Le pagelle di Livorno-Reggiana. Portanova predica nel deserto, in mezzo e davanti manca la scintilla
Furlan non irreprensibile, Battistini sfortunato. Bonetti non demerita, Ponsi e Tripaldelli rimandati. Suarez impacciato, Jónsson almeno ci prova. Cavaliere sgomita, Šipoš fuori forma. Dalla panchina Girma illude in avvio, Bertagnoli sfiora il gol.
La Reggiana stecca il primo appuntamento ufficiale della stagione e saluta la Coppa Italia al “Picchi”, battuta 3-1 dal Livorno. Dopo un primo tempo complicato, chiuso sotto di una rete, i granata trovano il pareggio con Portanova, di gran lunga il migliore dei suoi, ma nella ripresa gli amaranto prendono il largo anche grazie alla sfortunata deviazione di Battistini e all'errore in fase di marcatura di Marcon. In una squadra ancora incompleta e con diversi giocatori arrivati da poco, si salvano soprattutto Bonetti, il più convincente della retroguardia, e Bertagnoli, positivo al suo ingresso. Da rivedere invece Ponsi, catapultato subito in campo dopo pochi giorni a Reggio, Suarez, ancora troppo timido in costruzione, e un centrocampo che fatica a sostenere la squadra. Il capitano predica nel deserto e prova a caricarsi la Reggiana sulle spalle, ma non basta per evitare una sconfitta meritata, seppur troppo larga nel punteggio.
Jacopo Furlan 5 - Sembra tuffarsi in ritardo sulla conclusione vincente di Bacciardi. Così come in occasione del tiro di Malotti deviato da Battistini che lo supera in pallonetto, ma pochi minuti prima aveva lamentato un fastidio muscolare, probabilmente gli manca la forza per raggiungere il pallone. Incolpevole sul terzo gol. Salvato dal palo nel primo tempo.
Fabio Ponsi 5 - A Reggio da nemmeno una settimana, Tesser lo getta nella mischia per necessità. Scoordinato nel (non) rinviare il tiro di Bacciardi che genera il vantaggio del Livorno. Solo un paio di cross respinti da Gentile e nulla più. Mawete lo tiene in pensiero tutta la partita. Non una prova memorabile.
Matteo Battistini 5,5 - Nel primo tempo, regge bene il confronto con Di Carmine, che resta un osso duro da marcare nonostante le 38 primavere. Ripresa faticosissima, con troppi palloni lasciati agli attaccanti labronici e pure tanta sfortuna nella deviazione su Malotti che chiama fuori causa Furlan.
Simone Bonetti 6 - Se la cava eccome nelle chiusure sugli attaccanti amaranto. Della retroguardia, è il difensore che convince di più. Fa male il pensiero che possa lasciare questa Reggiana per tornare in Serie B.
Alessandro Tripaldelli 5 - Sciupa un cross a inizio partita dopo una bella combinazione con Cavaliere. La sua partita praticamente finisce qui, perché davanti non combina più nulla e dietro, ne combina qualcuna di troppo. In difficoltà quando il Livorno attacca, ma è anche colpa di un centrocampo che non filtra (dal 35’st Lucas Marcon 5: il tempo di capire dove si trova e Mancini lo anticipa prepotentemente di testa, segnando il 3-1 che manda i titoli di coda al match).
Kristófer Jónsson 5,5 - Qualche buona intenzione che rimane tale, senza concretizzarsi. Nel finale di primo tempo spreca un cross al bacio di Ponsi, colpendo di testa centralmente. Nel secondo tempo passa in mezzo, lasciando a Bertagnoli le incursioni offensive. Gira a vuoto, sebbene sia quello che convince di più dei tre centrocampisti iniziali.
Martin Suarez 5 - Prestazione insufficiente per l’uruguaiano, all'esordio in maglia granata, troppo schiacciato in occasione del gol di Bacciardi. In fase di costruzione sembra nascondersi, tanto che Portanova scende spesso a centrocampo per far ripartire l’azione. Deve crescere (dal 13’st Massimo Bertagnoli 6: prima impegna Martinez con una conclusione da fuori, poi schiaccia troppo il destro sparando il pallone sopra la traversa. Ingresso più che positivo, peccato per la mira).
Francesco Pio Vallarelli 5 - Tanta corsa come suo solito, ma non crea pericoli né giocate per i compagni. Anzi, i pericoli talvolta li crea per la Reggiana. Ci prova dalla distanza sparando alto al 36’. Nel complesso impatto faticoso se non dannoso nell’economia della partita (dal 35’st Ousmane Banse sv).
Manolo Portanova 7 - Un gol da “vala a ciapèr, st’è boun”, il primo si spera di tanti in questa stagione. Per larghi tratti della partita, predica nel deserto del “Picchi”. Perché Manolo è un capitano vero, che dà l’esempio in campo, inseguendo tutti gli avversari con generosità, lottando su ogni pallone vagante, strappando per vie centrali e caricandosi la squadra sulle spalle. Dà tutto quello che ha. Serve però una Reggiana che assecondi maggiormente il suo capitano sul rettangolo verde.
Leon Šipoš 5 - Nel primo tempo sembra quasi spaesato. È probabilmente suo il colpo di testa che fa da sponda per la staffilata di Portanova, anche se qualche dubbio resta. Ma è tutto qui. Nella ripresa, l’ingresso in campo di Girma rinfranca il croato, ma l’impressione è che abbia le gambe imballate tutte le volte che viene chiamato in causa. Crescerà, diamogli fiducia e tempo (dal 41’st Samuel Ledain sv).
Edoardo Cavaliere 5,5 - Il nuovo “Mark Lenders” granata, al debutto tra i professionisti, mostra ancora una volta la faccia giusta: lotta e sgomita alla ricerca dello spazio giusto, ma capisce presto che il pane della Serie C è duro da mordere. Non conclude mai in porta, ma esce dal campo a testa alta dopo aver dato tutto (dal 13’st Natan Girma 5,5: un po’ di vivacità e fantasia al suo ingresso, con alcuni spunti per Šipoš che non ne approfitta. Poi il buio. I gol del Livorno nel secondo tempo spengono anche le sue iniziative).
Mister Attilio Tesser 5,5 - Senza Libutti, Rover e Basili, con un Bertagnoli non ancora al meglio e una squadra ancora da completare, le attenuanti non mancano di certo alla sua “creatura”. Inoltre, il motore del Livorno sembra avere più benzina e girare meglio quando accelera. Però, se per stessa ammissione del tecnico granata la gara di Coppa Italia è un passo indietro rispetto all’amichevole con l’Alcione, c’è da fidarsi. L’atteggiamento di alcuni giocatori granata, unito al fatto che gli avversari “ne hanno di più”, crea la miscela perfetta per una sconfitta meritata, forse troppo ampia nelle dimensioni. Ma l’atteggiamento non cala dal cielo, quindi qualche colpa il mister ce l’ha. Positive le osservazioni tattiche durante il cooling break, che spezzano il monologo labronico. Quando il mercato consegnerà i pezzi mancanti del puzzle, vedremo forse la vera Reggiana di Tesser.


