Tesser: «Pineto avversario da rispettare. La Reggiana deve ripartire con l'atteggiamento giusto»
Il tecnico granata alla vigilia della sfida in Abruzzo: «Ai ragazzi ho detto che questa gara è più difficile di quella con lo Spezia. Dobbiamo invertire il trend. Crisetig e Portanova devono essere trascinatori. La formazione? Ho solo un dubbio...»
Dopo due sconfitte, è tempo di rialzare la testa in casa Reggiana. Alla vigilia del match di Pineto, mister Attilio Tesser fa il punto tra recuperi fisici, stato di forma e desiderio di riscatto della sua squadra. Con un rilancio dal punto di vista delle ambizioni.
Mister, la sconfitta con lo Spezia è stata metabolizzata?
«Abbiamo analizzato le cose positive e anche quelle negative, quindi spero che sia stata metabolizzata. L’abbiamo fatto con la consapevolezza che poi la squadra ha fatto il suo dovere. Un risultato positivo l’avremmo meritato».
Che settimana è stata?
«Una settimana relativamente corta, per le opportunità di lavorare insieme, però per fortuna non ci sono stati problemi fisici dalla partita precedente. Recuperiamo Jónsson, che oggi ha fatto il suo primo allenamento in gruppo. Per gli altri, i lungodegenti, ci vorrà del tempo. Con Henry ci avviciniamo ad un rientro in gruppo anche nella parte tecnica, oltre che in quella fisica».
Ci parla del Pineto? Un avversario da non sottovalutare…
«Ci mancherebbe che commettessimo questo errore. Anche squadre importanti, in tutti e tre i gironi, hanno fatto degli scivoloni contro avversarie meno blasonate. Veniamo da un periodo negativo sotto il punto di vista dei risultati, a maggior ragione non possiamo permetterci di sottovalutare nessuno. Ci sarà da combattere».
Come giocano i nostri avversari?
«Il Pineto è una squadra che in questi anni ha sempre fatto molto bene. Non è tanto conosciuta, ma ha messo in difficoltà tutti, giocando con grande intensità e con calciatori buoni dal punto di vista tecnico».
Gli abruzzesi hanno cambiato da poco allenatore (Alessandro Bruno, ndr).
«Il Pineto ha cambiato modo di giocare, così come aveva fatto col precedente allenatore. L’ultima partita col Guidonia ha fatto un 3-4-2-1, ma non abbiamo altri riferimenti. Su quello abbiamo lavorato principalmente».
Ha dubbi di formazione?
«Me ne porto dietro solo uno…».
Riguarda l’attacco?
«Ripeto, solo uno (Tesser sorride, ndr). Poi scegliete voi in quale zona del campo. Devo fare una valutazione tecnica».
Nel caso si trattasse della staffetta Rover-Girma, non c’è il caso che entrambi i giocatori possano perdere certezze?
«Non credo, perché una squadra è composta da 24 giocatori e tutti devono essere in grado di entrare o uscire dalla formazione titolare. Nella fattispecie, Girma ha giocato sei partite su otto da titolare, quindi l’80% delle partite non significa che ha fatto dentro e fuori, ma è una percentuale importante».
Si aspetta uno scatto dal punto di vista della personalità da parte della Reggiana?
«Il Pineto merita assoluto rispetto. Chiaramente però dobbiamo far valere le nostre qualità: veniamo da due partite molto diverse, con lo stesso risultato negativo, quindi dobbiamo cercare di invertire questo trend e arrivare più concentrati, cattivi e determinati che mai. Troveremo un ambiente così, noi dovremo essere bravi alla stessa maniera. Se sbaglieremo l’approccio, vorrà dire non avremo migliorato nulla. Io ai ragazzi ho detto che questa partita è più difficile di quella con lo Spezia, perché queste sono le gare più importanti, dove serve massima concentrazione e non sbagliare nulla».
Crisetig può essere quel giocatore di personalità a cui appellarsi in questo piccolo momento di difficoltà?
«Penso che sia il giocatore con maggiore personalità nel complesso. Innanzitutto come ruolo, perché lì in mezzo dirigi il gioco e Lorenzo adesso è in crescita. Ha fatto una buona partita con lo Spezia, finché ha tenuto. Spero e penso che stia guadagnando una condizione migliore, perché deve essere un giocatore importante per i ragazzi. Lui e Manolo Portanova sono i leader che devono condurre questa Reggiana, poi la squadra deve anche giocare».
Cosa dice un allenatore come Tesser a una squadra che si è staccata dal primo posto, a fronte di 30 partite ancora da giocare?
«Le opportunità ci sono e sono da portare a casa. Con la massima umiltà, dobbiamo essere consapevoli delle nostre qualità e ad ogni partita dare il meglio che possiamo. Il campionato è lungo, le problematiche le accusano un po’ tutti, chi prima chi dopo, ora che bisogna rincorrere dobbiamo sbagliare il meno possibile, ma non deve diventare mentalmente un problema, altrimenti si creano solo pressioni e tensioni, e non sempre sotto pressione si porta positività».
La Reggiana resta una squadra molto competitiva, anche se con diverse assenze…
«Noi l’abbiamo sempre pensato, ma dobbiamo dimostrarlo sul campo, in allenamento e in partita. Serve la giusta qualità e determinazione. La consapevolezza ce la deve dare questo inizio di stagione: Perugia a parte, ce la siamo giocata con tutti. Dovremo lottare con chiunque. Al di là dello Spezia, pur con due sconfitte consecutive siamo tutte attaccate ad inseguire. Però se è vero che nessuno ci ha detto di vincere il campionato, è pur vero anche il contrario: nessuno ci ha detto di non vincerlo. Ma questa cosa dobbiamo tenercela dentro di noi, conservarla come sogno e obiettivo. Se perdi delle partite, devi essere bravo a ribaltare la situazione e dare continuità in positivo».
Una battuta: qualche anno fa, col Modena, otto punti li recuperò alla Reggiana…
«Se è per questo, quando abbiamo vinto con la Cremonese ne abbiamo recuperati anche di più all’Alessandria. Ora è presto fare questo tipo di considerazioni. Quello che conta, adesso, è il valore della squadra, che deve dimostrare sul campo il suo potenziale e che crede in quello che fa e nel suo obiettivo».
In tutto questo, l’organico non è ancora al completo…
«Non me ne sono mai lamentato, tuttavia per essere una squadra importante abbiamo anche qualche giocatore che ci alza di status. Li aspettiamo, per misurare la Reggiana nel suo complesso. Giocatori come Castagnetti, sebbene Crisetig sia importante allo stesso modo, o Henry sono dei big. Ad oggi non li abbiamo mai avuti e sappiamo che possiamo salire ancora di livello. In assenza loro, dobbiamo essere competitivi e finora, tolta l'uscita di Perugia, l’abbiamo sempre dimostrato».
La Reggiana, come il Pineto, viene da due sconfitte consecutive: in casi come questo, è maggiore la voglia di tornare a vincere o la paura di perdere ancora?
«Spero la prima, con la consapevolezza che ci sarà da lottare duramente. Lo dico convintamente, perché quella negatività va lasciata fuori dalla porta, altrimenti il rendimento scende».


