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Staiti: «Abbiamo imparato la lezione del derby, contro la Pergolettese saranno i dettagli a fare la differenza»

«Andiamo a Crema per vincere, ma sarà altrettanto importante non perdere. Il rinnovo? Ancora non ci penso, resto concentrato sul campo»

Redazione TuttoReggiana
24.01.2019 18:00

Lorenzo Staiti domenica a Crema molto probabilmente cederà la fascia da capitano a Spanò, ma l’ex Feralpi resta un leader dentro e fuori dal campo del quale la Reggio Audace non può fare a meno nella lotta per il primo posto contro Pergolettese e Modena.

Con che spirito affronterete la gara di domenica in casa della capolista?
«Non tutte le gare sono uguali, a volte arriva un momento in cui l’importanza sale come in questo caso. Non vogliamo caricare di troppe tensioni la partita, ma sappiamo che è un crocevia importante della stagione e una vittoria ci permetterebbe di riaprire un campionato da molti dato per chiuso un paio di mesi fa».

Trovare la Pergolettese in cima alla classifica è una sorpresa?
«Non del tutto. Modena e Reggiana hanno più blasone e una rosa più competitiva ma la Pergolettese ha tanti giocatori di categoria e non ha mai perso in casa quindi merita i punti conquistati finora».

La gara dell’andata vinta 5-0, nella quale sei anche andato a segno, deve essere messa da parte?
«Era stata una grandissima vittoria ma allo stesso tempo una partita strana, segnata dall’onda emotiva per il rientro di Spanò. Ricordo una Reggiana molto cinica nel capitalizzare tutte le occasioni avute, però la Pergolettese nei primi minuti ci aveva messo parecchio in difficoltà esprimendo un buon calcio. Domenica mi aspetto una gara difficile».

Scenderete in campo per vincere o per non perdere?
«Imposteremo la partita per vincere, ma allo stesso tempo sarà importante non perdere imparando dai nostri precedenti sbagli».

Che lezione avete tratto dal derby perso a Modena?
«Abbiamo capito che quando si gioca contro squadre importanti i dettagli vanno curati alla perfezione. Siamo consci che gli episodi possono girare a favore o a sfavore come successo a Modena ma l’impegno per far sì che non accada ci deve essere sempre».

La fascia da capitano indossata nelle ultime partite ti ha dato uno stimolo in più?
«Indossare la fascia restituisce sempre delle sensazioni positive, ma tengo a sottolineare che in questa squadra di capitani ce ne sono tanti, a partire da Spanò, Rozzio e Narduzzo. E’ giusto che ci sia una linea di continuità con il passato, io mi sento un giocatore importante anche se senza fascia, l’atteggiamento in campo non cambia».

I gol decisivi segnati al Crema e al Ciliverghe invece hanno avuto effetto sul tuo umore?
«Segnare è sempre bello, a maggior ragione quando arrivano gol importanti, le mie reti però hanno lo stesso peso specifico di quelle di Zamparo o Spanò. Sono un centrocampista offensivo e se vado in gol la cosa non mi dispiace, ma quello che conta è il risultato della squadra».

Hai spesso esultato coinvolgendo tutto il gruppo…
«Sì, mi piace condividere la gioia del gol anche con chi gioca meno perché alla base delle vittorie c’è tutto il gruppo: una squadra è fatta di 30 giocatori, dello staff tecnico e di chi ci sta vicino sugli spalti».

Pensi che Dammacco sia già pronto per fare la differenza?
«Gaetano è un ragazzo sano, e lo si vede subito, che ha avuto la fortuna di entrare in gruppo altrettanto sano. Ha qualità da vendere, deve solo cercare di mettersi alla pari con i compagni a livello di conoscenze e intesa seguendo le indicazioni del mister, ma la base di partenza è buona. Ora abbiamo trovato un trequartista che permette ad Osuji di arretrare il suo raggio d’azione, anche se non esistono più i numeri 10 di una volta come Vannucchi o Ricchiuti, con i quali ho giocato assieme, o come Alessi che qui a Reggio conoscono tutti bene».

Qual è il bilancio dei primi 6 mesi a Reggio?
«A livello personale il bilancio è positivo poiché ho dato un contributo importante sia in campo che nello spogliatoio. Parlando della squadra invece possiamo parlare di bilancio positivo fino a un certo punto perché se non raggiungeremo gli obiettivi prefissati alla fine diventerà negativo».

Stai già pensando al tuo futuro assieme al club?
«Il mio contratto scadrà a giugno ma questa è una fase delicata del campionato e le energie preferisco spenderle sul campo».

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