foto Silvia Casali
foto Silvia Casali

La Reggiana parte con un pareggio contro il Ravenna e Attilio Tesser guarda soprattutto agli aspetti positivi della prestazione. Il tecnico granata sottolinea la qualità mostrata dalla squadra per gran parte della gara, pur riconoscendo il calo finale legato alle condizioni fisiche di diversi giocatori. Al centro dell’analisi anche l’assenza dell’ultimo momento di Castagnetti, le sostituzioni e la necessità di trovare maggiore profondità.


«Sono contento della prestazione. Per 60 minuti abbiamo disputato un’ottima partita, poi siamo calati - ha sottolineato in apertura il tecnico granata - Eravamo consapevoli che potesse succedere, perché alcuni giocatori non sono ancora al meglio e sono reduci da infortuni. Per il modo in cui giochiamo, siamo stati aggressivi e propositivi, anche se abbiamo creato poco e concesso qualcosa. Abbiamo comunque costruito due occasioni da rete, con un palo e un tiro finito fuori. Il Ravenna è considerato da tutti una delle grandi favorite e noi non abbiamo subito un tiro in porta sugli sviluppi del gioco. Sono soddisfatto di quanto hanno fatto vedere i ragazzi».

Castagnetti non era presente: cosa è successo?
«Vedremo i report medici nei prossimi giorni. È stata una sorpresa domenica sera, quando il dottore mi ha chiamato a casa dicendomi che non aveva nulla di importante, ma solo un problema fastidioso. Non credo però che per la prossima settimana possa esserci».

Si è vista una Reggiana composta e propositiva: cosa manca per completare il quadro?
«Di base, nel primo tempo abbiamo fatto più o meno quello che volevo. Questa è la Reggiana che mi piace e che vorrei vedere. Ci serve maggiore profondità. Girma per me è stato bravissimo: ha lottato, corso, costruito e giocato, anche se la sua condizione non poteva essere al meglio dopo essere stato fermo alcuni giorni. Inoltre c’è il dubbio sul suo futuro, se resterà o se andrà via. Abbiamo corso sulle fasce laterali e cercato di attaccare anche per vie centrali».

Come motiva la gestione dei cambi?
«Sono stati tutti per motivi fisici. Ponsi e Bertagnoli avevano i crampi, mentre Girma era molto stanco. Portanova mi chiedeva il cambio, ma avevo già terminato le sostituzioni. Bonetti spostato a destra? Non ho stravolto nulla: Papetti ha fatto il centrale e Bonetti è un difensore centrale mancino, ma chiunque avessi messo a destra sarebbe stato fuori ruolo. Senza Libutti non ci sono alternative. Inoltre ho pensato a lui sia perché Maggio è rapido, veloce e tende a rientrare: Papetti non aveva il passo per potergli stare dietro, Bonetti sì».

A centrocampo quanto è mancato qualcuno che riuscisse a gestire meglio il gioco?
«Jónsson ha fatto una grande partita. Castagnetti, rispetto ai ragazzi che hanno giocato oggi, è un professore: abbiamo schierato giovani, meno esperti, ma molto bravi, come Jónsson, Vallarelli e Suarez. Bisognava anche tenere conto delle caratteristiche della partita. Quel lavoro lo ha fatto Girma finché fisicamente ha tenuto. Volevo sostituire Vallarelli perché aveva preso una botta ma diceva di stare bene, poi gli sono venuti i crampi. Zoppicava, però mi diceva che ce la faceva e l’ho lasciato giocare. In questi casi, però, il ragazzo deve dirmelo subito se non ce la fa».

Quanto pesa, in questo momento, avere diversi giocatori in ritardo di condizione?
«Pensavamo che Castagnetti potesse giocare, altrimenti Bertagnoli non avrebbe giocato: la sua tenuta era di 60 minuti e così è stata. Ponsi non è al massimo della condizione, inoltre non avevamo Rover e Libutti. Davanti mancano dei cambi in attacco. Quando una squadra gioca prima con qualità e poi, quando non ne ha più, continua comunque a lottare, io la considero una prestazione positiva. Abbiamo anche rischiato di perdere sull'ultimo calcio d'angolo, perché avevamo di fronte una squadra forte».

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