La Reggiana comincia il campionato con un pareggio per 1-1 contro il Ravenna, al termine di una gara che lascia qualche rimpianto ai granata. La squadra di Tesser gioca un ottimo primo tempo, trovando il vantaggio alla mezz'ora e creando le condizioni per chiudere la partita, ma nella ripresa il calo fisico favorisce il ritorno degli ospiti, che trovano il pareggio con a 4 minuti dal traguardo. Tra i più positivi c'è sicuramente Furlan, autore di una prestazione attenta e reattiva, oltre a Battistini, il migliore della retroguardia, e Jonsson, chiamato a sostituire Castagnetti e protagonista di un primo tempo di grande sostanza. Bene anche Bertagnoli, finché le gambe lo sorreggono, Vallarelli e soprattutto Portanova, ancora una volta uomo ovunque e trascinatore della squadra. Qualche difficoltà in più sulle fasce, con Ponsi e Tripaldelli meno incisivi, mentre Tesser deve fare i conti con una panchina non ancora all'altezza e con diverse assenze.


Jacopo Furlan 7 - Spazza via i tentativi di discredito dei soliti giudici della prima partita, che avevano messo in dubbio le sue qualità dopo la gara di Livorno. Prestazione attenta, reattivo sui cross del Ravenna e felino su Spini e Fischnaller in un paio di conclusioni ravvicinate. La traversa lo grazia sul colpo di testa di Zaro. Non può nulla sul gol del pareggio siglato da Spini.

Fabio Ponsi 5,5 - In avanti non si vede praticamente mai, mentre dietro fa una faticaccia a tenere quel “diavolo” di Matteo Maggio. Esce con qualche accenno di crampi, lasciando il posto a Bonetti sulla fascia destra (dal 16’st Andrea Papetti 6: schierato a sorpresa al centro della difesa, entra nel momento più “caldo”, quando gli ospiti spingono in maniera più decisa. Se la cava con mestiere e qualche brivido).

Matteo Battistini 7 - Il migliore della retroguardia. Spicca nei duelli aerei e nelle uscite in anticipo sugli avanti giallorossi. Fischnaller non si vede mai. Venturi gli nega in apertura, con un balzo decisivo, la gioia del gol, poi ci mette la punta del piede sulla conclusione di Portanova e contribuisce alla rete del vantaggio granata, attribuita però al capitano. Comunque un partitone, anche a livello di leadership.

Simone Bonetti 6,5 - Solido in difesa, ha il bel pregio di badare al sodo quando si trova in difficoltà, spazzando quando serve senza andarsi a infilare in situazioni più complicate. Nel secondo tempo, complice qualche problema fisico di Ponsi, viene dirottato a destra per contenere Maggio e tutto sommato non se la cava nemmeno male.

Alessandro Tripaldelli 5,5 - La buona volontà ce la mette tutta, ma paga pegno nel duello fisico con Da Pozzo, soprattutto in avanti, dove non riesce a rendersi pericoloso con traversoni per i compagni in area. Dietro traballa un po’.

Massimo Bertagnoli 6,5 - Lo si scriveva già l’anno scorso e quest’anno, in Serie C, va rimarcato con ancora più convinzione: quando lui è in campo e riesce a dare tutto, c’è una Reggiana; quando le gambe non lo reggono più e deve alzare bandiera bianca, ce n’è un’altra. Prezioso in entrambe le fasi del gioco. Una “stecca” da fuori nel primo tempo area accarezza il palo alla destra di Venturi (dal 33’st Martin Suarez sv).

Kristófer Jónsson 7 - È lui il prescelto a sostituire in mezzo al campo il “professore” Castagnetti. Nel primo tempo è forse il migliore della Reggiana, senza inventarsi giocate straordinarie, ma facendo la cosa giusta nel momento giusto: una chiusura, un appoggio, un raddoppio, una rincorsa e via discorrendo. Non è un regista propriamente detto, ma si cala perfettamente nel ruolo. Nel secondo tempo cala vistosamente il raggio d’azione e anche il serbatoio va in riserva. Comunque prezioso.

Francesco Pio Vallarelli 6,5 - Riscatta alla grande l’opaca prestazione di Livorno, con una prova altrettanto generosa ma con un numero decisamente inferiore di errori. Tanto sacrificio, il classico giocatore di lotta, senza governo: lo dimostrano quei due palloni calciati in Curva Sud sui quali il pubblico di Reggio è già pronto a esplodere. Cattiva la gestione e la comunicazione alla panchina del suo stato di salute. Ci stava il rigore, non assegnato nemmeno dopo l'intervento del FVS.

Manolo Portanova 7 - Lui sì, che è di lotta e di governo. Rientra, aiuta, raddoppia, ruba palla, riparte, brontola con tutti e poi, quando è il momento, piazza la zampata decisiva per il gol del vantaggio granata, attribuito a lui sugli sviluppi di un suo calcio di punizione. Chiede il cambio a sostituzioni terminate, inscenando un siparietto divertente con Tesser. La dedica del gol è tutta per il nonno Gerardo, scomparso in settimana.

Natan Girma 6,5 - È vero: fosse entrato in porta quel pallone, anziché centrare il palo e trovare la fortuita deviazione di Venturi, staremmo a commentare un 7 pieno. Invece il voto si abbassa, perché si intravedono le solite potenzialità per spaccare in due la partita, ma il più delle volte le intenzioni rimangono tali e qualche palla persa rischia di costare caro. Mezzo voto in più per qualche rincorsa agli avversari che, visto il tipo di giocatore, non era per nulla scontata. Forse è stata la sua ultima apparizione al “Città del Tricolore”, da calciatore granata (dal 24’st Damiano Basili sv: non incide).

Leon Šipoš 6 - Fa quello che ci si aspetta dal centravanti grande e grosso, cioè fare a sportellate con i difensori romagnoli. Zaro e Solini non sono esattamente due piccoletti, ma il croato è bravo ad aprire gli spazi per i compagni, che non ne approfittano. Complessivamente sufficiente: non gli arrivano troppi palloni giocabili in area.

Mister Attilio Tesser 6 - La spiegazione dello spostamento di Bonetti a destra e dell’ingresso di Papetti al centro, con lo stravolgimento della linea difensiva, non convince. Poi è vero, non ha determinato un peggioramento e Simone se l’è cavata molto bene anche sulla fascia. Qualche perplessità rimane anche sulla gestione dei cambi, tutti singoli e quindi con altre due sostituzioni regalate. C’è però da dire che la qualità e la profondità della panchina a disposizione del mister non erano straordinarie. Il tecnico gode infatti di alibi importanti, come l’assenza di un centrocampista e due attaccanti che devono arrivare dal mercato e i troppi acciacchi muscolari che hanno lasciato fuori Libutti e Rover, oltre a tenere a mezzo servizio Ponsi, Bertagnoli e altri. Anche l’assenza di Castagnetti ha scompaginato all'ultimo i piani di Tesser, bravo a scegliere dal 1’ Bertagnoli e non il più scontato Suarez, mettendo l’ottimo Jónsson in mezzo al campo. La sua Reggiana gioca il suo calcio e convince, ma presto il serbatoio si svuota e la squadra non ha cambi all’altezza per tenere alta la qualità.

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Gli highlights di Reggiana-Ravenna 1-1

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