Tesser dopo Pineto: «Il cuore e la voglia non bastano, servono lucidità e cattiveria agonistica»
Il tecnico granata analizza il ko nel recupero in Abruzzo: «A questa Reggiana manca la continuità di rendimento. A Grosseto dovremo essere presenti e concentrati dal primo minuto. Henry? Serviranno un paio di settimane per rivederlo più in forma»

La Reggiana di Attilio Tesser cade definitivamente nel recupero della nona giornata di campionato contro il Pineto: viene quindi confermato il risultato di 2-0 per la squadra di casa, maturato nei 50’ giocati sabato 10 ottobre. Il tecnico granata nel post partita ha sottolineato come la sfida fosse stata persa nel precedente spezzone e come solamente un episodio avrebbe potuto riaprirla. «Loro hanno giocato in modo molto sporco, sotto la linea della palla e con l’obiettivo di frammentare il gioco il più possibile - l'analisi di Tesser - Noi siamo stati costretti a buttarla in area e a sperare che succedesse qualcosa. La partita era sbloccabile solamente con il rigore richiesto, che mi pareva evidente, oppure attraverso un episodio».
Oggi si poteva fare poco, ma cosa è successo dieci giorni fa per compromettere in modo così netto la sfida?
«Oggi c’era tanta adrenalina, derivata dalla rabbia di andarla a riprendere, ma la sfida era ormai pressoché decisa nei primi 50’. Nelle prima parte di gara, poi sospesa, non siamo riusciti a fare il nostro gioco: è stata una partita di quelle sfortunate, in cui non ti gira nulla a favore. Loro sono stati più bravi e preparati di noi. Sicuramente è stata una sfida molto diversa da Perugia: in quell’occasione siamo stati complici di un primo tempo brutto. Sfortunatamente, questo tipo di partite ti capita una o due volte all’anno, ma quando succede rischia di farti fare figuracce. La partita di oggi ci serva come lezione per capire che a volte il cuore e la voglia non bastano, servono anche lucidità e cattiveria agonistica».
Che cosa deve portarsi dietro la squadra da questo stop?
«Questi 30 minuti non contano: conta la partita che siamo venuti a giocare, quando eravamo sotto 2-0. Abbiamo reagito molto bene contro la Torres, disputando un'ottima partita e vincendo con merito. L'insegnamento di oggi è che, se vuoi portare a casa un risultato, devi metterci tutta la cattiveria e la determinazione che ha avuto il Pineto. Sono stati bravi anche a spezzettare continuamente la partita, dimostrando malizia. Noi adesso dobbiamo riprendere la nostra strada: ci aspetta una gara molto importante contro il Grosseto e da domani la concentrazione dovrà essere massima».
La sconfitta di Pineto cambia le prospettive della Reggiana in campionato?
«Abbiamo 17 punti e siamo quarti in classifica: con un punto in più saremmo secondi. La speranza è sempre quella di fare meglio, ma qualcosa ci manca, anche se non molto. La squadra ha sbagliato un paio di partite, ma siamo in linea con quello che poteva essere il nostro programma».
La prossima sfida sarà la trasferta di Grosseto, squadra rivelazione di questo campionato. Rivedremo una Reggiana capace di giocare come ha dimostrato di saper fare?
«Innanzitutto, complimenti al Grosseto, neopromossa attualmente terza in classifica, davanti anche alla Reggiana. L’ho vista con Livorno e Spezia: è una squadra molto dinamica che gioca bene. Sfrutta molto gli uno contro uno e i suoi esterni veloci. Dobbiamo essere presenti e concentrati dal primo minuto, perché questo tipo di squadre ti attacca forte fin da subito, ma per adesso pensiamo a ricaricarci al 100%. È una squadra, come detto, molto offensiva, che continua ad attaccare senza guardare il risultato. Ne abbiamo avuto la prova sia nella scorsa uscita con il Livorno (4-4) sia in quella contro lo stesso Pineto di qualche turno fa (4-0)».
Come incide il recupero di Pineto sulla preparazione della trasferta di Grosseto?
«La complica, sicuramente. Quando giochi di lunedì e poi di sabato perdi giorni di allenamento. Anche se oggi abbiamo giocato poco, domani non puoi mandare in campo a lavorare a pieno regime chi ha giocato 32-33 minuti, considerando anche le ore di viaggio. Questo complica un pochino la preparazione, ma giochiamo domenica e abbiamo il tempo per recuperare e preparare una partita molto impegnativa come quella contro i toscani».
Quanto è lontana la Reggiana di oggi da quella che rispecchia la sua idea di calcio?
«In alcune partite l’abbiamo già vista, anche solo per 20-30 minuti. Un esempio è la partita con lo Spezia, dove siamo usciti sconfitti ma dopo aver creato e giocato più di loro. Questo però vale fino a un certo punto, perché alla fine conta finalizzare le occasioni create e loro si sono dimostrati più bravi di noi. Il calcio funziona anche a episodi: nella scorsa sfida con la Torres abbiamo sbloccato la partita dopo un loro palo; se avessero segnato, tutto si sarebbe complicato. Attualmente a questa Reggiana manca la continuità di rendimento: non siamo stati in grado di fare prestazioni significative per più partite. A parte ciò, tutto è sicuramente migliorabile, ma, come detto prima, penso che abbiamo dimostrato a tratti un buon calcio. La mia Reggiana sarà valutabile solamente una volta che avrò tutti a disposizione. Ad oggi, questa è una squadra che ha giocato un paio di partite non buone, ma anche quattro o cinque di ottimo livello».
A breve potremmo vedere la tanto discussa doppia punta: a che punto è Henry?
«Henry è ancora indietro, ma lo sapevamo. Sono sette mesi che non gioca ed è reduce da una recente operazione. L’ho buttato in campo cinque minuti con la Torres e anche oggi ho provato a dargli un po’ di spazio, facendolo giocare dieci minuti. Serviranno ancora un paio di settimane per rivederlo più in forma; d’altronde, ha fatto solamente due allenamenti seri con la squadra».
Come valuta l'equilibrio del girone e le squadre che si stanno giocando le prime posizioni?
«È ancora una zona di mischia: in tre punti, con due partite, puoi salire o scendere e ritrovarti dal quarto al settimo-ottavo posto, o viceversa. È un girone impegnativo e molto equilibrato. A parte il Grosseto, che è una grande sorpresa per la continuità di rendimento, è difficile affrontare tutti. Non c'è una partita già segnata in partenza: l'equilibrio è incredibile e, se sei leggermente sottotono, per una questione fisica o tecnica, fai fatica con chiunque».


