foto Alex Cottafava
foto Alex Cottafava

Il ritorno dopo l'operazione e una settimana di lavoro a pieno regime, i primi minuti da mediano e la voglia di lasciarsi alle spalle la retrocessione. Massimo Bertagnoli è tornato protagonista con la Reggiana nell'amichevole contro l'Alcione Milano e ora guarda con fiducia all'inizio della nuova stagione. 


Massimo, come stai fisicamente?
«Questa è stata la prima settimana in cui sono entrato quasi del tutto in squadra. Durante la settimana, se sento ancora un po' di fastidio, mi gestisco. Abbiamo fatto anche due doppie sedute, quindi i carichi sono stati elevati. Sono arrivato alla partita fiducioso e sono sceso in campo tranquillo. Il fastidio lo avverto ancora un pochino, ma è tutta una questione di adattamento al campo e alle partite. Sono sulla strada giusta».

L'anno scorso, invece, il dolore ti ha accompagnato praticamente per tutta la stagione...
«È una tipologia di infortunio (ernia inguinale, ndr) per cui anche dopo l'operazione può rimanere un minimo di dolore, quindi devo continuare a lavorare e fare prevenzione, tutti gli esercizi possibili. L'obiettivo è andare in campo senza sentire niente».

Stai diventando un regista?
«No, sono cresciuto come mediano. Da piccolo ho sempre fatto quel ruolo, poi con il passare degli anni ne ho ricoperti parecchi. Il mister mi ha messo lì senza darmi particolari spiegazioni».

Tesser ha detto che il tuo ruolo naturale è quello di mediano-mezzala.
«Sì, la mezzala è il mio ruolo, però giocare a centrocampo da mediano mi piace. Capisco cosa vogliono le mezzali e il trequartista, riesco a trovarli e se il mister vuole mettermi lì sono a disposizione».

La Serie B ti manca?
«Ovvio che manca. Però io sto bene a Reggio e non sono preoccupato».

La testa è qui?
«Sì, voglio dare tutto e riportare la società in alto perché se lo merita. L'anno scorso mi è dispiaciuto molto per tutto quello che è successo, però è andata così».

Se arrivasse una proposta dalla Serie B, invece, la prenderesti in considerazione?
«Se c'è una Serie B valida e che mi stimola, sì. Però non sono preoccupato».

Hai mai chiesto alla società di essere ceduto?
«No, non ho chiesto niente».

Quanto sono rimaste le scorie della retrocessione? Le avete cancellate nello spogliatoio o nella vostra testa?
«Un po' ci sono sempre, è difficile ripartire. Tanti giocatori della passata stagione sono rimasti e quindi nella testa qualcosa c'è. Però siamo fiduciosi e vogliamo fare bene, partire subito forte in campionato e anche in Coppa Italia. Se parti bene, con la mentalità giusta, poi i punti arrivano e puoi fare una buona stagione. Non dobbiamo pensare all'anno scorso: adesso siamo qui, come squadra e con umiltà dobbiamo mettercela tutta».

Per riconquistare definitivamente l'ambiente servirà quindi una buona partenza?
«Penso che l'ambiente, nonostante la retrocessione, sia dalla nostra parte. Anche oggi ci hanno applaudito. Quella granata è una tifoseria che ha un grande cuore e un grande tifo, è stata dalla nostra parte fin da subito. Sanno anche i tifosi che l'anno scorso li abbiamo delusi, però se ripartiamo tutti insieme possiamo andare in alto».

Che aspettative hai per il prossimo campionato di Serie C?
«In Serie C ho fatto appena tre partite, quindi è un campionato nuovo anche per me. Da quello che si dice e per quel poco che ho visto, ci sono partite toste e tante battaglie. Se facciamo un buon campionato sarà comunque esperienza che mi porterò dietro. Mi trovo nell'ambiente giusto per fare bene e puntare in alto».

Non hai mai vinto un campionato: sarebbe bello aggiungere questa medaglia alla tua carriera?
«Ovviamente. Non ho mai vinto un campionato, quindi vorrei finire la carriera con qualcosa di importante in bacheca».

Tesser è soddisfatto: «Atteggiamento positivo e aggressivo, stiamo facendo bene»

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