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Cozzari: «La nostra crescita è frutto del lavoro iniziato in estate»

Il mediano classe '99 non è a favore del regolamento della Serie D in merito all'utilizzo degli 'under': «Non favorisce i giovani ma li penalizza»

Gian Marco Regnani
22.11.2018 18:00

Dopo aver dato i primi calci con Giacomense e Spal, Mattia Cozzari ha trascorso 5 anni a Bologna percorrendo tutte le fila del Settore Giovanile rossoblù fino alla Primavera, mentre in agosto è arrivata la chiamata della Reggio Audace. Il centrocampista ferrarese con la maglia granata ha collezionato pochi minuti tra campionato e coppa fino al match della svolta contro la Calvina dove è rimasto in campo per tutta la durata dell'incontro, conquistando una nuova maglia da titolare la domenica successiva nel trionfo di Sasso Marconi.

«Gli ultimi risultati sono il frutto del lavoro che c’è dietro da agosto - sottolinea Cozzari - Non dobbiamo avere paura di nessuno, il feeling del gruppo è cresciuto di partita in partita e fa la differenza in tutti i campionati. I più esperti pretendono tanto da noi giovani e ci danno una mano a crescere tutti i giorni».

Dopo la partita con la Calvina cos'è cambiato?
«Quella partita è stata un nuovo punto di inizio. Prima forse dovevamo ancora unirci come gruppo mentre nelle ultime gare siamo riusciti a fare la differenza anche a livello mentale».

In campo non tiri mai indietro la gamba...
«Non cerco dribbling o tiri in porta con insistenza ma dò il mio contributo alla squadra cercando di non fare mai mancare l’impegno per tutti i 90 minuti. Mi piace inserirmi negli spazi e giocare la palla verso i compagni però in base alle richieste del mister mi adatto tranquillamente. Quelle contro Calvina e San Marino sono state due partite dure da affrontare in maniera decisa, il mister mi chiedeva di essere aggressivo e ho cercato di dare il massimo».

Hai notato delle differenze tra il calcio giovanile e quello della Serie D?
«A livello giovanile si punta di più sulla crescita dei ragazzi, mentre nei campionati con i grandi si gioca un calcio totalmente diverso: gli allenatori e i compagni più esperti pretendono tanto sotto l’aspetto mentale, fisico e tattico. Ogni domenica è fondamentale portare i tre punti a casa soprattutto in una piazza ambiziosa come Reggio: qui c’è pressione e passione, non nacondo che entrambe sono molto stimolanti».

Quanto è difficile riuscire ad emergere per un giovane?
«Secondo me con la regola degli ‘under’ si rischia di penalizzare la squadra e i giovani stessi perché un allenatore la domenica deve fare sempre determinate scelte in base alla carta d’identità e non basandosi sulla qualità».

Che emozioni si provano nel giocare al “Città del Tricolore”?
«Parliamo di uno stadio che un calciatore sogna fin da bambino. Giocare davanti a così tanti tifosi è veramente spettacolare, un’emozione straordinaria».

C’è qualche giocatore al quale ti ispiri?
«Marchisio è sempre stato il mio idolo sin da bambino e crescendo ho cercato di ispirarmi a lui. Essendomi allenato spesso con la prima squadra del Bologna ho preso qualche spunto da giocatori importanti come Dzemaili, Poli e Pulgar».

Nello spogliatoio si inizia già ad assaporare il clima del derby?
«Non stiamo ancora parlando del Modena, lo faremo da lunedì. Ora siamo focalizzati solo sulla partita contro l’OltrepoVoghera: prima occorre pensare a conquistare tre punti fondamentali per arrivare a 5 risultati utili consecutivi».

È giusto così, ma l’attesa da entrambe le sponde del Secchia inizia ad essere snervante…
«Sarà una sfida bellissima per entrambe le tifoserie, una partita fondamentale per proseguire nella nostra rincorsa. A Bologna c’era astio con i tifosi canarini, ma qui a Reggio lo si avverte di più».

Coltivi qualche hobby al di fuori del calcio?
«Mi piace ascoltare tanta musica, soprattutto rap. Da piccolo tifavo Milan, poi ho sempre preso le parti delle squadre per cui ho giocato. Essendo di Ferrara ora seguo la Spal in Serie A con un occhio diverso...».

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