satare le restanti gare dei playoff e priva i compagni di un importante punto di riferimento. VOTO 7,5

TREVISAN (24 presenze, 2003 minuti giocati) Scelto da Colucci come titolare al fianco di Rozzio, paga diversi infortuni e con l'arrivo di Menichini lo spazio a sua disposizione si riduce, ma la sua classe e l'esperienza tornano utili nei momenti di maggiore difficoltà. VOTO 6,5

SABOTIC (26 presenze, 1856 minuti giocati) Tra i quattro centrali è quello che trova meno spazio in tutto l'arco della stagione e forse proprio per questo motivo fatica più del previsto a trovare la giusta armonia con i compagni. Dopo l'infortunio di Rozzio ai playoff diventa il baluardo della difesa, peccato solo per quell'ammonizione di troppo che non gli permette di disputare la semifinale di Firenze con l'Alessandria. VOTO 6,5

MOGOS (20 presenze, 4 gol, 1689 minuti giocati) Con il suo strapotere fisico riesce a fare la differenza in terza serie (ricordate il gol da cineteca segnato al Teramo?) ma accusa alcune uscite a vuoto. Per alcuni comportamenti fuori dal campo a dicembre il suo rapporto con la tifoseria scema nel giro di poche settimane tanto che la società decide di cederlo all'Ascoli durante il mercato invernale. VOTO 6

CONTESSA (15 presenze, 1 gol, 1294 minuti giocati) Debutto più che positivo in maglia granata, ma da marzo in poi cala come il resto della squadra arrivando anche ad essere contestato da alcuni tifosi per un diverbio col pubblico poi risolto. Nei playoff il suo rendimento torna a salire, ma un problema muscolare gli fa saltare le Final Four. VOTO 6

GIRON (17 presenze, 1 gol, 1239 minuti giocati) Da incorniciare la rete che riapre il deby col Modena a settembre ma per il resto non riesce mai ad incidere e saluta i compagni a gennaio per cercare maggiori fortune (non arrivate) a Castellammare di Stabia. VOTO 5,5

PANIZZI (19 presenze, 1171 minuti giocati) Unico reggiano purosangue in rosa, nel girone d'andata colleziona pochissimi minuti tanto da lasciar presagire una sua partenza a gennaio invece nella seconda parte della stagione si ritaglia sempre più spazio conquistando la fiducia di Menichini per l'orgoglio e il coraggio che mette in campo affrontando avversari nettamente più forti ma uscendo spesso a testa alta dal confronto. VOTO 6

PEDRELLI (7 presenze, 416 minuti giocati) Il terzino di Fivizzano vince il poco ambito premio di "granata più sfortunato": una serie incredibile di infortuni a partire dal mese di luglio lo tiene lontano dal campo per più di tre quarti della stagione e di fatto nessuno tra tifosi ed addetti ai lavori è riuscito a comprendere il suo vero valore. N.G.*

*: non giudicabile

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