Le pagelle di Reggiana-Latina. Šipoš incontenibile, Jónsson ricama un altro assist
Difesa solida e primo clean sheet per Furlan. Battistini e Bonetti comandano dietro, Tripaldelli cresce alla distanza. Cavion non pervenuto, Vallarelli dà equilibrio in mezzo. Girma e Portanova faticano a incidere, Basili e Rover ok dalla panchina.
Dopo il pareggio di Guidonia e il successo di Pesaro, la Reggiana di mister Tesser chiude il tour de force con altri tre punti e lo fa davanti al proprio pubblico contro il Latina. Gara sofferta quella dei granata, che faticano soprattutto nel primo tempo contro una squadra aggressiva e ben organizzata, ma nella ripresa trovano il gol vittoria con il solito Šipoš, bravo a sfruttare un corner battuto dalla destra. Sugli scudi, oltre al bomber croato, Battistini e Bonetti, protagonisti di una prova solida al centro della difesa, e lo stesso Jónsson, ancora una volta tra i più continui. Positivo l'impatto dalla panchina di Basili e Rover, mentre Furlan si fa trovare pronto nel finale con la parata che conserva il primo clean sheet stagionale. Più in ombra Girma, così come Portanova, autori entrambi di una prova al di sotto delle loro possibilità.
Jacopo Furlan 6,5 - Il portierone granata viene sollecitato a più riprese nelle uscite sulle palle alte e lui risponde presente, anche se con qualche brivido. Una sola parata salva-risultato, quella nel finale su Ercolano, che devia sopra la traversa. La prima porta inviolata della stagione non si scorda mai.
Lorenzo Libutti 6 - Timoroso e costantemente proiettato… all’indietro per tutto il primo tempo. Nella ripresa cambia la “scheda madre” del computer e dimentica di avere una fasciatura in testa per preservare i punti sulla tempia. Risultato? Tanti interventi aerei e contrasti vinti. Se riuscisse anche a spingere e a fare qualche cross…
Matteo Battistini 7 - Il “gemello” in frac della coppia di centrali, si permette uscite eleganti dalla zona difensiva e sugli attacchi ospiti non sbaglia nulla. In avanti fornisce un assist perfetto a Šipoš, in apertura di ripresa, che il croato gira al volo di poco fuori dallo specchio.
Simone Bonetti 7 - Il “gemello” in tuta blu, quello che bada al sodo, che porta a casa la pagnotta infischiandosene di apparire bello. Pare che il modo di dire “Olga sparècia” l’abbiano inventato guardando Simone spazzare l’area granata. Nella seconda parte del match viene bombardato di cross che lui respinge in maniera irreprensibile.
Alessandro Tripaldelli 6,5 - Primo tempo di grande sofferenza, con Tomaselli costantemente in attacco su di lui. Esce alla distanza, sbuffando meno in difesa, ringhiando forte sugli avversari e trovando anche respiro in attacco con qualche bella sgroppata, non sempre assecondata dai compagni di squadra.
Michele Cavion 5 - Torna titolare dopo l’1-1 di Guidonia, con la differenza che va in difficoltà per l’intensità e il modo di giocare del Latina. Manca lo specchio della porta dopo tre minuti, servito in profondità da Šipoš, nell'occasione più ghiotta del primo tempo (dal 1’st Damiano Basili 6,5: siamo sulla strada giusta. Entra con l’atteggiamento giusto, sfruttando il fisico e interpretando il ruolo come lo desidera mister Tesser. Seconda prova convincente dopo Pesaro, anche se nel finale un paio di palloni persi gridano vendetta).
Kristofer Jónsson 7 - Mai più senza. E infatti Tesser gli “regala” la terza partita da 90 minuti che l’islandese gioca con diligenza e ordine. Ma quando serve sa “picchiare”, ma anche disegnare, come in occasione del calcio d’angolo, battuto con il contagiri dal suo piede destro, che bomber Šipoš trasforma nel gol vittoria. È il secondo passaggio vincente in una settimana, dopo quello ricamato a Pesaro per Portanova (dal 46’st Massimo Bertagnoli sv: di nuovo in campo dopo due settimane di stop).
Francesco Pio Vallarelli 6,5 - L’oggetto misterioso della passata stagione ha trovato la sua dimensione. In Serie C il centrocampista barese è addirittura prezioso per il modo in cui trasmette equilibrio alla squadra. Non si risparmia, correndo per tre in mezzo al campo. Stavolta non trova lo spazio per tirare (dal 43’st Lorenzo Crisetig sv: entra per provare a gestire meglio i palloni più scottanti).
Manolo Portanova 5,5 - Manolo “montagne russe” Portanova. Dal Guidonia al Latina, passando per la Vis Pesaro, si è visto un giocatore capace di vincerla da solo (mercoledì) a uno che, se non imbrocca la giornata giusta, tende a uscire dalla partita. Lui forse lo capisce e si mette a disposizione quanto meno per rincorrere chiunque. Più rigore che no l’intervento su di lui di Ercolano dopo appena 11 minuti (dal 43’st Danilo Quaranta sv: centimetri in più dietro per blindare il risultato).
Natan Girma 5,5 - Nulla da fare, nemmeno stavolta riesce a sbloccarsi. Partita complicata per il trequartista svizzero-eritreo, che per caratteristiche preferisce rientrare che attaccare la profondità, servire assist piuttosto che tirare e viene attenzionato costantemente, spesso in maniera fallosa, dai giocatori nerazzurri. Mette in area qualche bel pallone che i compagni non “capiscono”, ma nel primo tempo è praticamente l'unico in grado di costruire qualcosa (dal 12’st Matteo Rover 6: non fa nulla di indimenticabile, ma, per caratteristiche completamente diverse da quelle di Girma, svolta la partita allungando la squadra e dando la famosa profondità tanto invocata da Tesser. Basta e avanza).
Leon Šipoš 8 - Una conclusione nello specchio, un gol. Una sentenza. Che venga chiamato cigno, airone o leone poco cambia: il centravanti croato che adesso sta giocando per la Reggiana assomiglia tanto a un cecchino. Su calcio d’angolo battuto da Jónsson, incorna con prepotenza, sotto la Sud, il settimo sigillo di questo clamoroso inizio di stagione. Ci aveva provato anche di piede, mancando la mira. Anche in questo caso, basta e ne avanza parecchio.
Mister Attilio Tesser 6,5 - La formazione iniziale è figlia del triplo impegno settimanale. La squadra, però, fatica nella manovra anche per colpa di un Latina che viaggia ai 200 all’ora e gioca bene. Nella ripresa “vede” i cambi Basili e Rover, che danno la svolta al centrocampo e all’attacco granata, anche se l’ex Südtirol poteva essere inserito anche prima, ma, per non perdere Girma, il tecnico lo tiene forse in campo più del dovuto. Vittoria sofferta e di carattere, soprattutto nel finale, in cui la squadra non ha gestito il possesso come avrebbe voluto il suo allenatore.



