Di lui hanno detto che, con la maglia del Lecco, è stato tra i migliori portieri del girone A di Serie C. Per questo motivo, assieme a Sorzi, Jacopo Furlan rappresenta una vera garanzia per la porta della Reggiana della prossima stagione. Al termine della prima uscita stagionale con il Castelnovo Capitale, il portiere classe 1993 ha rilasciato la sua prima intervista in granata.


Jacopo, quando sei stato contattato dalla Reggiana?
«Praticamente a inizio mercato. C’è stato un interessamento che si è evoluto e io sono molto contento di essere qua».

Cosa significa la Reggiana per la tua carriera?
«Per me è un punto di arrivo (ha 33 anni, ndr). È sempre stata una piazza ambita, quando ci giocavo contro avevo questa bella sensazione, questa speranza che un giorno sarei finito qui a Reggio».

Descrivi ai tifosi le tue caratteristiche e i tuoi punti di forza?
«Sono un piede destro e se richiesto dal mister non mi tiro indietro dal giocare con i piedi. Il resto lo lascio scoprire e giudicare a voi…».

Sei un portiere che urla tanto alla difesa per dare indicazioni?
«Sì, a volte anche troppo. Forse qualcuno non sarà contento, ma fa parte del mio ruolo e del mio modo di interpretarlo».

Due stagioni tra i migliori portieri della Serie C… Non male come biglietto da visita.
«Son stati anni molto positivi, anni speciali: a Lecco ho lasciato un pezzo del mio cuore. Non è stato facile lasciare quella piazza, mi sarei mosso, come ho fatto, solo per un club come la Reggiana».

Qual è stato il primo impatto con il centro sportivo di Reggio e questo nuovo Toano Sport Park?
«È tutto organizzato alla perfezione. Sono molto contento del lato campi e, come dice il presidente Salerno, a noi non resta che provare a vincere. Non c’è altro da aggiungere».

La burrasca dirigenziale di questi giorni non sarà la prima che hai vissuto nella tua carriera. Riesci a isolarti da queste situazioni extra campo?
«Sono l’ultimo arrivato e non voglio insegnare nulla a nessuno. Per la mia esperienza, so che va messa da parte la passata stagione con tutte le scorie che una retrocessione lascia in eredità. Se tutte le componenti riescono a compattarsi, possono succedere cose molto belle. E intendo anche la stampa, che fa parte tanto quanto noi dell’ambiente Reggiana. C’è da trovare subito una sinergia importante».

Lecco piazza importante con un bel tifo. Nella prima uscita a Toano però hai assaggiato il calore della piazza granata…
«Certamente, era quello che mi aspettavo e non devo io presentare la tifoseria di Reggio Emilia».

Esiste un dualismo con Sorzi?
«Parlare di dualismo è prematuro. Ci stiamo allenando forte, mi trovo molto bene con lui come persona e quindi l’impatto è positivo».

Il mercato sempre aperto incide nel gruppo? Se ne parla nello spogliatoio?
«Sinceramente, io sto facendo tanta fatica in questo ritiro che pensare al mercato sarebbe deleterio (ride, ndr). Noi pensiamo a fare quello che ci chiede l’allenatore, poi son sicuro che verrà allestita una squadra di prima fascia».

Come si vince un campionato di Serie C?
«Serve un gruppo sano, dei valori importanti e la compattezza dell’ambiente. Serve anche positività».

Ci saranno dei momenti difficili…
«L’esperienza serve anche per questo, per gestire queste situazioni e saltarci fuori come squadra».

Che consigli dai ai più giovani che si affacciano per la prima volta in ritiro con una prima squadra?
«Rispetto a quando ho iniziato io, i tempi sono un po’ cambiati. Posso solo dire di concentrarsi sul campo e pensare poco al resto, tanto quello che determina è il rettangolo verde».

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