foto Gianni Munarini
foto Gianni Munarini

La Reggiana torna alla vittoria davanti al proprio pubblico grazie al 2-0 sulla Torres. Attilio Tesser non può che essere soddisfatto della prestazione della sua squadra, scesa in campo con un nuovo assetto di gioco e rinnovate motivazioni dopo la brutta prova di Pineto. «C'era la voglia da parte di tutto il gruppo di riscattare una pessima prestazione e penso che i ragazzi l'abbiano fatto vedere. È una Reggiana che magari ancora non ha continuità di prestazioni, ma le motivazioni e la voglia con cui questi ragazzi si allenano da settimane le abbiamo viste oggi, cambiando mezza squadra, con ragazzi che non hanno quasi mai giocato e che si sono fatti trovare subito pronti».


È stata una partita che poteva finire con molti più gol. In Italia le difese non la fanno più da padrone?
«Forse adesso il calcio è questo. Difesa a quattro o a cinque cambia poco. Forse sono cambiati gli atteggiamenti, la voglia di fare la partita, di creare e quindi magari di lasciare più spazi agli avversari. Oggi siamo stati bravi perché non abbiamo preso gol, il portiere fa parte della squadra e ha fatto quattro parate molto importanti, forse anche determinanti nel momento dell'1-0. Ma prima di concedere l'occasione a loro ne abbiamo create cinque o sei, da poter essere facilmente avanti di due o tre gol».

La Torres è arrivata a Reggio senza fare le barricate. Questo ha favorito la Reggiana?
«La Torres ha sempre espresso un calcio propositivo dappertutto, ma lo hanno fatto anche le altre squadre che sono venute qui al “Città del Tricolore”, come Latina e Spezia. I ragazzi sono stati bravi a muovere palla e a trovare gli spazi giusti per buttarsi dentro con gli inserimenti. Siamo andati al tiro con Girma, Šipoš, Cavion e Cavaliere, creando parecchie occasioni anche prima del primo gol. La partita è stata interpretata bene. I nostri avversari giocano in modo aggressivo in avanti, un calcio che ha permesso loro di trovarsi nella parte alta della classifica».

Ieri ha chiesto i tre punti e sono arrivati. Anche l'atteggiamento è stato quello che pretendeva?
«I punti si conquistano quasi sempre se c'è l'atteggiamento giusto, anche se non sempre basta, come abbiamo visto con lo Spezia, quando non siamo riusciti a portare a casa il risultato. Oggi c'è stata una reazione: ho cambiato modulo e diversi giocatori e loro hanno risposto presente. Questa è la cosa che ho apprezzato maggiormente, proprio per il gruppo».

Ha disposto la squadra con una linea a cinque in fase di contenimento. Questo modulo potrà essere riproposto anche quando saranno a disposizione tutti i giocatori?
«Noi abbiamo il nostro modulo base, che rimane il 4-3-1-2. Con questo abbiamo vinto, abbiamo perso, abbiamo giocato buone partite ma anche pessime partite. Come ho detto, il modulo non vince, ma vince l'atteggiamento. Quando non sei al meglio, devi valutare le diverse situazioni e soprattutto le caratteristiche di chi hai a disposizione in quel momento. Oggi necessitavamo di spinta e partecipazione sugli esterni, quindi è un modulo che in questo tipo di partite tornerà utile anche in futuro. La capacità di leggere le partite è un fattore estremamente importante».

Battistini è stato impiegato come braccetto destro. È una soluzione di emergenza oppure potrà essere riproposta?
«Battistini ha giocato nel ruolo di terzo di destra, come aveva fatto prima Lepri. È una posizione che ha già ricoperto spesso. Ho preferito mantenere Bonetti al centro della difesa, dove aveva fatto bene, e avere un piede destro in uscita. Spostare Bonetti sul centrodestra avrebbe comportato una corsa maggiore in fase di impostazione, considerando che anche lui non aveva mai giocato partite intere. Se giocheremo a tre, Battistini potrà sicuramente essere una soluzione, a meno che non decida di schierare Lepri e utilizzare lui al centro».

Martedì la Reggiana tornerà in campo a Pineto per completare la gara sospesa. Senza Rover e Libutti, quali soluzioni sta valutando? Cavion potrebbe essere riproposto sulla fascia?
«Sinceramente non ho ancora valutato appieno la situazione e le soluzioni a disposizione per martedì. È chiaro che si pone un problema, non avendo né Rover né Libutti, che sono giocatori che possono fare quella fase difensiva sia in una linea a quattro sia a tre. Vediamo domani al campo, faremo la conta di quanti siamo e di come stiamo. Ci sono giocatori che nel loro passato hanno ricoperto anche il ruolo di esterno, come Bonetti, ma chiaramente sono esterni di un certo tipo. Schierarli in quella posizione comporta anche la necessità di adattare il resto della squadra. Devo ancora valutare bene tutte le possibilità».

Henry ha finalmente debuttato. Che tipo di attaccante è e quanto potrà essere utile alla squadra?
«Henry è molto bravo a difendere la palla, ma al momento l'ho visto giocare soprattutto in televisione. Qui si è sempre allenato a parte e ha svolto un solo allenamento con il gruppo, ieri. Oggi gli ho concesso due minuti proprio per rompere il ghiaccio. Deve ritrovare assolutamente la condizione fisica, sono sette mesi che non gioca, e trovare anche l'alchimia con la squadra. Quando starà bene, avrà le caratteristiche di un giocatore che attacca la profondità e che potrà integrarsi bene. La sua stazza potrebbe far pensare a un attaccante diverso, invece è uno che sa anche attaccare lo spazio. Ci sarà molto utile».

Alla Reggiana sembrano mancare alcuni particolari, sia in fase difensiva sia offensiva. Ci sono margini di miglioramento?
«Sì, ci sono. Non parlerei tanto di particolari quanto di capacità di finalizzare quello che riusciamo a creare. A volte il primo tiro in porta fa gol, altre volte bisogna insistere. Šipoš aveva già avuto due occasioni prima di segnare e nel secondo tempo ne ha avute altre, con la possibilità di realizzare ancora. Dopo la partita con lo Spezia e anche ieri in conferenza ho ricordato che avevamo creato cinque o sei palle gol senza concretizzarle. Oggi, se Furlan non avesse salvato il possibile 1-1, magari avremmo visto un'altra partita. Quando crei così tanto, però, devi anche guardare gli aspetti positivi. In fase difensiva continuiamo a concedere troppe situazioni sui calci piazzati. Abbiamo cercato rimedi e soluzioni per ovviare a questo problema, anche se da fuori magari non si vedono. Abbiamo cambiato gli interpreti e provato diverse disposizioni della linea difensiva, ma ancora non riusciamo a risolvere del tutto la questione. Su questo possiamo e dobbiamo migliorare assolutamente».

Un giudizio su Cavaliere, che nella ripresa ha ricevuto l'applauso dei tifosi. Che giocatore può diventare?
«È un ragazzo molto volenteroso, che dà tutto. Ha avuto anche due palle gol per segnare e mi fa piacere che la gente lo capisca. È già entrato diverse volte e a Perugia, al 92', è stato vicino a essere decisivo. Confido molto in lui: lo dicevo anche ieri ad alcuni vostri colleghi. A inizio stagione era considerato uno di quei giovani in uscita, invece ho chiesto io che rimanesse con noi per come aveva giocato tutte le partite in ritiro. È un giocatore della Reggiana e sono contento di poter contare su di lui».

Granata Live Car di Reggiana-Torres 2-0
Le pagelle di Reggiana-Torres. Furlan decisivo tra i pali, Šipoš e Portanova nuovamente coppia gol

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