La Reggiana porta via dal “Picco” tre punti di enorme valore al termine di una partita vissuta quasi interamente in trincea contro uno Spezia aggressivo, intenso e costantemente proiettato in avanti. Le pagelle raccontano una gara fatta di errori iniziali, riscatti immediati e scelte coraggiose: tra chi si prende sulle spalle la squadra nei momenti più delicati, chi sorprende per rendimento e personalità dopo settimane ai margini e chi, invece, fatica a stare dentro il ritmo di una sfida giocata a una sola porta. È una vittoria sporca, di sacrificio estremo, in cui brillano soprattutto attenzione difensiva, spirito di adattamento e capacità di soffrire insieme, mentre davanti basta un singolo lampo per decidere tutto. Non tutti convincono allo stesso modo, ma quasi tutti risultano utili alla causa: ed è forse questo il dato più significativo che emerge dai voti, fotografia fedele di una Reggiana che vince senza dominare, ma con una maturità sempre più evidente.


Alessandro Micai 7 - L’inizio è da brividi: non si intende con Reinhart regalando palla a Romano che però non inquadra lo specchio della porta. Archiviata la leggerezza, sale in cattedra con interventi puliti e un paio di parate salva risultato su Artistico (tiro da fuori area) e Valoti (colpo di testa ravvicinato). Aurelio, invece, manca il bersaglio da pochi passi. Un pezzo importante di vittoria è certamente suo.

Andrea Papetti 7 - Ma non doveva essere stanco? Eppure gioca una delle partite più attente e grintose da quando veste la maglia granata, lasciando poco spazio ad Artistico su tutto il fronte d’attacco. Vale un gol il salvataggio su Vlahovic dopo appena 9 secondi di partita, ma non è l'unica chiusura provvidenziale che porta a casa.

Mateus Lusuardi 5,5 - Viene gettato subito al centro della difesa, non appena si viene a sapere che capitan Rozzio deve alzare bandiera bianca per un problema gastrointestinale. Il fisico c’è tutto, la pulizia delle giocate e il ritmo partita sono ancora piuttosto lontani da un livello accettabile, a giudicare da un primo tempo iniziato malissimo. Fatica ad adattarsi, spende un giallo a fine primo tempo e viene sostituito nell’intervallo (dal 1’st Danilo Quaranta 6,5: dopo tante (giuste) critiche, l’ex difensore dell’Ascoli entra in campo come perno centrale della difesa. In quella posizione inusuale fa valere i centimetri e se la cava bene. Provvidenziale una sua respinta sul tiro di Artistico a un quarto d'ora dalla fine).

Simone Bonetti 6 - La premessa è una: se un difensore gioca semplice e non commette particolari errori, ha già portato a casa la “paga” giornaliera. E il centrale reggiano gioca così: appoggi semplici, sparecchiate potenti senza vergogna quando è necessario e tanta attenzione dietro. L’unica sbavatura la commette dimenticandosi di Aurelio sul finire di partita, ma l’ex Palermo si divora un gol fatto.

Matteo Rover 6,5 - Rubinacci gli concede il bis dal primo minuto, lui sembra avere gamba ed essere in fiducia, tanto che entra nell’azione che porta al gol vittoria di Novakovich recuperando palla sulla metà campo e servendo Girma in mezzo. Buone sgroppate sulla destra e una conclusione alta. Dietro tiene bene su Beruatto, scarabocchia di più con Aurelio e Bonfanti che scendono spesso dalla sua parte (dal 45’st Mario Sampirisi sv).

Massimo Bertagnoli 7 - Così, quando meno te l’aspetti, viene scelto a centrocampo per sopperire all’assenza per squalifica di Charlys e al forfait fisico di Belardinelli. Mancava da quel terrificante 2-1 di Pescara: da allora sono passati quasi due mesi e mezzo. Semplicemente perfetto fintanto che ha birra in corpo: corre tantissimo e con estrema lucidità, recuperando palloni su palloni e cercando anche la conclusione personale da lontano. Che dire se non bentornato Massimo! (dal 33’st Lorenzo Libutti 5,5: entra nel momento di massimo forcing offensivo spezzino, cerca invano di mettere una pezza alle scorribande di Aurelio e Bonfanti, finisce anche per regalare palla ai liguri, generando una punizione pericolosa).

Tobias Reinhart 6,5 - Sicuramente non è il suo miglior momento della stagione, anche per via di alcuni piccoli problemi fisici che l’argentino sta cercando di gestire durante la settimana. Ma la qualità che viene meno - a parte il lancio millimetrico per Portanova in avvio, da applausi - la scambia con tanta garra, intercettando linee di passaggio spezzine e vincendo tanti duelli, come quando affronta Beruatto soffiandogli il pallone e lanciando Rover in contropiede per il gol. 

Manolo Portanova 6 - Va ricordato che gioca con un problema al costato e che fuori dal campo è alle prese con questioni personali non di poco conto. Non disputa dunque una partita memorabile, ma quanto “ci dà” il capitano di giornata? Pericoloso al 15' con un tiro di sinistro che trova solo la parte alta della rete, poi viene fermato due volte dalla bandierina del fuorigioco in area ligure (dal 33’st Francesco Pio Vallarelli 6: gambe e polmoni nel finale in apnea di partita).

Alessandro Tripaldelli 6,5 - Unico superstite sulla fascia sinistra, il tanto vituperato “Trippa” fa capire quanto ancora abbia da dare al calcio italiano, applicandosi allo sfinimento soprattutto nella fase difensiva. Se davanti l’apporto è quasi nullo, dietro “morde” tutte le caviglie, specie quelle di Sernicola. Attento sui traversoni spezzini, disturba quanto basta Valoti in occasione dell’alzata sopra la traversa d’istinto di Micai.

Natan Girma 7 - La cosa più bella non è vederlo rischiare la giocata, fare il tacco-punta o servire il meglio piazzato Novakovich in occasione del vantaggio granata, rinunciando così alla gioia personale. No, quello che fa strabuzzare gli occhi e spalancare la bocca è la gestualità da non più solo leader tecnico della squadra, ma anche guida per i compagni che sbagliano, con continui richiami ad una maggiore attenzione, ad una corsa in più e a rimanere sempre concentrati, dando per primo l’esempio rientrando a centrocampo. Nella ripresa cala, perché si gioca a una sola area di rigore. 

Andrija Novakovich 7 - No convincono le sue conclusioni “lofie” nel riscaldamento prepartita, ma quando ha la palla buona, servito da Girma, non si fa pregare e scaraventa col mancino un pallone pieno di rabbia e voglia di tornare al gol dopo quel 1° novembre, giorno della doppietta all’Avellino. Il 4° centro stagionale, stavolta, vale tre, pesantissimi punti. Cala vistosamente col passare dei minuti (dal 20’st Cedric Gondo 5,5: dal suo ingresso ci si aspettava qualcosa in più, fatica anche a tenere alto il pallone quando il canovaccio vuole lo Spezia parcheggiato costantemente nella metà campo granata).

Mister Lorenzo Rubinacci 7 - Il primo segnale, di coraggio, consegnato alla squadra, è rappresentato dalla scelta di schierare Rover invece di più scontato Libutti sulla fascia destra. La seconda è ripescare il redivivo Bertagnoli in mezzo al campo, che dopo 68 giorni e un noioso problema fisico che sembra alle spalle, gli ripaga la fiducia con la migliore prestazione da quando veste il granata. Dietro, il forfait di Rozzio a causa di un problema gastrointestinale si aggiunge alla gestione di un affaticamento muscolare di Vicari, così lancia dal 1’ Lusuardi, ma nel secondo tempo invece di inserire Libutti (ancora!) togliendo così centimentri alla difesa, sceglie Quaranta come perno della difesa a tre, proteggendolo così da possibili difficoltà con attaccanti più veloci. Cos’altro aggiungere? Dal suo arrivo, otto punti in quattro partite, con due soli gol subiti. Fortuna? Sì, certo. Perché negarlo? Capacità di adattarsi a situazioni avverse, vedi indisponibilità di Paz, Bozzolan, Bozhanaj, Belardinalli, Vicari, Rozzio, Lambourde e Charlys? Assolutamente sì. La Reggiana vince di “corto muso” senza esprimere calcio champagne, tirando una sola volta in porta e con il 34% di possesso palla. Qualcuno si lamenta?

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Micai: «La vittoria con lo Spezia ci dà fiducia per la parte finale del campionato»

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