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Favalli, l'incubo è alle spalle: «Felice di avere chiuso questa parentesi. Per andare avanti serve responsabilità»

Il terzino classe '92 ha sconfitto il virus Covid-19: «Ringrazio la famiglia, la squadra e la società. Lo sport e il contatto con compagni e amici mancano, ma è fondamentale che si riparta solo in condizioni di sicurezza»

Redazione TuttoReggiana
25.04.2020 12:00

Il difensore granata Alessandro Favalli, dopo alcune settimane di convivenza con il coronavirus, ha concluso l’iter volto a certificare la propria negativizzazione al Covid-19: l’atleta è guarito dal virus grazie al doppio esito negativo scaturito dai tamponi di controllo effettuati nell’ultimo periodo.

 

Sto bene e sono felice di aver chiuso questa parentesi. È stato un momento difficile e che mi ha segnato, ma posso dire di essermelo lasciato alle spalle. Non appena mi è stato comunicato l’esito del secondo tampone di controllo mi sono sentito sollevato e ho tirato un sospiro di sollievo per me e per tutte le persone vicine. Avrei desiderato guarissero tutti, anche mia nonna che purtroppo, invece, non ce l’ha fatta; il mio primo pensiero è andato a lei.


Il percorso è stato lungo: dopo il primo tampone risultato positivo ho iniziato il periodo di quarantena con misurazioni di febbre quotidiane in continuo collegamento con i medici dell’ATS e con lo staff medico della Reggiana. Dopo due settimane dal primo tampone ho iniziato i test di controllo per certificare la mia negativizzazione, a distanza tra loro di circa una settimana. Proprio pochi giorni fa ho appreso l’esito dell’ultimo tampone che mi ha dichiarato finalmente guarito dal Covid-19.


Da quando ho avuto i primi sintomi e sono risultato positivo, ho pensato alla mia famiglia e a chi mi era vicino; io mi sentivo forte ma pensavo a loro. I medici si sono sempre dimostrati veramente disponibili, sono figure fantastiche che mi hanno ascoltato e seguito con attenzione. E insieme a me hanno aiutato tantissime persone. Voglio dire grazie a loro, alla mia famiglia, alla squadra, alla società e a tutte le persone incontrate nel mio percorso sportivo e che in questo periodo non hanno mancato di far sentire la loro vicinanza.


Quando ti colpisce in prima persona una situazione di questo tipo riesci a comprendere veramente quanto sia grave. È importante rispettare le indicazioni che sono state date per salvaguardare se stessi e gli altri. Non si può immaginare la reazione di un corpo al virus ed è sbagliato sentirsi invincibili e al sicuro. Serve responsabilità.


La voglia di giocare è tanta, il calcio è la nostra vita e il nostro lavoro. Desideriamo tornare in campo e raggiungere i nostri traguardi giocando le partite, ma è fondamentale che si riparta solo nelle massime condizioni di sicurezza senza sottovalutare un nemico di cui ancora si conosce poco


Manca lo sport, l’attività fisica e il contatto con le altre persone, compagni e amici. Poter riabbracciare tutta la famiglia è la prima cosa che desidero fare. Chiaramente bisognerà aspettare; anche se con il passare del tempo questo risulta sempre più difficile, ora è quanto più prudente e necessario farlo.

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