Reggiana, i nodi da sciogliere sono almeno tre: dipendenza da Šipoš, continuità e fattore campo
I granata hanno segnato 12 reti, ma ben 7 portano la firma del centravanti croato. Nel confronto con le altre prime sei in classifica è necessario migliorare anche il rendimento interno e la continuità realizzativa nella ripresa.

Il sesto posto dopo otto partite e mezzo, considerando che la sfida con il Pineto si completerà martedì 20 ottobre, racconta di una Reggiana ancora in piena corsa per le posizioni playoff e per il podio, ma il primo posto che vale l'accesso diretto in Serie B per il momento è un discorso da accantonare e magari riprendere quando eventualmente lo Spezia commetterà i suoi primi passi falsi. La squadra di Tesser ora è chiamata a reagire dopo le sconfitte contro Perugia e Spezia e il parziale negativo maturato nella gara con gli abruzzesi. Il confronto con le altre cinque squadre che compongono il primo sestetto della graduatoria mette in evidenza alcuni aspetti sui quali i granata dovranno lavorare: la necessità di ampliare il numero dei marcatori, una maggiore continuità realizzativa e un miglior sfruttamento del fattore campo.
La situazione del reparto offensivo granata
Il fatto che la Reggiana sia praticamente Leon Šipoš dipendente, e le sette reti messe a segno sinora sulle dodici complessive lo fotografa in modo nitido, non sta a significare però che la macchina da gol e punti del navigato Attilio Tesser non stia avendo una buona catena di produzione. I dodici gol fin qui segnati la pongono infatti al terzo posto tra le prime sei della pattuglia dopo Spezia e Grosseto andate a bersaglio diciassette volte, dopo il Ravenna con sedici e prima di Livorno e Torres con undici. Il che porta dritto a una constatazione: se con soli quattro marcatori sinora capaci di colpire - oltra al bomber croato sono andati a segno Portanova, Bonetti e Battistini - il reparto offensivo granata punge in modo così consistente, qualora la famiglia dei marcatori riuscisse ad allargarsi, magari anche al centrocampo, potrebbe fare ancora più male alle contendenti. Se malauguratamente Šipoš dovesse fermarsi, si pone la necessità di chi sappia, se non eguagliarlo, almeno avvicinarlo numericamente in termine di potenziale realizzativo. Il pensiero va ovviamente a Thomas Henry, ma l'inserimento in gruppo del francese atteso per fine mese sarà graduale. Lecito aspettarsi qualcosa, ma non troppo, dal giovane Edoardo Cavaliere fresco di prolungamento al 2028. Dipendere da un solo giocatore per la propria capacità di spingerla oltre la linea bianca degli avversari è sempre un'arma a doppio taglio: se il calciatore non subisce infortuni o squalifiche, è un magnum gaudium persistente, se invece vi è qualche imprevisto può diventare pericoloso. E le avversarie, Spezia in testa, hanno dimostrato sin qui di non voler concedere nemmeno mezzo sconto.
Il reparto offensivo delle altre
Lo Spezia e il Grosseto sono al momento le compagini con il pungiglione maggiormente affilato. Entrambe possono contare su una famiglia di otto marcatori, cinque in più di quanti ne abbia saputi esprimere la Reggiana sinora. In casa della capolista Spezia non vi è un elemento da cui vi sia una dipendenza molto forte sul piano realizzativo con un'operazione di cecchinaggio distribuita soprattutto tra l'ex granata Mazzocchi con cinque reti, Bright con tre, Cardinali e Cazzadori con due. Il Grosseto non dispone di un vero e proprio goleador dal momento che Gori e Fabri condividono tre reti a testa, meno della metà di quelle realizzate da Šipoš. I due gol di Fiorini e Gaddini e i gol singoli di altri sette giocatori hanno però consentito ai toscani di darsi continuità realizzativa anche quando le due lampadine dei marcatori principali restano spente. Situazione un po' simile al Grosseto alberga, sul piano dell'assolo realizzativo, in casa Ravenna dove l'ex Cittadella Rabbi comanda con sei reti e chi viene dopo di lui è Tenkorang con tre. Differentemente dai granata, però, anche in questo caso le marcature sono spalmate su nove giocatori e questo va a garantire una pluralità di potenziali cecchini in grado di arginare eventuali situazioni spiacevoli di sosta forzata per qualche giocatore. Discorso a parte meritano Livorno e Torres. I labronici e i sardi sono i meno prolifici del sestetto di testa con undici reti. I toscani possono però, al pari delle altre squadre esaminate, su una famiglia di otto marcatori. La situazione della Torres è invece più vicina a quella della Reggiana perché il tabellino dei marcatori ha sinora visto giganteggiare il nome di Di Stefano con sei reti e dopo di lui ci sono Scotto, Berto e Carboni. Il totale è quattro: significa che anche i sardi devono cercare di allargare la famiglia realizzativa per tamponare un'eventuale defezione di Di Stefano.
Sfida a tre tra i marcatori
Dopo nove giornate Šipoš è ancora il capocannoniere del girone B con i suoi sette centri e tiene in fila Rabbi e Di Stefano, ambedue con sei reti. A cinque vi è Mazzocchi. È chiaro che la vitalità persistente di questi marcatori avrà un peso determinante, ancorché non esclusivo, nel decidere le sorti del campionato e nello scolpire nella pietra le gerarchie di classifica.
La situazione del reparto difensivo granata
Sul piano difensivo, la Reggiana è adesso terza con le sue sette reti subite, tre in più dello Spezia e due in più del Ravenna, il che dà conto di una discreta tenuta del reparto arretrato che esigerebbe però di proteggersi in modo più marcato, come testimoniato dall'unico clean sheet in nove partite.
I reparti difensivi delle altre
A pagare maggiormente dazio sono Livorno e Torres che non soltanto sono quelle meno pungenti sul piano offensivo, ma anche le più perforate tra le prime sei. Per entrambe le reti subite ammontano a dieci. Dato che la Reggiana, rispetto a loro, segna di più e prende meno gol, la corsa diventa innanzitutto su di loro per cercare di ascendere ancora di qualche gradino. Certo, sinora lo Spezia sembra pressoché inossidabile con i suoi diciassette centri e le sole quattro reti subite, ma il campionato ha ancora parecchie giornate da mandare in archivio e quindi tutto risulta ridefinibile.
Un fattore campo da sfruttare meglio
Delle prime sei, la Reggiana condivide con il Grosseto il primato non positivo di essere la squadra ad avere meno sfruttato il fattore campo a scopo di vittoria. Come i toscani, gli uomini di Tesser al “Città del Tricolore” hanno lasciato a secco le avversarie in due occasioni su quattro. Meglio hanno fatto Spezia, Ravenna, e Torres capaci tutte di assicurarsi quattro vittorie sul campo amico così come il Livorno. E uno dei fattori chiave volto a orientare il destino del campionato sarà anche la capacità di saper regalare lacrime agli antagonisti a favore di pubblico.
Il rendimento tra primo e secondo tempo
Come Grosseto e Livorno, la Reggiana prova a mettere le cose in chiaro sul piano delle marcature soprattutto nella prima frazione. I toscani lo fanno in dieci casi, il sodalizio di Tesser in nove. Mentre i toscani sono però in grado di pungere anche nella ripresa con sette reti all'attivo, la Reggiana, nei secondi quarantacinque minuti, sembra fare più fatica avendo sinora mandato a referto soltanto tre reti. Continuità nel cercare la rete urge, quindi. Lo Spezia “cecchina” più nella fase discendente della gara con dieci reti contro le sette dei primi quarantacinque minuti, stesso discorso per la Torres il cui dato di cinque gol nella prima frazione contro sei della seconda grosso modo si equivale. La sola a ripartire equamente tra primo e secondo tempo le reti è il Ravenna con otto per frazione. Ed ecco servito il terzo fattore chiave che regna nell'astuccio delle matite per disegnare il volto della classifica, la capacità di conservare la tensione realizzativa finché l'arbitro non mette in bocca il fischietto per farlo vibrare tre volte.
Cosa potrebbe servire alla Reggiana
Ampliare il numero dei marcatori, migliorare il rendimento casalingo e garantire maggiore continuità realizzativa tra primo e secondo tempo sono gli aspetti più evidenti sui quali la Reggiana può lavorare per consolidare le proprie ambizioni. Proprio perché la squadra granata ha il potenziale per potersela giocare ai più alti livelli e quindi di poter aspirare al ritorno in cadetteria, questi particolari diventano determinanti. La parola passa adesso alla sfida interna di sabato con la Torres e al successivo completamento della gara con il Pineto: due match ravvicinati preziosi anche per cercare di tenersi a debita distanza in prima battuta Guidonia e Perugia, che attualmente inseguono a un solo punto, e in seconda battuta lasciare un solco da Campobasso e Pescara che premono a -2.


