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Cianci: «L'ambiente granata mi ha convinto a rimanere. Con la Samb per me una sfida speciale...»

Il centravanti classe '96 contro il Renate ha rilevato Altinier a metà del secondo tempo

Gian Marco Regnani
06.02.2018 17:30

Dopo un lungo tormentone di mercato che ha tenuto banco per buona parte del mese di gennaio, alla fine Pietro Cianci ha deciso di rimanere alla Reggiana e giocarsi le sue chance per una maglia da titolare assieme agli altri compagni di un reparto ora più forte che mai. 

«Avevo chiesto alla società di poter cambiare squadra per trovere più minuti e nel mio vero ruolo, non perché mi trovassi male a Reggio - ha spiegato l'attaccante barese - Il presidente Piazza, Alicia, il direttore Magalini e il mister mi hanno fatto sentire un giocatore più che importante: tutto questo loro affetto è stato determinante, così ho deciso di rimanere perché fare parte di una realtà come la Reggiana in Lega Pro non capita spesso...».

Quindi non è stato il Sassuolo a indirizzarti verso una nuova sistemazione?
«Assolutamente no. Era una mia scelta personale».

Hai deciso di rimanere perché ora si può sognare in grande?
«Lo si poteva fare anche a inizo stagione. È stato dopo l'ultimo colloquio con il presidente che ho preso la mia decisione definitiva».

Anche i tuoi compagni hanno avuto un peso nella tua scelta?
«In molti hanno parlato con me cercando di convincermi a non cambiare squadra quindi è anche grazie a loro se sono ancora qui».

D'ora in avanti ti vedremo giocare solo come prima punta?
«Ben venga se il mister deciderà di farmi giocare nel mio ruolo, ma se vorrà che dia una mano anche in altre posizioni di certo non mi tirerò indietro».

Sabato sera i tifosi ti hanno accolto con un applauso quando sei entrato in campo...
«Mi ha fatto veramente piacere quel gesto. Loro hanno speso sempre belle parole su di me, li ringrazio».

Siete rimasti soddisfatti dopo la vittoria contro il Renate?
«Abbiamo avuto tante settimane di tempo per prepararla e ci siamo fatti trovare pronti portando a casa i tre punti...».

Ora testa alla Sambenedettese...
«Proprio oggi iniziamo a studiare i marchigiani. Sappiamo che se hanno 34 punti in classifica un motivo c'è, quindi dovremo scendere a San Benedetto del Tronto concentrati per cercare di vincere un'altra partita».

Per te sarà una gara particolare, visto che affronterai tuo cugino Nicola Bellomo...
«Sono contento di giocare contro di lui, è la prima volta che capita. Per me è come un fratello, siamo cresciuti assieme e tuttora nel tempo libero ci frequentiamo. Ricordo ancora i tanti consigli che mi ha dato quando lui era al Torino in Serie A e io nella Primavera del Livorno...». 

La Reggiana dovrà temerlo?
«Non ha nulla a che fare con questa categoria. Può ricoprire parecchi ruoli, principalmente trequartista o seconda punta».

Ti ha svelato qualche segreto su mister Capuano?
«No, ma ne parla solamente bene».

Buttate ancora un occhio al Padova?
«Pensiamo a una partita alla volta. Aspettiamo che il Padova faccia qualche passo falso e in tal caso dovremo essere bravi a farci trovare pronti». 

Il campionato quindi è ancora aperto?
«Secondo me sì, fino all'ultima giornata; non dobbiamo dimenticare l'esempio della Cremonese nella scorsa stagione. Dovremo cercare di vincere tutte le partite che mancano alla fine e se non ci riusciremo allora punteremo ai play off».

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